Collegio difensivo all'opera

Gli "orfanelli" ricorrono in Cassazione per togliere il reato di tortura

Il compito principale della difesa è quello di tirare fuori dal carcere i loro assistiti per affidarli alle rispettive famiglie o, in alternativa, a qualche centro di recupero se non l’affidamento in prova.

Locali
Manduria domenica 09 giugno 2019
di La Redazione
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I difensori degli otto componenti della baby gang denominata «gli orfanelli», hanno depositato un ricorso per Cassazione per chiedere l’annullamento della sentenza del Tribunale del Riesame di Taranto che ha respinto la richiesta di scarcerazione degli indagati. Sono sei minorenni, rinchiusi nel carcere minorile «Fornelli» di Bari e di due maggiorenni, Gregorio Lamusta di 19 anni e Antonio Spadavecchia di 23, tutti manduriani, gli ultimi due detenuti nel penitenziario di Taranto. Devono rispondere di tortura ed altri reati minori ai danni del sessantaseienne di Manduria, Antonio Cosimo Stano, disabile psichico, morto il 23 aprile scorso per cause ancora da accertare dopo che era stato più volte molestato e aggredito da un branco di ragazzini che si divertiva poi a far girare sui social i video delle violenze. I nomi di diciotto di loro sono già finiti sul registro degli indagati, otto raggiunti da misure detentive, gli altri per ora denunciati a piede libero.

Su chi è ancora rinchiuso, dopo l’operazione di polizia scattata all’alba del 30 aprile scorso, si concentra ora l’attività dei difensori che sperano in una revisione delle misure. Nelle loro memorie gli avvocati puntano tutto sulla configurazione giuridica del reato di tortura e sulla giustificazione della misura detentiva muraria. Gli avvocati puntano molto sull’annullamento del pesantissimo reato della tortura sapendo che senza questa imputazione sarebbe difficile giustificare un perdurare della carcerazione preventiva.

Il compito principale della difesa è quello di tirare fuori dal carcere i loro assistiti per affidarli alle rispettive famiglie o, in alternativa, a qualche centro di recupero se non l’affidamento in prova.

Il collegio difensivo dei minorenni è composto dagli avvocati Antonio Liagi, Davide Parlatano, Cosimo Micera, Lorenzo Bullo e Pier Giovanni Lupo. Dei due maggiorenni si occupano invece i penalisti Franz Pesare e Armando Pasanisi, per Lamusta e Gaetano Vitale con Lorenzo Bullo Per Spadavecchia.

I tempi per la fissazione d’udienza della suprema corte sono di circa due, tre mesi, comunque tutto rimandato a dopo l’estate. Dovrebbe essere depositato a breve, invece, l’esito della perizia autoptica sul corpo di Stano, disposta dalla Procura della Repubblica ordinaria e quella per i minorenni, eseguita dal medico legale barese, Liliana Innamorato.

Nazareno Dinoi

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I commenti degli utenti
  • C.F. ha scritto il 09 giugno 2019 alle 11:04 :

    Se al posto del sig. Stano ci fossero stati loro, i genitori di questi fenomeni, come reagirebbero a questa richiesta? O si può fare ciò che si vuole contro chi è rimasto solo ed indietro? E no, dove non c'è una famiglia a difenderti, c'è lo Stato, è la prima regola del patto sociale. Lo Stato e la comunità non devono cedere alla violenza gratuita, specie in presenza di prove così schiaccianti. Manduria è più sicura con questi soggetti dietro le sbarre. Rispondi a C.F.

  • matteo smeraldi ha scritto il 09 giugno 2019 alle 08:28 :

    Scusate ma mi sento di dire, vita per vita, ma non essendoci la pena di morte in italia(per fortuna altrimenti sarebbe troppo facile) l'unica è l'ergastolo senza possibilità di rivalutare la sentenza o la pena, no che dopo 5 anni cominciano a dire che si sono comportati bene e potrebbero uscire di galera, certo stando in carcere cosa potrebbero fare? invece ributtandoli in "strada" possono solo che peggiorare. Rispondi a matteo smeraldi

    C.F. ha scritto il 10 giugno 2019 alle 16:23 :

    Ah, ah, è ottimista lei. Cinque anni? Ma dove, forse per i due adulti, che poi con l'aministia+ indulto in automatico (cosa che non ho mai capito), diventano 2 anni, di cui solo 6 mesi di carcere ed 1 anno e mezzo di lavori in comunità (cioè la possibilità di torturare anziani, malati, tossicodipendenti quando i lavoratori in organico non riescono a controllare questi "collaboratori"). Per i minorenni i conteggi li ha già fatti Quarto Grado: max 3 anni e 6 mesi. Cioè 2 mesi reali di riformatorio al max. Ma pur di aver ragione, nella loro arroganza. ingaggiano un collegio difensivo che manco Al Capone... Mica come noi che per una multa o un ricorso, andare dall'avvocato è una disgrazia che ce la ricordiamo per 30 anni! Rispondi a C.F.