Si attende l'Ok da Lecce

Torre ferita, il progetto è pronto, la sovrintendenza, No

Lo squarcio provocato dalla furia delle onde, che sono entrate nell’entroterra di circa venti metri, ha fatto si che i massi esterni (conci) venissero buttati in aria

Locali
Manduria mercoledì 12 febbraio 2020
di La Redazione
La torre ferita
La torre ferita © La Voce di Manduria

...Io sono ancora qua, eh già”, canta il mitico Vasco in una delle sue indimenticate canzoni. Oggi “Eh ...già” la vogliamo dedicare alla povera Torre Saracena di Torre Colimena che dalla mareggiata del 13 novembre giace ancora là (per fortuna aggiungo) ma sempre monca e ferita in un angolo del fianco sinistro, per chi guarda la torre. Lo squarcio provocato dalla furia delle onde, che sono entrate nell’entroterra di circa venti metri, ha fatto si che i massi esterni (conci) venissero buttati in aria quasi dispersi (se non fosse stato per l’intervento degli abitanti che hanno cercato di radunarli vicino, sarebbe accaduto proprio così) e che il “dentro” composto da terra, scarti di sassi, piccoli calcinacci insomma che hanno lasciato spazio ad un vero e proprio buco. Subito qualcuno impietositosi dalla situazione ha prontamente posizionato assi di legno per evitare possibili crolli, poi il Comune di Manduria, al quale è in carico questo intervento di ripristino, ha chiuso con un telo puntellato da quattro assi.

La Soprintendenza, tramite la dottoressa Maria Piccarreta, ha promesso che avrebbe vigilato sull’intervento e il Comune già da un mese, ad opera dell’ingegnere Claudio Ferretti fa sapere che “il progetto richiesto dalla Soprintendenza per il ripristino del parametro murario è stato redatto e già trasmesso da un po’ di tempo all’architetto Di Fonzo per il parere vincolante. Siamo in attesa”. E intanto la torre è ancora messa cosi, ferita e non guarita. Gli abitanti controllano ogni giorno lo stato di “salute” della Torre, simbolo del Paese, temono che l’acqua possa comunque entrare dalle fessure del “cerotto” e continuare la sua opera di scavo, incrinando e accentuando ulteriormente la stabilità.

Anche un artista romano, Dario Agostino, turista da molti anni a Torre Colimena è intervenuto sostenendo la causa con una grafica/bozzetto dedicata alla Torre, raffigurata con le stampelle, il fianco bendato e la bocca aperta per il dolore. Ma nulla ha smosso la situazione che pare stagnante. Cosa si sta aspettando? Possibile che non si riesca mai a farci riconoscere per prontezza di intervento?

Monica Rossi

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