Lunedì, 6 Febbraio 2023

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La sentenza che condanna la cultura di Pecoraro

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L’ attuale amministrazione comunale di Manduria non si è impegnata a svolgere con continuità sul proprio territorio politiche pubbliche di promozione della lettura. E non ha riconosciuto e sostenuto la crescita socio-culturale del proprio territorio attraverso la diffusione della lettura come valore riconosciuto e condiviso in grado di influenzare positivamente la qualità della vita individuale e collettiva.

Questa è la “sentenza” derivante della perdita, pe rla città messapica, della qualifica di “Città che legge”. Perché di questo si tratta: di una vera e propria “sentenza”. Una “sentenza” che non assolve l’amministrazione Pecoraro, emessa non da un manipolo di soliti oppositori locali contrari a prescindere, come qualcuno ha voluto far intendere in altri casi, ma dal “Centro per il libro e la lettura” e dall’ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.

L’azione amministrativa di Pecoraro non ha garantito sufficientemente ai manduriani l’accesso ai libri e alla lettura, attraverso biblioteche e librerie ad esempio, non ha ospitato festival, rassegne o fiere in grado di mobilitare i lettori esistenti e, più importante, di incuriosire i non lettori (la maggioranza), non ha garantito a sufficienza la partecipazione a iniziative congiunte di promozione della lettura tra biblioteche, scuole, librerie e associazioni e non ha aderito a uno o più progetti nazionali del Centro per il libro e la lettura. Pecoraro e la sua amministrazione non si sono impegnati a sufficienza a promuovere la lettura con continuità neanche attraverso la stipula di un Patto locale per la lettura che preveda una stabile collaborazione tra enti pubblici, istituzioni scolastiche e soggetti privati per realizzare pratiche condivise.

Di tutto ciò parla la “sentenza”. E i suoi effetti non si fermano solo alla perdita del finanziamento di fondi destinati allo sviluppo di tali iniziative culturali, cosa che già da sola rappresenta l’ennesima occasione persa per Manduria. La “sentenza” va oltre, molto oltre, e rappresenta la certificazione dello scarso interesse verso lo sviluppo socio-culturale di Manduria da parte di una amministrazione che fin dal suo insediamento dietro la parola “cultura” ha nascosto e celato solo un modo “garbato” di elargire mancette post-elettorali e contentini elemosinari vari. Niente che abbia a che fare, a questo punto anche per l’ANCI, con la promozione e lo sviluppo culturali e sociali del territorio manduriano.

Questo nonostante l’amministrazione Pecoraro goda della stretta vicinanza politica di gran parte della autoproclamata “intellighenzia culturale” manduriana (qualcuno si ricorda ancora gli “endorsement” dal palco della campagna elettorale 2020), e dalla quale si sperava in una levata di scudi dopo la certificazione “super partes” del fallimento culturale di questa amministrazione. Si può parlare di “cultura” quando chi dovrebbe difenderla e favorirla invece preferisce tacere? Finora infatti non è arrivata alcuna reazione pubblica da parte di costoro (alcuni dei quali hanno dimostrato di confondere la differenza tra un articolo ed un pronome!), forse perché tutti impegnati in tristi ed onanistici cenacoli riservati solo all’esaltazione ed allo sfoggio dei propri ego. (Ancora meglio se ospitati nelle chiese). Ed è questa l’altra conseguenza della “sentenza”: la messa a nudo anche di un manipolo di “operatori culturali” che spacciandosi per quello che hanno dimostrato di non essere, concorrono con i loro silenzi ed i loro sorrisini arroganti, all’affossamento culturale di un territorio. E adesso è certificato.

Gabrio Distratis


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3 commenti

  • Gregorio
    gio 19 gennaio 14:32 rispondi a Gregorio

    Questo dimostra che l’amministrazione comunale lavora tipo: CAMPA CAVALLO CHE L’ERBA CRESCE !! … mia opinione.. quasi certa !!!

  • Valentina A.
    gio 19 gennaio 09:29 rispondi a Valentina A.

    Leggere fa bene, migliora le competenze linguistiche, logiche e di comprensione. Aumenta la conoscenza del mondo ma anche la conoscenza di sè e degli altri, mantiene attive le funzioni cognitive di memoria, attenzione e concentrazione, ragionamento e capacità critica......forse è proprio di tutto questo che hanno paura i componenti del carrozzone amministrativo PECORARO perchè attraverso la conoscenza e la cultura scoprirebbero realmente quello che valgono...NULLA...ed ancora una volta è emerso il loro arrogante ed egoistico comportamento di privare la città di un bene prezioso. Ogni tanto lasciatevi travolgere da quello che dovrebbe essere il vostro obiettivo principale e cioè la dedizione verso la vostra e nostra MANDURIA.

  • Lorenzo
    gio 19 gennaio 09:06 rispondi a Lorenzo

    Gregory Pac starebbe alla Cultura come un elefante dentro un negozio di Swarovski 😂 Tuttavia esiste anche la cultura calcistica e Lui ne è un grande interprete. Non oggi però, giornata nera (azzurra), postuma a TRE PERE servite ieri sera, in Arabia Saudita sul vassoio 😜 Opinioni

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