Giovedì, 23 Maggio 2024

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Storia del Santuario

Pellegrinaggio a San Cosimo, vecchio e nuovo

Pellegrinaggio vecchio e nuvo Pellegrinaggio vecchio e nuvo

Il pellegrinaggio verso il Santuario di San Cosimo alla Macchia, dove sono custodite le reliquie dei Santi Cosimo e Damiano, si svolge comunemente il giorno dell'Ascensione ed è una delle tradizioni popolari più radicate in tutto il Salento e dintorni. Si trattava, in passato, di un pellegrinaggio in cui migliaia di persone si recavano a piedi o su carri agricoli (traini) a Oria da gran parte della Puglia.

I pellegrini avevano al collo delle capisciole (nastrini) colorate, con cui venivano addobbati anche i finimenti dei cavalli, che trainavano i carri. Il cammino del pellegrini era spesso accompagnato dalla musica; lo strumento musicale più usato, come nella pizzica, era il tamburello. Venivano cantate molte canzoni popolari, generalmente in dialetto.

In molti casi, considerata anche la distanza da percorrere, il viaggio dei pellegrini iniziava il giorno precedente e spesso si protraeva per tutta la notte. Oltre che per onorare il rito delle Perdonanze, i pellegrini si recavano al Santuario per omaggiare una grazia ricevuta.

A tutt'oggi i pellegrini che giungono a San Cosimo sono ancora numerosi essendo molto sentita la devozione al culto dei S.S. Medici.

Storia del Santuario

Il Santuario dei S.S. Cosimo e Damiano rappresenta il centro spirituale per tutto il Salento. II culto dei Santi fratelli Medici Cosimo e Damiano è ancor oggi molto diffuso e il loro Santuario è quello più visitato attualmente in Puglia, dopo quello di San Pio, a San Giovanni Rotondo.

Situato in agro di Oria, a circa 5 chilometri dall'abitato, era all'origine una chiesetta medievale (la prima Cappella risale al IX secolo), fondata forse dai monaci basiliani, in un terreno senza alcuna coltivazione, dove dominava la macchia mediterranea (San Cosima alla macchia). In realtà, sono custodite anche le reliquie degli altri santi fratelli di San Cosimo: Antimo, Leonzio ed Euprepio.

Il culto di San Cosimo nei primi secoli era essenzialmente rurale, ma fra il 1600 e il 1700 crebbe in maniera significativa, cosi da rendere necessario costruire una nuova chiesa, che fu via via ingrandita dai vescovi di Oria.

Il Santuario è attualmente molto grande, con una statua del Cristo Redentore sulla facciata della chiesa. Al suo interno si trova una chiesa all'aperto utilizzata in estate per le celebrazioni religiose e per i raduni spirituali, Vi è anche una sala degli ex voto, ovvero dei donativi al S.S. Medici costituiti, in larga parte, da rappresentazioni in argento di parti del corpo, che Indicano l'organo per cui il fedele ha ricevuto la grazia della guarigione.

Fonte: GAL

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3 commenti

  • Giuse Dinoi
    mar 21 maggio 18:54 rispondi a Giuse Dinoi

    Signor Egidio ,signor Gregorio queste cose la giunta comunale di Manduria li legge eccome, forse meno Emiliano ma fanno sempre finta di niente,la poltrona sta volgendo al termine e "chiu picca fannu" traduco per i turisti (e sempre meno fanno)

  • Egidio Pertoso
    lun 13 maggio 09:00 rispondi a Egidio Pertoso

    Ed oggi ...? La strada, Manduria- San Cosimo, è improponibile per pellegrinaggi a piedi. Con la discarica è incessantemente percorsa dai camion trasportatori di rifiuti; altro che traini e cavalli con nastrini colorati ! Un tempo ci si immergeva nel naturale giardino agreste tra colori, fioriture, ulivi - vivi e vegeti, ché venivano curati - e profumi, non puzze, naturali, senza l' occupazione dei campi con rifiuti ed opere cementoasfaltizie in secolare rovina. Il santuario era ben tenuto ed accogliente per tutto l'anno. Oggi ? La gente. Siam felici di quello che abbiamo, e di grazie non abbiamo bisogno domandarle ai santi, ammesso che siano disposti a concedercele. Per queste, poi, abbiamo i politici.

    • Gregorio
      lun 13 maggio 19:20 rispondi a Gregorio

      Condivido! Questo commento lo deve leggere il nostro Governatore Emiliano e la sua giunta accompagnato dal nostro Sindaco & Company!!

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