Lunedì, 6 Febbraio 2023

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La situazione politica manduriana

Pd contro Pd, il mostro a due teste e la coda di serpe

Mostro a due tste Mostro a due tste

Un mostro a due teste: con una testa amministra Manduria e con l’altra fa (strenue?) opposizione in consiglio comunale. E’ questa l’immagine del Partito Democratico manduriano alla vigilia delle primarie nazionali che dovrebbero designare il nuovo corso del PD dopo le recenti batoste elettorali (790 voti alle ultime comunali manduriane, pari al 4,7%). Dopo il confermato tesseramento on-line del sindaco Pecoraro e della sua compagine di “conquistadores”, infatti, il PD manduriano è passato dall’essere un ininfluente partitino a rappresentare una contraddizione politica quasi senza precedenti: un sindaco (con annesse truppe teleguidate) che si lancia alla conquista di un partito di opposizione alla sua stessa giunta, sperando di agguantarne le redini per poi lanciare la propria candidatura alle prossime regionali del 2025.

“Ci troviamo di fronte all’inedita richiesta di un sindaco in carica che tenta in entrare in un partito di opposizione alla sua giunta”, sorridono – forse a denti stretti – alcuni piddini manduriani.

In effetti la contraddizione politica è lampante: se Pecoraro ed i suoi yes-men hanno chiesto ed ottenuto le tessere online del PD, vuol dire che, a rigor di logica, sentono politicamente di farne parte e quindi, (sempre a rigor di quella logica che in questo contesto vien sempre più meno), il duro comunicato stampa dei democratici manduriani di pochi giorni fa cosa è stato se non un duro attacco del PD contro gli amministratori manduriani del PD? “L’amministrazione Pecoraro si concentra su chi, di volta in volta, incolpare come se ciò la potesse esentare dalle proprie gravi responsabilità”, si leggeva nel comunicato piddino di appena quattro giorni fa, dove veniva sottolineato anche come l’amministrazione Pecoraro “sembra cadenzare il proprio lavoro solo sulla base degli eventi estivi ed invernali, pochi, per nulla attrattivi e inadeguati, anche, rispetto alle ingenti risorse impegnate” incentrando tutta l’azione amministrativa -  sempre secondo il PD locale - su “storture, disagi e immobilismo che sembrano essere il mantra di questi anni di amministrazione, ormai al giro di boa, che ci lascia sempre più nello sconforto per il futuro della nostra comunità”. Non proprio un comunicato solidale con i propri compagni di partito.

Dal Partito Democratico locale, privo da anni di un gruppo dirigente, di un segretario e di una sede, assicurano come non ci sia alcuna volontà politica né nell’entrare in maggioranza in consiglio comunale, né di accettare l’arrembaggio delle truppe dei “conquistadores” capitanati da Pecoraro, ma, accanto a profonde contraddizioni politiche e alle solite smanie di carrierismo personale, la partita è più complicata di quanto possa apparire: dopo le primarie nazionali del PD si svolgeranno le primarie locali e sarà in questa fase che si dispiegheranno le reali forze in campo con il disvelamento di un’altra incognita rappresentata dalla “signora delle tessere” che in passato ha dimostrato di disporre della fiducia di gran parte dei tesserati piddini manduriani. Non è ancora nota la posizione di Maria Grazia Cascarano, infatti, di fronte a tali contraddizioni politiche all’interno suo partito, né con chi lei si potrà schierare al momento della resa dei conti.

Contraddizioni politiche che però, come detto, poggiando su aspirazioni carrieristiche personali e che sicuramente concorrono al disinteresse nei confronti della politica.

D'altronde nell’antica Grecia, il mitologico Òrthros era rappresentato come un cane che aveva non solo due teste, ma anche la coda da serpente. Quel serpente che sta avvelenando pian piano la politica manduriana.

Gabrio Distratis


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1 commento

  • Lorenzo
    mar 24 gennaio 15:14 rispondi a Lorenzo

    Povera la Marina, povera Manduria. La vecchia Balena Bianca si è trasformata nei decenni passati in una COSA che di volta in volta fa credere anche di essere Democratica. Intanto la decadenza civile è aggi (anno domini 2023), peggio di quando Giovanni Verga descriveva Mastro Don Gesualdo nel suo letto in punto di morte. Siamo al paradosso del paradosso, la maggioranza che mangia la minoranza ( a parte Breccia) che, a sua volta diventa maggioranza pur avendo perso le elezioni. Il Pd, servo del potere che, cerca di non perdere consensi ma che in realtà è di fatto morto. Ma i morti si sa, vengono aiutati dai loro simili. Che pena. Ecco perché i seguaci della Meloni hanno spopolato. Evviva Zapata, evviva Mexico, evviva il bandito Mazzeo, son tornati o Savoia. 😂😂 Opinioni

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