Quegli ominicchi, piglianculo e quaquaraquà, mentre noi manifestavamo per l'ambiente

​Venerdì scorso, giornata di sciopero mondiale contro il riscaldamento globale, ho partecipato al sit-in in piazza Garibaldi e...

La redazione Riflettori su ...​
Manduria - domenica 17 marzo 2019
Almerina Raimondi
Almerina Raimondi © La Voce

Venerdì scorso, giornata di sciopero mondiale contro il riscaldamento globale, ho partecipato al sit-in in piazza Garibaldi e intanto che arrivavano le bellissime foto dalle principali piazze stracolme di ragazzi per dire basta, per ricordare a tutti che abbiamo poco tempo per invertire la rotta, che l'unico pianeta a nostra disposizione sta esaurendo le sue risorse e che se i potenti del mondo non metteranno al primo posto della loro agenda politica l'ambiente sarà a rischio la stessa sopravvivenza dell'uomo, ho assistito, insieme ad altri, a comportamenti a cui non riesco proprio a dare un senso.

In due ore, dalle 18 alle 20, un inutile carosello di macchine intorno alla piazza, molte (per fortuna non tutte) sempre le stesse in maniera ripetitiva sono passate e ripassate più e più volte e intanto che le osservavamo pensavamo: ma perchè lo fanno, a quale scopo, a chi serve?

Ovviamente non è la prima volta che succede, ma che sia successo proprio a me sembra francamente ancora più grave. Per carità ognuno è libero di dare alla propria vita il senso che crede ma comportamenti di questo tipo, che non hanno nessuna finalità se non quella di arrecare danni all'ambiente e di conseguenza a sé stessi, ai propri figli e agli altri, vanno condannati con forza, a maggior ragione in una giornata così importante.

Noi esseri umani ci distinguiamo dagli altri esseri viventi perchè siamo dotati di pensiero ed è il pensiero che dovrebbe dare un senso e guidare le nostre azioni, per cui prima di agire dovremmo chiederci sempre: perchè lo faccio? A cosa serve e a chi serve?

Della giornata di venerdì i nostri ragazzi ci hanno lasciato uno slogan che dovremmo adottare come se fosse una preghiera quotidiana: cosa posso fare io per l'ambiente e a che cosa sono disposto a rinunciare?

Già sforzarsi di compiere azioni che abbiano un senso e rinunciare, ad esempio, a usare la macchina quando non serve sarebbe un grande gesto di intelligenza e di sensibilità e quindi di rispetto dell'ambiente in cui viviamo.

Darebbe senso alle nostre azioni.

"Dal Giorno della civetta di Leonardo Sciascia": «...e quella che diciamo umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di ventola divido in cinque categorie, gli uomini, i mezzi uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà…pochissimi gli uomini e i mezzi uomini pochi, che mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezzi uomini».

E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi. E ancora più giù i piglianculo che vanno diventando un esercito...e infine i quaquaraquà che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, che la loro vita non ha più senso....

Almerina Raimondi

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