Illegittimità diffuse negli atti

Il parere legale mette allo scoperto le carte di Manduriambiente

Un giudizio spietato quello dell’avvocato che arriva a consigliare l’annullamento «in autotutela di ogni atto adottato che riguardi i rapporti con Manduriambiente»

Locali
Manduria giovedì 24 ottobre 2019
di La Redazione
Manduriambiente Spa
Manduriambiente Spa © La Voce di Manduria

Non ci sarebbe un atto valido che abbia potuto permettere alla società «Manduriambiente» di gestire per undici anni la discarica di rifiuti solidi urbani manduriana sulla via per San Cosimo, a servizio dei 17 comuni dell’Ato 3. È quanto emerge dal parere legale espresso dall’avvocato Luigi Cecinato su richiesta dell’amministrazione straordinaria del comune di Manduria. Un’esigenza nata dalle perplessità espresse dall’attuale dirigente dell’area tecnica, ingegnere Claudio Ferretti, che aveva per questo chiesto conforto all’ex segretario generale, Giovanni Alemanno che a sua volta aveva espresso la necessità di approfondire l’argomento chiedendo l’opinione ad un esperto della materia. La scelta è caduta sull’avvocato tarantino, già consultato in passato dallo stesso ente messapico e da latri comuni del medesimo ambito territoriale, per problematiche connesse ai rapporti tra enti e Manduriambiente Spa.

Il quadro che viene fuori dalla relazione consegnata nei giorni scorsi alla commissione straordinaria che gestisce il comune sciolto per infiltrazioni mafiose, è quello di strutture pubbliche, Comune e Ato, con il prosciutto sugli occhi. Di strutture e dirigenti che negli anni, pur in presenza di rilievi mossi dai tecnici interpellati, «si sono adagiati supinamente alle decisioni assunte da altri organi, senza sollevare alcuna contestazione al riguardo».

Un giudizio spietato quello dell’avvocato che arriva a consigliare l’annullamento «in autotutela di ogni atto adottato che riguardi i rapporti con Manduriambiente».

Censure vengono mosse anche nei confronti dei dirigenti comunali il cui comportamento, scrive ancora l’avvocato Cecinato, «appare quantomeno contraddittorio perchè continuano a considerare Mandurambiente come legittimo concessionario della discarica pur in presenza di un giudizio promosso dal Comune medesimo, in cui si contesta la legittimazione di tale società».

La materia da contendere si scrive con cifre a sei zeri. «In soli undici anni – sostiene Cecinato -, Manduriambiente avrebbe introitato ben 14 milioni e 624mila euro assolutamente non spettanti: somma che è andata a gravare su tutti i comuni (tra cui quello di Manduria) che hanno conferito i rifiuti alla suddetta discarica».

Il male, secondo l’esperto, parte da lontano, dal 1999 per la precisione, momento in cui l’associazione temporanea d’imprese che si aggiudicò l’appalto, composta da Unieco, Monticava strade, Intini Angelo e Emas Ambiente Spa, decise di rimodulare l’asseto societario attraverso cessioni di quote e rami di azienda ritenuti illegittimi. In pratica chi in sede di gara deteneva nell’Ati la quota del 20% (Intini Angelo), passò a controllare il 60% del capitale sociale mentre alla Emas Ambiente, «unica – scrive Cecinato – in possesso del requisito d’iscrizione all’Albo nazionale delle imprese», subentrò una nuova società, la Daneco Gestione Impianti con una quota simbolica di un euro. Tra la nuova società e il comune di Manduria, ha scoperto il legale, «non è masi stato stipulato nessun contratto» per la gestione degli impianti per cui ogni atto successivo sarebbe nullo.

Altre responsabilità, su questo punto, vengono mosse da Cecinato a chi muoveva la macchina amministrativa nell’ente Messapico. «A tutto voler concedere ed ammettere che Manduriambiente, sia pure con la connivenza dei dirigenti del Comune di Manduria, si sia comportata di fatto come subentrante nel contratto al posto dell’Ati, v’è da rilevare che, comunque, mancava il necessario contratto scritto tra Manduriambiente ed il civico ente». Questo vizio originario avrebbe indotto all’errore anche gli uffici regionali che hanno considerato la società come interlocutore legittimo nella gestione dei rifiuti. Interessante poi il capitolo sul personale impiegato. Cecinato ha scoperto (in verità lo avevano fatto i vigili urbani di Manduria già nel 2012, scrive sempre il legale), che Manduriambiente ha assunto 15 lavoratori (per un periodo anche 7) anziché 26 come invece prevedeva il capitolato di gara procurando quindi un ingiusto vantaggio all’impresa e un danno ai comuni che hanno pagato tariffe superiori sul conferimento.

Nazareno Dinoi

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I commenti degli utenti
  • Francesca leo ha scritto il 24 ottobre 2019 alle 17:11 :

    Questa vicenda rappresenta la testimonianza provata che la Mafia ha assunto nuove forme e figure e che sopratutto , appare ben radicata all interno della pubbliche amministrazioni in genere a causa di funzionari infedeli allo stato , tra l altro difficili da inquadrare in quanto vestono due abiti nello stesso tempo i ncarnando ruolo e personalità bipolari, alternando quello di funzionari a stipendio statale e per hobbie quello di Boss ???? Semplicemente da brivido. Rispondi a Francesca leo

  • Lorenzo ha scritto il 24 ottobre 2019 alle 13:27 :

    Non possono esistere reati o anomalie gravi che si protraggono inesorabili nel tempo se, queste non sono colluse con pezzi delle istituzioni? Chi aveva l'obbligo di controllare, stipendiato dalle istituzioni e quindi dai cittadini? Ecco perché Manduria é ridotta in quasi tutti i settori cosi? Ah dimenticavo "stai lu mejo miero" d'Italia!!! Si si il miglior vino, in mezzo a...... Rispondi a Lorenzo

  • Francesca leo ha scritto il 24 ottobre 2019 alle 12:48 :

    In tema di appalti Manduria sembra terra di nessuno , Non è l unico caso quello della discarica a Manduria , ancor più incompresibile comprendere per quale motivo spesso a Manduria si poteva osservare giungere difronte al comune di Manduria una Fiat Panda nuovo tipo di colore verde, con autista ,che ferma difronte al portone del comune( PARCHEGGIO RISERVATO ) attendeva l ingresso di un noto ex dirigente e del figlio di un politico di manduria anch'esso poi divenuto assessore dello stesso settore del padre , i due poi scendevano dal Palazzo di città e montavano nella carrozza che poi si allontanava nel traffico , mi sono sempre chiesta " Ma è normale mandare a prendere dirigenti e assessori in orari lavorativi come nelle favole di Cenerentola ??? In tema di APPALTI PUBBLICI..... Rispondi a Francesca leo

  • Enzo Caprino ha scritto il 24 ottobre 2019 alle 10:42 :

    Su questa vicenda i primi a sollevare dubbi tanto da preparare un ricorso al TAR avverso tutta la procedura di affidamento siamo stati Daggiano Carmelo ed io, che nel 1998 ero capogruppo in Consiglio Comunale del Partito Popolare Italiano.. e Daggiano, consigliere comunale di maggioranza. Fummo i primi a sollevare il problema delle quote, ma l'amministrazione dell'epoca, avvertita, fece finta di niente Rispondi a Enzo Caprino

    leonardo ricotta askanti ha scritto il 24 ottobre 2019 alle 15:51 :

    è consentito chiedere che fine ha fatto il ricorso al TAR??? Questa vicenda è il fallimento dell’intera attività politica a Manduria... altroché...!!! Rispondi a leonardo ricotta askanti

    Enzo Caprino ha scritto il 27 ottobre 2019 alle 13:45 :

    Quel ricorso al Tar non ebbe la sospensiva. Quando un tribunale amministrativo non concede la sopsensiva , accade che l'esame di merito possa essere rinviato anche alle calende greche. La cosa che conta e che intendo sottolineare è che l'amministrazione comunale protempore, invece di riconsiderare ciò che era stato fatto, scelse la via di un assordante silenzio. Ergo, Leonardo ricotta aschiante, , più che parlare di fallimento della politica su questa viocenda, bisognerebbe mettere l'accento sugli interessi su questa vicenda di chi in quel momento gestiva la cosa pubblica. Rispondi a Enzo Caprino