Si temono tempi lunghi

La torre a rischio, il comune alla soprintendente: "fate presto"

Il comune avrebbe voluto raccogliere e mettere al sicuro i conci di tufo che si sono staccati dalla base di uno dei quattro angoli della torre

Locali
Manduria sabato 30 novembre 2019
di La Redazione
La torre danneggiata dalla mareggiata
La torre danneggiata dalla mareggiata © La Voce di Manduria

L’antica torre di Colimena, ferita alla basa dalla marea del 12 novembre scorso, non è stata ancora presa in carico da chi di dovere. Il comune di Manduria, per mano dell’ingegnere Claudio Ferretti, dirigente dell’area tecnica, ha sollecitato ieri la direzione della soprintendenza ai beni archeologici e monumentali, chiedendo per la seconda volta un intervento risolutivo che assicuri la buona tenuta dell’antica edificazione situata sulla scogliera di Torre Colimena.

Il comune avrebbe voluto raccogliere e mettere al sicuro i conci di tufo che si sono staccati dalla base di uno dei quattro angoli della torre, ma a quanto pare non gli sarebbe stato permesso in quanto avrebbe sconfinato in ambiti che spetterebbero esclusivamente agli esperti della soprintendenza. Che a quanto pare sono molto suscettibili in fatto di “competenze”.

È già capitato un anno fa con il crollo del timpano della chiesa di San Michele Arcangelo. In quella occasione il comune emise un’ordinanza di messa in sicurezza indirizzata alla proprietà del luogo di culto, ricevendo un rimprovero ufficiale da parte della soprintendenza. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. La chiesa è ancora imbragata da una gabbia di ponteggi. Ed è passato un anno. La torre di Colimena, quanto dovrà attendere?

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I commenti degli utenti
  • sergio di sipio ha scritto il 02 dicembre 2019 alle 07:37 :

    La soprintendenza non conosce neppure dove sia Torre Colimena. Luogo antico di cui non farsi sentire. Resta il buco e facciamo come le sardine riuniamoci dal 7 di gennaio nel pomeriggio sarò in loco. Ne riparleremo tramite La voce. Rispondi a sergio di sipio

  • sergio di sipio ha scritto il 30 novembre 2019 alle 17:50 :

    Ci sarebbe un modo, quello di avere nome cognome e indirizzo di casa o dell'ufficio dell'incaricato a risolvere il problema. La stessa cosa quando si elegge il/la Sindaco/a, Consigliera/e, ovviamente anche quando si nomina una o un dirigente. Che si farebbe di male per il/la responsabile dell'acquedotto, delle luci se sono comunali o provinciali. Insomma dare certezze al cittadino aiuterebbe ad alleviare molti dubbi nell'area pubblica. Anche chi scrive al giornale dovrebbe farlo aggiungendo cognome e nome. Rispondi a sergio di sipio