Martedì, 27 Febbraio 2024

Scopri la copertina

Indovina e vinci un libro

Indovina e vinci un libro Indovina e vinci un libro | © n.c.Il concorso “Scopri la copertina” della scorsa settimana è stato vinto da Giuseppe Tassielli che ha dato la risposta corretta il 25 aprile alle 07.26. Un ringraziamento va anche agli altri lettori come Lucia De Valerio e Francesco Calò che hanno partecipato al gioco, indovinando però un po’ in ritardo. Il libro in questione è Colazione da Tiffany di Truman Capote. Congratulazioni Giuseppe! Ti sei aggiudicato il meritato premio: un libro da ritirare alla libreria Agorà di Lizzano sita in via Piave, 38.   SCHEDA DI COPERTINA Holly Golightly, la protagonista di questo estroso romanzo breve, è una cover-girl di New York, attrice cinematografica mancata, generosa di sé con tutti, consolatrice di carcerati, eterna bambina chiassosa e scanzonata. È un personaggio incantevole, dotato di una sorprendente grazia poetica. Intorno a lei ruotano tipi bizzarri come Sally Tomato, paterno gangster ospite del penitenziario di Sing Sing, O.J. Berman, il potente agente dei produttori di Hollywood, il "vecchio ragazzo" Rusty Trawler, Joe Bell, proprietario di bar e timido innamorato...   SCHEDA AUTORE Truman Capote nasce a New Orleans il 30 settembre del 1924 e muore a Bel Air il 25 agosto del 1984. Ha vissuto un’infanzia molto difficile dopo il divorzio dei suoi genitori, infatti all'età di sei anni, crebbe a Monroeville, in Alabama presso dei parenti. La madre gli faceva occasionalmente visita e lo portava con sé durante gli incontri con i propri amanti, chiudendolo a chiave al buio in una stanza d'albergo. Il padre, uno sconclusionato sempre alla ricerca di una facile ricchezza, si eclissò e fece la sua ricomparsa solo molti anni dopo, quando Truman era già lo scrittore più famoso degli Stati Uniti, chiedendo soldi e regali. Gli unici due conforti che ebbe durante questo brutto periodo della sua vita furono da parte della cugina Sook e dell'amica del cuore Harper Lee, che diventerà famosa con la pubblicazione del libro Il buio oltre la siepe romanzo in cui appare un ritratto di Truman nel bambino Dill. Studente molto dotato, Truman venne sistematicamente isolato e deriso a causa dei suoi modi effeminati e della sua prorompente fantasia, caratteristiche certamente poco apprezzate in uno stato del sud, con l'unica eccezione della sua insegnante di inglese del college. Leggeva qualsiasi cosa gli capitasse tra le mani e all'età di dodici anni aveva già una conoscenza letteraria degna di un adulto colto, vincendo tutti i premi letterari scolastici esistenti. Trasferitosi a New York con il secondo matrimonio della madre, che disprezzava apertamente, e assunto per dispetto il cognome del patrigno, Joe Capote, Truman si impiegò come fattorino presso la nota rivista letteraria New Yorker pur di cominciare a frequentare il mondo del giornalismo. Pubblicò alcuni racconti su Harper's Bazaar e cominciò a scrivere per il Southern Gothic Novelist che contribuì a costruirne il mito, alimentando la sua fama di personaggio contemporaneamente piacevole e arrogante. Il racconto Miriam, pubblicato su una rivista femminile, gli decretò un insperato ed eclatante successo. A imporlo definitivamente come scrittore fu il primo romanzo, Altre voci, altre stanze (1948), storia gotica sull'ambiguità descritta da Capote come "tentativo di esorcizzare i demoni", e successivamente il romanzo Colazione da Tiffany. Un fatto di cronaca nera, l'assassinio di un'intera famiglia avvenuto nelle campagne del Kansas lo colpì tanto da spingerlo a fare lunghe ricerche e a lavorare per sei anni alla più celebre delle sue opere, A sangue freddo (1966), uscita a puntate sul New Yorker. Il romanzo fu, nelle intenzioni dell'autore, il capostipite di un nuovo genere letterario, il "romanzo verità". L'ultimo periodo della sua vita fu contrassegnato da relazioni fallimentari con uomini che ebbero come unico fine il suo denaro; Truman, ormai intossicato dai sonniferi, sviluppò una grave forma di epilessia, che unita all'abuso di superalcolici ne compromise velocemente la salute. Ritiratosi dal bel mondo, rinnegato dai divi della high society, sfruttato dagli amanti e abbandonato da Jack, il compagno di sempre, Capote passò intere settimane a letto, a bere e dormire: in una di queste fasi di ritiro venne soccorso da due degli amici rimasti. Truman Capote morì per una cirrosi epatica mentre si trovava a Bel Air, ospite della fedele amica Joanne Carson poco più di un mese prima del suo 60º compleanno. Altre opere dello scrittore sono: “Altre voci, altre stanze” (1948); “Un albero di notte” (1949); “Incontro d'estate” (scritto intorno al 1949, ritrovato e pubblicato postumo nel 2005); “Colore locale” (1950); “L'arpa d'erba” (1951); “Si sentono le Muse” (1956); “Fra i sentieri dell'Eden” (1963); “Il giorno del Ringraziamento” (1969); “I cani abbaiano: personaggi noti e luoghi segreti” (1973); “Musica per camaleonti” (1980); “La forma delle cose: tutti i racconti” (2004); “Delizie e crudeltà: lettere 1959-1982” (2004). (Fonte: dalla rete)   RECENSIONE PERSONALE Il romanzo Colazione da Tiffany racconta la vita stravagante e irrequieta di Holly Golightly, una prostituta d’alto borgo che oggi chiameremmo semplicemente escort. La maledizione che gira intorno a questo personaggio è caratterizzato dal non saperle affibbiare un vero aggettivo per descrivere appieno la sua personalità, perché è come se non si è mai certi di conoscerla davvero. È capace di sorprendere e deludere per la sua immaturità nella quale spesso inciampa animandosi di sentimentalismo e testardaggine. Nonostante questi scivoloni, è capace di far sua una morale che di certo può accumunare molti lettori, che è quello di trovare un posto nel mondo. Molti di noi non hanno un’idea precisa di come potrebbe essere quel magico posto che un giorno diverrà definitivo, nel quale potremmo finalmente stabilizzarci e magari metter su famiglia. Holly, invece ammette di non sapere dove sarà ma è certa di sapere come dovrà essere. Un posto che la stessa protagonista cita come esempio per spiegare meglio questo concetto è la gioielleria Tiffany. Luogo in cui riesce a farsi passare quelle che lei chiama “le paturnie”, attraverso visioni incantevoli e sognanti di gioielli costosi che lei non può permettersi ma che, la aiutano a farle tornare il buon umore. Si trasferisce in un appartamento in affitto sulla quale targa d’ingresso affigge il seguente messaggio “Signorina Holiday Golightly, in transito”. Perché è proprio così che si sente: una nomade in cerca di una sistemazione. Questo modo di pensare la vita non le permette di coltivare nessuna relazione amorosa che non sia con uomini ricchi o con una posizione sociale elevata. Gli unici due personaggi chiave della sua vita saranno il suo vicino di appartamento, voce narrante della storia e un gatto rosso senza nome. Una storia tanto famosa come quella di "Colazione da Tiffany" pensavo mi avrebbe arricchita di più o perlomeno lasciato qualcosa di positivo da condividere con altri lettori, ed invece ho trovato la storia ed il finale piuttosto inconcludenti. L’unico aspetto che mi sento di elogiare e condividere con la protagonista di questa storia è il suo desiderio di trovare un posto nel mondo, per sentirsi adeguata e libera di restarci.   IL MIO MIGLIOR PASSO TRATTO DAL LIBRO «Stava ancora coccolando il gatto. “Povero impiastro”, disse, grattandogli la testa, “povero impiastro senza nome”. E’ una piccola seccatura, il fatto che non abbia un nome. Ma io non ho il diritto di darglielo, dovrà aspettare fino a quando non apparterrà a qualcuno. Ci siamo incontrati un giorno per caso vicino al fiume, non apparteniamo l’uno all’altra; e lui è indipendente, come me. Non voglio possedere niente finché non avrò trovato un posto dove io e le cose faremo un tutto unico».   LA MIA VALUTAZIONE: 2/5 Per questa settimana vi aspetta una nuova copertina da indovinare, quindi aguzzate la vista e allenate la memoria! Ecco il particolare. Le risposte vanno inviate a [email protected] scrivendo nell’oggetto “scopri la copertina” oppure nei commenti di questa pagina o ancora sul profilo Facebook de La Voce di Manduria.   Francesca Dinoi [email protected]

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