I particolari dell'incontro

Riunione con i vertici Asl: il resoconto dei sindaci

Continuano le segnalazioni dall’interno della struttura, ma i dirigenti Asl rassicurano: molte criticità sono già in fase di risoluzione

Locali
Manduria sabato 21 novembre 2020
di La Redazione
Incontro sindaci e Asl
Incontro sindaci e Asl © La Voce di Manduria

L’assemblea di giovedì convocata da Pecoraro ha parzialmente rincuorato i primi cittadini che avevano condiviso dubbi e perplessità sabato scorso. Continuano le segnalazioni dall’interno della struttura, ma i dirigenti Asl rassicurano: molte criticità sono già in fase di risoluzione. Alcuni sindaci però rivendicano un coinvolgimento attivo nelle decisioni future che riguarderanno la sanità del versante orientale. E su un punto si trovano praticamente tutti d’accordo: Il Giannuzzi deve ritornare un ospedale di primo livello.

I toni accesi dell’assemblea di sabato mattina hanno lasciato il passo al clima disteso e collaborativo della riunione di giovedì sera. Nel mezzo cinque giorni nei quali le segnalazioni dall’interno dell’ospedale continuavano a giungere ai sindaci, che – questa volta senza polemica – le hanno riportate nuovamente all’attenzione dei vertici Asl. Le risposte arrivate questa volta non hanno prodotto reazioni veementi. Guai però a confondere la pacatezza con una supina accondiscendenza nei confronti dei dirigenti. L’impressione è che pur lottando tutti insieme – tecnici e istituzioni - contro un unico nemico comune, la rivendicazione dei sindaci di un ruolo di primo piano nelle scelte presenti e future nei confronti di chi – de facto – è deputato a pianificare scelte e strategie resta e sarà anzi sempre più tenace. Anche in virtù di un ruolo istituzionale che deve pesare all’interno delle comunità.

Lo spirito assolutamente collaborativo di giovedì sera è la base per un confronto sì costruttivo, ma comunque continuo ed indispensabile tra le parti. Anche nella fase successiva all’emergenze, perché è opinione diffusa tra i sindaci che la struttura ospedaliera manduriana vanta – non certo da oggi – un importante credito nei confronti della gestione sanitaria, anche a livello regionale. Resta la preoccupazione per l’emergenza che avanza, così come permane l’interrogativo costante su di una ulteriore programmazione in vista della terza ondata prevista a inizio 2021.

L’insoddisfazione di sabato mattina

Le accuse che il sindaco di Maruggio aveva lanciato nella riunione di sabato scorso erano state condivise – al netto dei toni - dai suoi colleghi di Sava, Fragagnano e Avetrana. I toni pacati con cui i dirigenti Asl e i sindaci di Lizzano e Torricella avevano principiato l’incontro, erano stati letteralmente stravolti dall’intervento accusatorio del sindaco Longo, che nella serata di sabato aveva rincarato la dose con un lungo post su Facebook in cui confermava le accuse ai dirigenti e sottolineava il «silenzio assordante» dei «medici imbavagliati» presenti. L’esistenza di una circolare dell’Asl che diffidava gli operatori sanitari ad esporsi era stata confermata domenica anche dal consigliere regionale Renato Perrini. Il clima disteso della riunione di giovedì ha parzialmente limato le preoccupazioni dei primi cittadini, che a margine dell’incontro si sono detti “parzialmente soddisfatti” delle risposte dei dirigenti dell’Asl. Tuttavia, le segnalazioni dall’interno dell’ospedale continuano a giungere all’attenzione dei sindaci, anche se comunque in maniera meno costante.

Il sindaco Pecoraro: «Doveroso chiedere chiarimenti alla Asl»

Il primo cittadino manduriano era stato il promotore oltre che della riunione di giovedì da “padrone di casa” presso la sala consigliare, anche del sopralluogo di sabato scorso. Sebbene al momento non vi siano “accordi” formali, l’iter amministrativo per richiedere di riportare il Giannuzzi a struttura di primo livello è già stato avviato.

«Noi sindaci – ha affermato Pecoraro, che ha aperto i lavori dell’incontro di giovedì – siamo destinatari di ogni tipo di sollecitazione da parte delle comunità che rappresentiamo, e in questo periodo lo siamo anche su tutte le problematiche che riguardano le misure necessarie per la gestione della pandemia. È per questo che abbiamo ritenuto nostro dovere chiedere chiarimenti all’Asl sui dettagli della riconversione del Giannuzzi: il nostro scopo è rassicurare le nostre comunità che, come istituzioni, siamo all’altezza della gestione dell’emergenza sanitaria. Come sindaci – continua - abbiamo chiesto al presidente della Regione di consentire l’utilizzo di presidi diversi dagli ospedali pubblici per la gestione dei pazienti Covid, per esempio le strutture militari e le cliniche private».

Longo, Iaia, Minò e Fischetti «parzialmente soddisfatti» dalle risposte dei dirigenti

Su un punto sono tutti d’accordo: l’ospedale Giannuzzi e Manduria vantano – e non certo da oggi – un credito importantissimo nei confronti della gestione sanitaria, anche a livello regionale. Ed è questo uno dei motivi per cui i sindaci hanno rivendicato un ruolo di prim’ordine nelle scelte di questa fase.

Il sindaco di Maruggio Longo aveva già incontrato la direzione sanitaria lunedì. Ma a margine dell’ultima riunione di giovedì si è detto parzialmente soddisfatto dei riscontri avuti dai dirigenti, prendendo atto di un’attenzione diversa su Manduria scaturita proprio dopo il dibattito di sabato: «Abbiamo ribadito la richiesta di un maggior coinvolgimento in modo da essere costantemente a conoscenza degli sviluppi e rassicurare sia le comunità che gli operatori sanitari che si rivolgono a noi» ha dichiarato Longo, che poi ha rassicurato sulle segnalazioni provenienti dall’interno del nosocomio: «In questi ultimi giorni, sono state meno frequenti».

Sulla stessa lunghezza d’onda Dario Iaia, il sindaco di Sava: «Abbiamo visto un certo attivismo da parte dell’Asl, questo vuol dire che le nostre iniziative hanno sortito un buon effetto» ha dichiarato l’avvocato savese, che continua: «Abbiamo assunto un comportamento di responsabilità, visto che non abbiamo alzato le barricate quando si è scelto di convertire la struttura. Ovviamente tutto questo dovrà essere preso in considerazione non solo dall’Asl, ma anche dal governo regionale, reo peraltro di un colpevolissimo ritardo nella programmazione dell’emergenza in corso». E a questo proposito anche il sindaco di Avetrana Minò ha denunciato scarsa lungimiranza: «Sapevamo già in estate che ci sarebbe stata una seconda ondata in questo periodo. Non si è minimamente pensato a situazioni alternative che non “inquinassero” le strutture ospedaliere» ha dichiarato Minò, che sulla conferenza dei sindaci ha poi aggiunto: «Anch’io sono soddisfatto solo parzialmente. È chiaro che siamo tutti in difficoltà, ma nelle prossime settimane dovremo verificare la bontà di ciò che ci è stato detto dai dirigenti. Le segnalazioni sul malfunzionamento dei servizi dell’ospedale continuano a giungermi» ha chiosato il primo cittadino di Avetrana, che ritiene indispensabile nel periodo successivo all’emergenza Covid il potenziamento di tutti i reparti del Giannuzzi e la sua definitiva riconversione in struttura di primo livello.

Ed è proprio questo il punto focale: anche l’intervento del sindaco di Fragagnano Giuseppe Fischetti ruota attorno al “credito indiscutibile” che l’ospedale Giannuzzi – così come l’intero versante orientale - vantano nei confronti di Asl e governo regionale: «L’ospedale di Manduria deve essere riportato ad ospedale di primo livello. Di fatto non c’è ancora un “accordo”, ma la questione è giusto che venga posta ogni volta. Le obbiezioni che avevamo sollevato sono tutte in fase di risoluzione, ma l’errore è stato fatto a monte» ammonisce il sindaco fragagnanese. «Convertire l’ospedale dall’oggi al domani senza un periodo di transizione è stato a mio avviso un errore, aggravato dal fatto che la decisione fu presa senza coinvolgere le istituzioni» sostiene Fischetti, che insiste: «Non capisco perché a questo punto la struttura non debba ritornare un primo livello».

Gianpiero D’amicis

Lascia il tuo commento
commenti
Le più commentate
Le più lette