Dopo dieci anni dalla confisca

I beni del boss Massimino “molletta” per lo sviluppo turistico

​Le proprietà immobiliari appartenute ad esponenti della mafia locale situate nelle marine di Manduria e confiscate dallo Stato, saranno trasformate in beni di pubblica utilità.

Attualità
Manduria mercoledì 08 agosto 2018
di La Redazione
Tuttifrutti
Tuttifrutti © La Voce

Le proprietà immobiliari appartenute ad esponenti della mafia locale situate nelle marine di Manduria e confiscate dallo Stato, saranno trasformate in beni di pubblica utilità. Dopo otto anni dalla loro definitiva acquisizione nel patrimonio comunale e relativa destinazione d’uso, già stabilita con atto del commissario prefettizio del 23 febbraio 2010, l’attuale commissione straordinaria insediata per gestire il comune messapico dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, ha finalmente deciso di mettere nella disponibilità del pubblico i tesori immobiliari che sono appartenuti agli ex boss manduriani, Vincenzo Stranieri detto “stellina” e Massimino Cinieri, alias “molletta”, a capo della frangia tarantina della sacra corona unita molto potenti negli anni ottanta e novanta. Si tratta, in particolare, di un lotto di circa duemila metri quadrati ricadente in contrada “Marina – Fiume Chidro” a San Pietro in Bevagna (ex ristorante Tuttifrutti) comprendete un fabbricato a due piani con cantina da adibire ad albergo diffuso; un terreno incolto della superficie complessiva di 10.400 metri quadrati, sempre in contrada “Marina – Fiume Chidro”, da adibire a parcheggio pubblico.

Tali beni, situati proprio sulla linea del mare a pochi metri dal ponte del fiume Chidro, versano in condizioni di abbandono e sono diventati ricettacolo di rifiuti di ogni genere.

L’attuale decisione segue una recente delibera della Regione Puglia (Pon legalità per il ciclo di programmazione 2014 – 2020) che stanzia fondi dedicati, tra l’altro, al riuso e rifunzionamento dei beni confiscati alla criminalità organizzata». Tali iniziative, si legge nella delibera pubblicata ieri nell’albo del comune di Manduria, contribuiscono «allo sviluppo del territorio e all’avvio di attività con forte significato simbolico ed etico legato alla diffusione del concetto di legalità, ferme restando le destinazioni già previste dal Comune di Manduria dell’area parcheggio ed a fini di valorizzazione della riserva naturale protetta per i beni di che trattasi».

La delibera di ieri affida al dirigente dell’area tecnica, ingegnere Emanuele Orlando, il compito di predisporre le procedure e gli atti necessari per partecipare al bando regionale con la speranza di rientrare tra i progetti finanziabili.

Il Comune di Manduria è il secondo in provincia di Taranto, dopo la città di Taranto, per numero di beni confiscati alla mafia. Sino ad oggi, però, nessuna di queste proprietà è mai passata utilizzata per fini sciali così come prevede la legge istituita nel 1996. Impossibile non notare, in proposito, che gli unici atti adottati per tale finalità siano stati firmati da commissari straordinari e non da giunte politiche.

Nazareno Dinoi

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