Su La Voce il testimone della scomparsa di Mauro Romano

Locali
Manduria venerdì 12 novembre 2010
di Redazione
Su La Voce il testimone della scomparsa di Mauro Romano
Su La Voce il testimone della scomparsa di Mauro Romano © n.c.
MANDURIA - Un messaggio lasciato sul nostro sito «LaVocediManduria.it», riaccende le speranze dei genitori di un bambino di sei anni scomparso misteriosamente nel lontano 1977 da Racale in provincia di Lecce. Era il 21 giugno di 33 anni fa quando il piccolo che stava giocando davanti casa dei nonni materni, svanì nel nulla. La sua famiglia che non si è mai rassegnata alla perdita di Mauro, lo scorso mese di agosto aveva chiesto la riapertura delle indagini e noi di questo avevamo dato notizia sul nostro sito. Tra i commenti ricevuti a tale notizia, ce n’é uno di un certo Fabrizio che ha lasciato senza parole i genitori e gli investigatori. Ecco il testo: «Quel tragico pomeriggio io, Mauro Romano e due altri amichetti abbiamo giocato con una carrozzina per neonati poi io e uno dei due siamo tornati a casa, la sera ho saputo della scomparsa». Si tratterebbe di un testimone, quindi, che non era mai stato identificato e di cui ora si stanno interessando gli investigatori che ieri ci hanno chiesto l’identificativo Ip e l’indirizzo email da dove è stato spedito il commento. Ad occuparsene, su disposizione del procuratore di Lecce, Cataldo Motta, è la polizia postale di Lecce che ha così fatto formale richiesta dei dati. «Essendo stati formalmente delegati dalla locale Autorità Giudiziaria, in ordine alla riapertura del caso di scomparsa di Mauro Romano – scrive l’ufficiale di polizia - preghiamo voler fornire i file di log (indirizzo IP data ed ora effettiva) della pubblicazione del commento scritto dall’utente “Fabrizio” in data 1 ottobre 2010». A dare avvio ai nuovi accertamenti è stata la denuncia presentata al procuratore capo Cataldo Motta dai genitori della persona scomparsa, i coniugi Natale Romano e Bianca Colaianni, entrambi testimoni di Geova. Il giorno della scomparsa del figlio la coppia si trovava in provincia di Napoli per assistere ai funerali di un parente. Mauro con il fratello Antonio, di pochi anni più grande, si trovava a casa dei nonni, in vico Immacolata a Racale. Antonio si allontanò in compagnia di uno zio per assistere ad una gara ciclistica. Mauro, invece, scomparve nel nulla. Le indagini, condotte dai carabinieri della stazione di Taviano, grazie anche all’ausilio di alcuni cani, indirizzarono le ricerche nella località denominata “Castelforte”. Qui in un trullo, precisamente su un giaciglio di erba secca, fu trovato un batuffolo di ovatta, usato, presumibilmente, come tampone narcotizzante. Pochi giorni dopo la scomparsa, i genitori di Mauro ricevettero diverse richieste di riscatto, pari a circa 30 milioni delle vecchie lire. Le indagini in tal senso portarono all’arresto di Antonio Scala, che raccontò che il piccolo Mauro era nella località di Castelforte, in custodia presso una donna con i capelli biondi. Tale riscontro non ebbe però alcun esito. Nazareno Dinoi
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