Reperti dimenticati sugli scaffali

Quei tesori Messapici che i manduriani non vedranno purtroppo mai

​La moneta d’oro è l’ultimo tesoro che il sottosuolo manduriano ha regalato alla città che a sua volta, per un motivo o per un altro, non ha saputo degnamente valorizzare e conservare

Attualità
Manduria giovedì 13 settembre 2018
di La Redazione
Tesori nascosti
Tesori nascosti © La Voce

La moneta d’oro è l’ultimo tesoro che il sottosuolo manduriano ha regalato alla città che a sua volta, per un motivo o per un altro, non ha saputo degnamente valorizzare e conservare. L’ultimo in ordine di tempo, subito dopo la moneta d’oro, è la tomba dei ricchi Messapi, decorata e affrescata e ricoperta con terriccio e catrame perché era troppo costoso il suo recupero e successiva esposizione al pubblico al costo di circa 5mila euro. Un altro scavo fortunato e ricoperto subito dopo, è stato quello del granaio Messapico venuto fuori durante i lavori di ripavimentazione di Piazza Commestibili nel 2009 nel cui fondo fu fatta la straordinaria scoperta di circa due chili di grano che si era conservato per 2.300 anni.

Una testimonianza rarissima di cui non si conosce traccia. Parlando sempre di reperti di pregio scomparsi, si ricorda la piccola tomba con il fossile di neonato tagliata e recuperata (come avrebbero dovuto fare con quest’ultima dipinta di via Mandorle d’oro) per poi finire chissà dove. Ancora più recente è il «biberon Messapico» a forma di maialino con all’interno la pallina sonaglio, sempre di terracotta che poi, è stato spiegato, serviva a chiudere il flusso del latte quando l’eccessiva inclinazione rischiava di affogare il lattante. Più antico il ricordo di un altro insolito oggetto ludico, sparito anch’esso, la cui esistenza viene ricordata dall’appassionato manduriano di storia patria, Aurelio Mastrovito: una bambola di terracotta finemente dipinta ritrovata in una tomba Messapica durante gli scavi De Grassi di 53 anni fa.

Queste sono solo le pochissime testimonianze rese note dagli organi di informazione e dai ricordi di qualche testimone oculare. Tantissime altre, magari più importanti e ricche, giacciono anche loro in qualche polveroso scaffale della Soprintendenza archeologica in attesa di tempi migliori.

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I commenti degli utenti
  • lorenzo ha scritto il 13 settembre 2018 alle 12:47 :

    E basta con la Cultura, Storia e Arte. Roba vecchia non interessa a nessuno. Meglio valorizzare le moderne bellezze, entrate nella moderna cultura manduriana: Discariche abusive ovunque, discariche autorizzate che profumano l'aria 365 g/anno, buche ovunque, cartelli stradali e illuminazione minime minime, acqua potabile alla Marina in bottiglia di plastica, abusi edilizi sparsi, ponti sui fiumi da ristrutturare ma appunto perché decrepiti valgono molto più delle mura messapiche e Fiera Pessima in cartolina. Questa è vita...questa è storia! Rispondi a lorenzo

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