Nuove prove nelle mani degli inquirenti

Bullismo, la procura trova altre due vittime degli "orfanelli"

Tra questi «atti aggiuntivi» anche un video recuperato da un telefono cellulare sequestrato ad una delle tantissime persone ascoltate (non necessariamente indagata, quindi)

Attualità
Manduria mercoledì 22 maggio 2019
di La Redazione
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Ci sono altri due casi di bullismo con aggressioni e ingiurie attribuibili agli «orfanelli» di Manduria. Un caso è stato documentato in un video come quelli di Antonio Cosimo Stano fatto girare nelle chat e finito nelle mani di chi indaga. Dell’altro esisterebbe solo la descrizione dei fatti e delle persone interessate. E non sarebbe tutto. Al vaglio degli inquirenti ci potrebbero essere altri episodi analoghi, tutti riconducibili ad uno o più dei diciotto giovani indagati, quasi tutti minorenni, solo due di 19 e 23 anni. La drammatica novità che rende ancor più insopportabile la vergognosa vicenda esplosa con la morte del pensionato Antonio Cosimo Stano, il sessantaseienne con disabilità psichica vittima privilegiata del «branco», è venuta fuori nel corso della camera di consiglio del Tribunale del Riesame per i minorenni tenuta l’altro ieri, lunedì 20 maggio. Nell’udienza conclusa con il rigetto da parte ei giudici della richiesta di scarcerazione degli otto arrestati, sei minorenni rinchiusi al «Fornelli» di Bari e due maggiorenni detenuti nel carcere di Taranto, la numero uno della Procura della Procura per i minori, Pina Montanaro, rappresentante dell’accusa in quella sede, ha depositato atti aggiuntivi che aggraverebbero la posizione degli indagati. Tra questi «atti aggiuntivi» anche un video recuperato da un telefono cellulare sequestrato ad una delle tantissime persone ascoltate (non necessariamente indagata, quindi). Le immagini che ancora nessuno degli avvocati difensori ha potuto vedere, ma che sono «raccontate» con la ricca documentazione depositata dalla procuratrice Montanaro, raccontano di molestie con insulti da parte dei «soliti», nei confronti di un uomo di Manduria con evidenti deficit comportamentali, dell’età di circa quarant’anni, che viene colpito al volto procurandosi una ferita alle labbra o la frattura di un dente. Sempre tra le carte è descritta un’altra aggressione nei confronti di una seconda persona con disabilità (non fisica) della quale non esiste video ma che sarebbe stata o raccontata o confessata da qualcuno delle persone ascoltate. Di questi ultimi episodi, non esisterebbe nessuna denuncia alle forze dell’ordine.

Dalle poche indiscrezioni che filtrano sul supplemento di materiale prodotto dalla pubblica accusa, si comprende che gli elementi di prova a carico degli indagati non sarebbero solo questi. Si parla ad esempio di una ventina di verbali di sommarie dichiarazioni rese da persone ascoltate in qualità di informate sui fatti che potrebbero aver raccontato episodi e contesti sinora inediti.Come anche di una meticolosa perizia antropomorfa che non lascerebbe dubbi circa l’identificazione delle persone presenti nei video, anche quelli non inquadrati perché impegnati a riprendere le scene. Con tutto questo, oltre ad altro già noto, dovrà fare i conti il collegio difensivo dei minorenni composto dagli avvocati Antonio Liagi, Davide Parlatano, Cosimo Micera, Lorenzo Bullo e Piergiovanni Lupo che stanno già preparando le carte per il ricorso per Cassazione. Stessa cosa faranno i legali dei due maggiorenni, Gregorio Lamusta di 19 anni e Antonio Spadavecchia, di 23 anni rispettivamente difesi da Franz Pesare e Armando Pasanisi il primo e Gaetano Vitale con Lorenzo Bullo il secondo.È prevista per oggi, mercoledì 22 maggio, infine, la convocazione di tre dei quattro nuovi indagati tra i 15 e 17 anni, tra cui due fratelli, che alle 9,30 sono attesi nell’ufficio della procuratrice dei minori, Montanaro.

Nazareno Dinoi

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I commenti degli utenti
  • Alessandro il grande ha scritto il 22 maggio 2019 alle 09:28 :

    Ottimo..il comune si deve mettere come parte danneggiata..perché i Manduriani per bene ripudiano e condannano senza se e senza ma questi atti.. Rispondi a Alessandro il grande