Il 13 dicembre si sciopera

Vigili urbani sul piede di guerra contro il comandante

Gli agenti contestano alcune misure adottate dal comandante del corpo, maggiore Enzo Dinoi, non condivise dai dipendenti.

Locali
Manduria mercoledì 05 dicembre 2018
di La Redazione
Vigili urbani
Vigili urbani © Google

Equilibri compromessi e nervi tesi tra i vigili urbani di Manduria che per il 13 dicembre, organizzati dal sindacato di base, hanno proclamato una giornata di sciopero. Gli agenti contestano alcune misure adottate dal comandante del corpo, maggiore Enzo Dinoi, non condivise dai dipendenti. Alla base di tutto, due questioni che stanno creando divisioni e malumori: la gestione autoritaria delle schede di valutazione personale che premia alcuni e penalizza altri e il recente accordo con il comune di Avetrana che obbliga i vigili manduriani a coprire turni in quel comune senza alcun beneficio economico a differenza di quanto avviene per il comandante a cui vanno circa 700 euro al mese in più in busta paga. Ogni giorno una pattuglia di agenti dipendenti del comune id Manduria si sposta ad Avetrana per svolgere lì il proprio servizio, così come prevede l’apposita convenzione voluta dal comandante e accordata dalla commissione straordinaria del comune.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’attribuzione dei punteggi sulle schede di valutazione dove sarebbero stati premiati solo i vigili che hanno accettato di fare lo straordinario nei mesi estivi. A questi, una decina, definiti «i pupilli del comandante», è stato accordato il punteggio più alto, il 5 mentre agli altri, un’altra decina rifiuta il lavoro straordinario, è stato assegnato il più basso, 1. Tra i vigili «bocciati» anche quelli che svolgono da più anni attività di responsabilità all’interno del Corpo di polizia locale. Questo trattamento influisce sulla progressione di carriera e naturalmente sui futuri aumenti di stipendio.

C’è chi parla d continue liti tra il dirigente e i dipendenti, quelli almeno che non ubbidiscono supinamente agli «ordini del capo». Si descrive insomma un clima avvelenato che non contribuisce a svolgere il servizio nel migliore dei modi.

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I commenti degli utenti
  • giorgio sardelli ha scritto il 05 dicembre 2018 alle 14:51 :

    Chi da solo vuol mangiare alla fine finisce che si affoga, non dite che i proverbi sbagliano. Purtroppo i leccapiedi sono i primi ad arrivare e poi se c'è posto arriva qualcuno meritevole, se non fosse così significherebbe che non viviamo in Italia Rispondi a giorgio sardelli

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