Venerdì, 27 Maggio 2022

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Signor sindaco, non ci faccia pentire di essere manduriani

Signor sindaco, non ci faccia pentire di essere manduriani Signor sindaco, non ci faccia pentire di essere manduriani | © n.c.

Caro signor sindaco, apprendo oggi, con rinnovato dispiacere, che per l'ennesima volta si firmano ordinanze che penalizzano sempre e solo lo stesso settore, già martoriato e annullato da anni di pandemia, con restrizioni, chiusure, limitazioni e dalla guerra che pende sul capo, come una spada di Damocle con il conseguente e spropositato aumento dei prezzi delle materie prime.

Mi permetta di fare una umile osservazione. Ha pienamente ragione che tutto debba essere regolamentato, ma a volte basterebbe un pó di comprensione. Vede, signor sindaco, io abito in periferia, dove è tutto un viavai di auto, moto, camion ecc, ecc, dove vi sono attività commerciali che scaricano la merce sotto le finestre della mia camera da letto già alle prime ore dell'alba. Dove il saluto o il dialogo più sussurrato supera di gran lunga la misura dei volumi che lei ha stabilito per i locali, dove gli alunni delle scuole che ho nelle vicinanze urlano e schiamazzano a tutte le ore del giorno, per non parlare dei volumi raggiunti dalle prove dei canti, delle recite e di tutte le manifestazioni scolastiche, con amplificazione da concerto, fatte per tutto il santo giorno, anche nelle ore pomeridiane quando si vorrebbe riposare. E dove i contadini del quartiere, già a tarda notte accendono trattori, motozzappe e tutto il loro repertorio agricolo, sotto le finestre, lasciandolo in funzione fino a che hanno sbrigato i loro preparativi prima di andare in campagna. Dove gli operai addetti alla raccolta rifiuti, soprattutto del vetro, fanno un rumore assordante, in piena notte, o nelle primissime ore dell'alba, sino a svegliare di soprassalto mia madre che avendo gravi patologie ha di conseguenza tachicardia e non riesce più a riprendere sonno.

Che faccio? Ammazzo mamma o mi attacco al telefono per reclamare? Vede signor sindaco tutto questo accade mentre io e la mia famiglia dovremmo riposare, perché purtroppo, abbiamo una attività che viene demonizzata, che non ci permette di stare a casa con la famiglia nei giorni di festa, di godere di lunghi periodi di ferie e soprattutto di andare a dormire con le galline.

Anche con la chiusura anticipata che lei ci ha imposto noi dobbiamo poi pulire, sistemare, rifornire i frigo, mangiare qualcosa e poi finalmente andare a casa dove dopo pochissime ore inizia il nostro calvario, perché non ci è possibile riposare perché c'è tutto quel baccano fuori dalla nostra finestra: quello che lei considera lavoro!

Tante cose sono da migliorare nel nostro settore, lo capisco e ne sono consapevole, un sacrificio possiamo farlo, tutti peró, come ad esempio essere comprensivi, come lo siamo stati noi fino ad adesso, non ribellandoci mai con chi ci provoca questi disagi! Altrimenti, lei che può, faccia zittire anche le campane delle chiese che provocano inquinamento acustico sin dal primo mattino della domenica, visto che il sabato si va a letto più tardi. Sa, signor sindaco, inizio veramente a pensare che hanno ragione tutti quelli che ci chiamano folli perché continuiamo a credere nel nostro paese, sino a continuare ad investire per migliorarlo! La tentazione di mandare tutto al diavolo è forte. La prego, non ci faccia pentire!

Olimpia Dimitri, imprenditrice del settore bar, ristorazione, intrattenimento.


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3 commenti

  • giovanni
    gio 5 maggio 11:53 rispondi a giovanni

    La Signora è persona ragionevole. Ma il problema si risolve solo con la buona educazione. Questo vale per ognuno di noi e per le categorie. Urlare, alzare il volume degli strumenti musicali, orinare in strada, abbandonare bottiglie di birra, o suonare campane, senza curarsi degli altri è sintomo di prepotenza e inciviltà. Giusto dare la possibilità ai locali e ai clienti di lavorare e divertirsi, ma fino a che punto? Come possono gli abitanti tollerare un disturbo permanente? Allora l'unica soluzione è regolamentare e vigilare. Tutto non può essere giustificato dal fatto che si sta lavorando. Il contadino accenda il motore quando va via non 1/2 ora prima, la scuola organizzi le attività rispettando il vicinato e il sindaco faccia quanto serve per la convivenza di tutti gli interessi.

  • Claudio
    mer 4 maggio 18:06 rispondi a Claudio

    Sono d'accordo con la signora in tutto quello che ha detto.Manduria di sé è già una cittadina che vive poco la sera o la notte infatti tanti giovani sono costretti a spostarsi altrove . E questo non è giusto nei confronti di persone che hanno investito soldi e la loro vita in questo progetto. Manduria ha bisogno sia del lavoro dei contadini ma ha bisogno anche dei locali notturni perché ne giova la comunità e le tasche degli imprenditori.

  • Franco
    mer 4 maggio 07:16 rispondi a Franco

    Sfogo legittimo,ma paragonare rumori di trattori che vanno a lavorare la terra agli schiamazzi provocati dal popolo della notte mi sembra esagerato. Paragonare le campane ai decibel prodotti dalla musica o meglio rumore musicale mi sembra inopportuno,come inopportune sono le regole imposte dal sindaco. Una mediazione sarebbe necessaria.

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