Lunedì, 6 Febbraio 2023

Cronaca

Il circolo cittadino chiede che si esprima il sindaco

Vandalizzata ad Avetrana la targa dedicata al partigiano Mazzei, l'Anpi: oltraggio alla memoria partigiana

L'atto vandalico L'atto vandalico

Un grave atto vandalico è stato compiuto ad Avetrana dove degli sconosciuti hanno danneggiato la stele dedicata ai partigiani e la lastra di marmo commemorativa del partigiano avetranese Pietro Mazzei caduto in battaglia nella lotta contro il nazifascismo.

Un gesto ulteriormente grave perché compiuto a cinque giorni dal “Giorno della memoria” che si commemora il 27 gennaio di ogni anno in ricordo di quel giorno del 1945 quando le truppe dell’Armata Rossa liberarono i deportati rinchiusi nel campo di concentramento di Auschwitz dichiarando la fine dell’olocausto.   

Immediata la condanna del Circolo Anpi di Avetrana e del suo presidente provinciale, Riccardo Pagano. «Quanto accaduto – ha detto - è non solo deplorevole, ma oltremodo oltraggioso della memoria partigiana».

Per il presidente della sezione locale dell’Anpi, Patrizio Addabbo, «tale atto, giammai declassabile a semplice “ragazzata”, è frutto di ignoranza e di un malsano revisionismo storico finalizzato all’infangamento della Liberazione e dei suoi artefici».

I componenti del circolo chiedono dell'Anpi chiedono che sull’episodio si esprima il sindaco e l’intero Consiglio comunale di Avetrana.


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3 commenti

  • Gregorio
    mar 24 gennaio 21:47 rispondi a Gregorio

    Fortunatamente negli ultimi anni regna la democrazia, certo che ogni cosa che succede oggigiorno la maggior parte è strumentalizzata. C’è da tenere presente che i Partigiani per andare al POTERE,…bè , per logica avranno commesso QUALCHE REATO !!

  • C. M.
    dom 22 gennaio 10:19 rispondi a C. M.

    Non parlerei di revisionismo, è stupidità ed ignoranza, aggiungerei entrambe genetiche. Chiunque sia stato esterna evidenti vuoti formativi, caratteriali ed educativi mal colmati da famiglia, scuola, ambiente. Inoltre:il termine revisionismo non è necessariamente negativo, la storia scritta nell'immediato è sovente condizionata dai giusti risentimenti e purtroppo a volte da faziose convenienze.Riesaminare a freddo, scevri da condizionamenti può aiutare a meglio comprendere il perché di certi errori di chi ci ha preceduto.Facendo pace con la storia lo facciamo con noi stessi e principalmente smettiamo di estremizzare la formazione dei nostri figli in fascismo/ antifascismo, comunismo/anticomunismo, entrambi ampiamente archiviati nei fatti, viviamo fortunatamente in contesto democratico, pieno di pregi e difetti, ma, da tenerci ben stretto. Revisionare non è riscrivere, ma riesaminare.

    • giovanni cazzato
      mar 24 gennaio 18:54 rispondi a giovanni cazzato

      E' ammirevole il tono pacato del ragionamento di C.M. Mi permetto, però, di osservare che se effettivamente fascismo e comunismo sono eventi e storie che non appartengono più a nessuna prospettiva del nostro paese, è pur vero che i fenomeni e i rigurgiti neofascisti in Italia si ripresentano regolarmente in modo chiaro ed esplicito. Si guardi all'azione squadrista contro la CGIL e alle diverse organizzazioni che rivendicano e praticano appartenenze a ideologie e che innalzano simboli neo nazisti. Certo spesso c'è ignoranza, ma in questo caso il gesto è mirato a offendere un valore ben preciso e ben meditato.

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