Notificati dalla polizia quattro avvisi di garanzia

Business dell'accoglienza agli immigrati, denunciati amministratori di cooperativa della provincia

Avrebbero lucrato sui rimborsi peer circa 90mila euro

Salento Puglia e mondo
Manduria domenica 28 marzo 2021
di La Redazione
Immigrati
Immigrati © La Voce di Manduria

Il personale Squadra Mobile di Taranto, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha notificato l’avviso di conclusioni indagini nei confronti di un uomo e una donna, amministratori e rappresentanti legali di una Società Cooperativa, affidataria del servizio di accoglienza e assistenza, nella provincia di Taranto, di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale. Destinatari del provvedimento anche due dipendenti della Cooperativa.

I due responsabili della struttura sono chiamati a rispondere del reato di frode in fornitura pubblica continuata in concorso tra loro. In particolare, le attività di indagine hanno consentito di appurare come i due amministratori abbiano utilizzato parte dei propri dipendenti, incaricati di assicurare il servizio di accoglienza, nello svolgimento di attività diverse, agricole / edilizie, in favore di altre società sempre gestite dai due.

Tutti e quattro, inoltre, sono chiamati a rispondere del reato di truffa aggravata continuata e in concorso in quanto, secondo quanto accertato dagli inquirenti, la Società Cooperativa avrebbe lucrato,  percependo rimborsi non spettanti, comunicando alla locale Prefettura un numero di presenze di ospiti, all’interno delle proprie strutture, superiore a quello reale.

Il tutto veniva scrupolosamente organizzato: agli ospiti, infatti, venivano fatti firmare indebitamente i fogli di presenza in epoca diversa e non, come previsto, in maniera giornaliera, omettendo, altresì, di comunicare gli ospiti che, nel frattempo, per vari motivi si erano allontanati dalle loro strutture ricettive.

Ben 16 gli ospiti stranieri individuati, per i quali sono stati indebitamente percepiti i rimborsi che hanno consentito di incassare una somma pari a circa 90.000 euro, cagionando un danno per la pubblica amministrazione di  rilevante entità.

Le meticolose indagini hanno preso il via  nel 2019 e sono scaturite a seguito di un controllo “anti caporalato” operato dalla Squadra Mobile in una masseria della provincia Jonica nel corso del quale emersero numerose anomalie. (Nota stampa della polizia)

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I commenti degli utenti
  • Marco ha scritto il 29 marzo 2021 alle 12:20 :

    Io vedevo immigrati che dovevano andare a piedi per km e km per prendere l acqua potabile... I delinquenti che campano di truffe non se la godono la bella vita. La Storia ce lo insegna🧟 Rispondi a Marco

  • Vincenzo ha scritto il 29 marzo 2021 alle 09:25 :

    E' una prassi consolidatasi che, di tanto in tanto, emerge su tutto il territorio nazionale. E pensare che un'apposita direttiva dell'ANAC prescriveva la riformulazione dei contratti che all'epoca erano in essere, affinché recepissero l'esigenza di puntuali controlli interni ed esterni (promossi dagli operatori e dalle Prefetture). L'accoglienza per i soggetti coinvolti, era ed è diventata un'attività economica di grande rilevanza, che pesa sulle casse dello Stato per centinaia milioni di euro. Rispondi a Vincenzo