Presa di distanze

Marcia per la civiltà, la rivolta della mamma

Non tutte le mamme manduriane sono d’accordo a mandare i propri figlia alla sfilata organizzata dalla Proloco di Manduria per

Locali
Manduria martedì 30 aprile 2019
di La Redazione
Il diniego
Il diniego © La Voce

Non tutte le mamme manduriane sono d’accordo a mandare i propri figlia alla sfilata organizzata dalla Proloco di Manduria per solidarietà nei confronti del pensionato sessantaseienne vittima delle sevizie subite dalla baby gang. Ne è un chiaro esempio la manduriana Silvia Mandurino, che su Facebook posta una foto del diniego all’autorizzazione della figlia che frequenta l’istituto Don Bosco. «Io insegno a mia figlia il bene ed il male, le insegno il giusto e lo sbagliato, le insegno il rispetto. Ma soprattutto le insegno a non essere ipocrita, pertanto non la autorizzo a prendere parte a questo squallore – scrive la mamma per difendere il suo punto di vista – perché tanto agli occhi di Dio, se esiste, apparirà solo l'ipocrisia di chi ha taciuto».

La donna attacca la marcia che avverrà sabato 4 maggio, perché rappresenterebbe per lei un ottimo modo per «lavarsi la coscienza» ed «apparire in TV». La donna propone invece un diverso approccio per affrontare insieme ai figli il fenomeno del bullismo: «sarebbe più importante ed opportuno – dice - un incontro con i ragazzi per spiegargli che bisogna dire No al branco, che si deve fermare una cosa così brutta». In questo modo, secondo la mamma, si spronerebbero i bambini e i minori a denunciare eventuali episodi di bullismo, senza aver paura di sentirsi allontanati da nessun loro coetaneo.

Antonio Dinoi

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