Ai piedi del Monte del Diavolo

Uno dei luoghi più suggestivi e incontaminati del territorio manduriano avvolto da misteriose leggende

Alessandro Romano Alla ricerca del mio Salento nascosto
Manduria - mercoledì 14 febbraio 2018
Monte del diavolo Manduria
Monte del diavolo Manduria © Alessandro Romano

Uno spettacolo della natura, il Monte del Diavolo! Si trova in agro di Manduria (Taranto), è una particolare formazione rocciosa che si erge isolata nel bel mezzo di una vasta zona pianeggiante dominata da una macchia mediterranea ancora incontaminata. Un vero colpo d’occhi paesaggistico, vederlo da lontano ergersi dal nulla!

Probabilmente è per questa sua singolarità che il rilievo è chiamato “Monte del Diavolo”, che con i suoi 117 metri s.l.m. è il quarto per altezza delle Murge Tarantine.

Curiosamente “diabolico” anche per la sua conformazione che lo rende inaccessibile agli appassionati di bicicletta che nei dintorni si godono la natura. Si trova infatti in un’incantevole contrada rurale, situata tra il bosco dei Cuturi e la zona archeologica Li Castieddi.

E’ circondato da una vasta zona di macchia mediterranea ancora incontaminata dove è possibile trovare aree di prato di folta e bassa vegetazione selvatica. Il monte un tempo era chiamato “Tremulu”, che significa tremore, significato legato sicuramente alla leggenda secondo la quale il monte dei Diavoli tremava. Si è pensato, quindi, che fosse di origine vulcanica, in quanto alcune pietre posizionate in cima hanno un colore grigio e quando si rompono si sfaldano facilmente, come se fossero state cotte dal fuoco.

E’ verosimile che questo luogo, trovandosi vicino ad un insediamento messapico abitato fra VIII e il III secolo a.C., può aver rappresentato una sorta di Pritaneo, ossia l’edificio che nelle città dell’antica Grecia in cui si custodiva il fuoco sacro e si facevano i sacrifici comuni: era situato nel luogo più alto del territorio, e vi erano accolti a banchetto gli ambasciatori e anche, a vita, i cittadini ritenuti particolarmente meritevoli. Tale fuoco era sacro per i pagani e rappresentava il principe della morte per gli ebrei e il simbolo dell’inferno per i cristiani.

La zona attorno al monte custodisce anche il bosco dei “Cuturi”, un piccolo lembo di foresta primordiale…

…dove ancora crescono le querce…

…che erano il paesaggio autentico della Terra d’Otranto ancestrale, prima che i Messapi cominciassero a coltivare l’olivo.

Sempre nei pressi, si può ammirare questo splendido trullo… una vera commistione fra le “pagghiare” monumentali del basso Salento e i trulli della Valle d’Itria.

Le sue pareti sono massicce…

…la cupola perfetta…

…e si fronteggia con il profilo del Monte del Diavolo, di fronte ad esso!

Il mare è veramente a due passi, si scorge bene dall’entroterra…

…non lontano sfocia il Chidro, il piccolo fiume dove, secondo la tradizione, battezzò i primi cristiani l’apostolo Pietro, appena sbarcato in Italia per recarsi a Roma…

…il fiume attraversa nel campagne dell’entroterra, formando una pozza profondissima dalle acque fredde e pulite!

Per chi voglia fare una passeggiata ricreativa in questa zona meravigliosa, segnalo anche torre Borraco, baluardo del periodo della costruzione delle torri costiere del Salento…

…e lo splendido insediamento medievale delle Saline dei Monaci. Ma questa è un’altra storia!

Alessandro Romano

visita anche http://www.salentoacolory.it

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