Giallo sul diario di Sarah

Locali
Manduria giovedì 20 gennaio 2011
di Redazione
Giallo sul diario di Sarah
Giallo sul diario di Sarah © n.c.
AVETRANA - Non tutti i diari di Sarah Scazzi sarebbero stati acquisiti dagli investigatori che da più di quattro mesi indagano sulla morte della ragazza uccisa in casa degli zii. Un elemento di prova forse importantissimo che mancherebbe agli investigatori non per una svista ma perché qualcuno lo avrebbe custodito e probabilmente distrutto. Un sospetto che non ha mai lascito tranquilli gli ambienti della procura che si sono occupati del caso solo in una fase avanzata delle ricerche della quindicenne della quale si temeva il sequestro o la fuga volontaria. Un cruccio difficilmente risolvibile oggi, utile solo ad adombrare sospetti sul possibile custode di tale segreto. Come si ricorderà, non tutti i diari e quaderni di Sarah furono sequestrati dai carabinieri di Avetrana perché almeno uno, quello cosiddetto segreto che Sarah chiudeva con il lucchetto, era stato trattenuto per un paio di giorni dalla cugina Sabrina Misseri prima di consegnarlo ai militari. Che non ci fossero altri manoscritti compromettenti, però, lo sa solo l’indagata dal momento che fu solo lei a recarsi in caserma a consegnare quello che si pensava fosse l’unico diario segretissimo di Sarah. D’altronde fu proprio lei a ritenere «pericolose» alcune frasi scritte dalla cugina sul conto dell’amico comune, Ivano Russo, il quale fu anche informato di tanta premura: «Mi sto trattenendo il diario che contiene cose che potrebbero darti fastidio», fece sapere lei stessa all’amico. Il giorno dopo Sabrina cambiò inspiegabilmente idea e si presentò in caserma con l’importante reperto. Sul fronte giudiziario, intanto, è stata fissata per il 22 febbraio prossimo l’udienza dinanzi alla Corte di Cassazione chiamata ad esaminare il ricorso presentato dagli avvocati Franco Coppi ed Emilia Velletri, difensori di Sabrina Misseri, con il quale si chiede di annullare l’ordinanza emessa il 13 novembre scorso dal tribunale del Riesame di Taranto che confermava la custodia cautelare in carcere per la ragazza accusata dal padre di avere ucciso la cugina. Un appuntamento importante per il quale è stato incaricato espressamente il professore Coppi, di Roma, protagonista di un piccolo giallo. Nella serata di ieri fonti giornalistiche avevano annunciato una sua rinuncia all’incarico. Notizia, poi, smentita seccamente dall’interessato. «Non è assolutamente vero, mi piacerebbe sapere chi mette in giro queste false notizie come quella di un mio presunto contrasto con il collega di Taranto, Vito Russo. In quell’occasione sono stato costretto a fare un comunicato di smentita, devo fare la stessa cosa anche adesso?», risponde seccato da Roma il noto penalista. Anche dallo studio legale della coppia Russo-Velletri, a Taranto, ieri sera c’era la stessa premura di chiarire l’equivoco. Dal carcere di Taranto, infine, giunge la notizia di un’improvvisa ritrovata propensione alla scrittura di Michele Misseri che dopo le tre contestatissime lettere inviate alle figlie, non sembra voglia fermarsi più. Così ieri ha scritto un’altra missiva alla figlia Sabrina il cui contenuto non è ancora noto ai suoi difensori. Nazareno Dinoi sul Corriere del Mezzogiorno
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