Intervista del Nuovo Quotidiano di Taranto

Parla il figlio dell'uomo rimasto 11 ore in ambulanza prima del ricovero al Giannuzzi

L’avvocato Mirko Giangrande racconta in un’intervista al Nuovo Quotidiano di Taranto il calvario del padre ricoverato al Giannuzzi dopo un’attesa di 11 ore in ambulanza

Locali
Manduria martedì 24 novembre 2020
di La Redazione
Ambulanza
Ambulanza © Google

Un calvario di 11 ore. Tanto è durata l’attesa in ambulanza di un uomo di Avetrana domenica scorsa. A raccontare l’incredibile vicenda al Nuovo Quotidiano di Taranto è il figlio del povero malcapitato, Mirko Giangrande. I particolari che l’avvocato riferisce hanno dell’incredibile. Il paziente, positivo già da diversi giorni, è stato prelevato dalla sua abitazione dopo aver effettuato una cura anti-Covid domiciliare. Giunto nel piazzale dell’ospedale Giannuzzi, dopo le prime ore, l’uomo - provato dall’attesa ed in evidente stato di agitazione - ha allertato il 112 ed il 113 addirittura dall’interno dell’ambulanza. Le comunicazioni con la famiglia avvenivano tramite whatsapp, visto l’affaticamento respiratorio e la difficoltà nell’effettuare chiamate vocali. Intorno alle 16.30, gli è stato effettuato un prelievo di sangue, ma il povero malcapitato – già da più di 4 ore all’interno dell’ambulanza – non dava segni di miglioramento e la febbre continuava ad aumentare. Il racconto del figlio del pover’uomo si fa sempre più inquietante: «Io vivo fuori, mi sono sentito impotente oltre che angosciato. In più – aggiunge l’avvocato – la cura intrapresa a casa si era interrotta durante le ore in ambulanza. Aveva solo l’ossigeno a sua disposizione e la febbre continuava a salire. Non sapevo cosa fare così, ormai stravolto, ho contattato il consigliere regionale Renato Perrini che si è adoperato a denunciare all’Asl di Taranto quanto stava accadendo» riferisce Giangrande. Stando a ciò che ha raccontato lo stesso avvocato durante l’intervista, sarebbero state ben cinque le ambulanze in coda per ore, così come riferitogli dal padre.

L’avvocato non ci sta e promette di andare a fondo sulla vicenda: «Mi preme evidenziare che questo è accaduto ad un uomo di 57 anni in grado di comunicare con l’esterno e di mantenere lucidità. Ma se fosse capitato ad un uomo anziano? Non si può correre il rischio di morire in attesa di essere ricoverati. Questi inconvenienti potevano essere comprensibili a marzo, ma non a novembre perché, come cittadini, ci saremmo aspettati una maggiore organizzazione» aggiunge Giangrande, che poi conclude: «Tenere bloccate le ambulanze per così tante ore è inconcepibile. E se dovessero servire per un’emergenza? Non ho parole».

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I commenti degli utenti
  • Ramses ha scritto il 25 novembre 2020 alle 02:19 :

    Ma come????Fino a poco fa medici e infermieri erano eroi e adesso gli diamo addosso??? Indubbiamente dispiace ciò che sta accadendo fuori dagli ospedali cosiddetti "covid", ma la colpa sarebbe degli operatori sanitari che fanno attendere le ambulanze fuori, o di chi ha portato a tutto questo non preoccupandosene quest'estate????Non sono né un medico, né un infermiere, ma immagino che l'accesso in pronto soccorso sia contingentato e che dopo ogni accesso debba essere tutto sanificato. Quindi magari il tempo trascorre per questo e non perché gli operatori si girano i pollici!!! Meditate meglio nelle urne, la prossima volta!!! Rispondi a Ramses

  • AM ha scritto il 24 novembre 2020 alle 16:11 :

    La sanità, già strutturalmente deficitaria, è in forte affanno! ieri mia nonna, anziana di 85 anni (non per covid), è stata trasferita dal S.Annunziata a Castellaneta senza dare un minimo aggiornamento alla famiglia. I familiari hanno lasciato un’anziana in un ospedale che al mattino dopo è sparita e nessuno sapeva comunicare dove fosse. Rispondi a AM

  • Griselda Falotico ha scritto il 24 novembre 2020 alle 13:46 :

    Bisogna ribellarsi auguro il meglio al malcapitato e sono certa che i figli faranno di tutto ,ma ,a ognuno di noi il diritto a essere curato e il dovere assoluto a denunciare. È ora di parlare. Rispondi a Griselda Falotico

  • Margheriti Lucia Anna ha scritto il 24 novembre 2020 alle 13:31 :

    Che barbarita', l Italia nn esiste più xke chi la governa sono solo incapaci Rispondi a Margheriti Lucia Anna