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MANDURIA - La vicenda della concessione del piazzale spartitraffico con annesso chiosco di via per Maruggio, passato dalla vecchia ad una nuova proprietà e stoppata dal responsabile tecnico del comune per presunte irregolarità, pare sia arrivata al capolinea. Come ne dava notizia ieri il giornale online di Enzo Caprino, Casalnuovo, l’avvocatura interna al comune ha infatti depositato il parere chiesto dal dirigente Antonio Pescatore il quale, dopo aver dato giudizio favorevole alla proposta di delibera concessoria, approvata regolarmente dalla giunta, si è rifiutato di firmare il contratto con il nuovo gestore che su quell’area aveva pensato di riattivare, ampliandolo, il vecchio chioschetto. Ebbene, secondo il parere legale, il dirigente comunale che a suo tempo aveva perfezionato la pratica in oggetto, l’avvocato Enzo Dinoi, comandante della polizia urbana, avrebbe realizzato una voltura per il rinnovo della concessione dell’area, applicando male le norme di una delibera del commissario straordinario che modificava il regolamento dei chioschi. Secondo questa tesi, quindi, il rinnovo concesso al vecchio gestore, che ha poi venduto al nuovo per ventimila euro, sarebbe stato irregolare per cui illegittimo. Detto questo, la giunta ora dovrebbe anare in autotutela la delibera che sana il passaggio dal vecchio al nuovo gestore senza tenere conto di quel precedente presunto errore commesso dal dirigente Dinoi. La patata bollente deve passare prima dal super dirigente Aldo Marino che da ieri ha preso in carico la spinosa vicenda. Toccherà a lui trovare una soluzione. Qualcuno in giunta però non intende farla passare liscia a chi avrebbe sbagliato. Lo dice senza peli sulla lingua il vicesindaco Gianluigi De Donno (da ieri responsabile anche della delega alle attività produttive e quindi pertinente ancora di più sull’argomento). «Chi ha adottato pareri favorevoli nel corso del procedimento – dice – dovrà dare spiegazioni alla giunta». Il neo proprietario del chiosco, intanto, ignaro di tutto, pare si sia già attivato per rivalersi nei confronti dell’ente pubblico per avergli fatto saltare l’affare da diverse decine di migliaia di euro.
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1 commento
roberto
dom 29 novembre 2015 06:57 rispondi a robertoNon riuscir mai a capire il perch quando si commettono errori, che recano nocumento a singoli cittadini oppure ad un'intera comunit, da parte di funzionari pubblici nell'espletamento delle loro funzioni per le quali sono retribuiti, non si riesca mai ad individuare, grazie alla metafora dello scarica barili, il responsabile e quindi applicare le conseguenti misure. Tutt'altra storia invece accade se un responsabile di un settore in un opificio privato, sia per indolenza o per poca capacit, nel compiere il proprio lavoro anch'egli retribuito per la mansione svolta, provoca detrimento all'azienda d'appartenenza non solo ripaga il danno , ma sovente viene allontanato dalla stessa.