Salviamo la chiesa del Carmine

Nonostante la sua presenza nel cuore pulsante cittadino, pochi si son accorti o fan finta di non vedere il degrado assoluto in cui versa questo bellissimo Tempio

La redazione Riflettori su ...​
Manduria - venerdì 10 settembre 2021
Chiesa del Carmine
Chiesa del Carmine © La Voce di Manduria

(Prendendo spunto dalla recente polemica sui fuochi d’artificio dalla Chiesa del Carmine). “Perché non ha più scritto un libro?”, chiede la Santa, nel film “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino, allo scrittore Jep Gambardella, impersonato dal grande attore Toni Servillo; replicando in una maniera quasi sconfortata ascoltiamo: “Cercavo la grande bellezza, ma non l’ho trovata”; ed ecco che la Santa, prontamente, ribatte con un interrogativo a cui fornisce, all’istante, la risposta: “Sa perché io mangio solo radici? Perché le radici sono importanti!”

Già! Le radici sono importanti, in modo particolare quelle che ci legano al nostro passato, in questo caso artistico, che nella nostra bellissima Manduria sono, ci duole dirlo, in totale sfacelo.

Questo nostro pensiero, permetteteci di definirlo tale, è scaturito dallo stato di abbandono ed evidente trascuratezza di una delle più belle perle e bellezze ecclesiastiche tardo-barocche presenti nel nostro paese, ci riferiamo precisamente alla Chiesa del Carmine o delle Scuole Pie, come conosciuta da molti manduriani.

Nonostante la sua presenza nel cuore pulsante cittadino, pochi si son accorti o fan finta di non vedere il degrado assoluto in cui versa questo bellissimo Tempio.

Ponendo i nostri occhi sul maestoso frontespizio della Chiesa ci si rende subito conto del forte decadimento ed usura causata dal Tempo che han subito: la facciata, le statue poste nelle nicchie laterali al portone d’ingresso, i simulacri situati sulla balaustra e quelli “vergognosamente ingabbiati”, perché totalmente danneggiati, collocati sul timpano della Chiesa.

Sventuratamente il deterioramento della Chiesa non finisce solo qui, ma si riscontra anche all’interno del sacro edificio, dove son ubicate le magnifiche quarantadue tele, di ispirazione caravaggesca e scuola napoletana dei Bianchi, difatti sono in precarissime condizioni, la maggior parte di esse, sono in taluni punti divelte, in tal altre tarlate, ed in tutte si nota un forte scolorimento che risalta agl’occhi anche del “non esperto” in campo artistico.

A ciò si aggiungono, inoltre, gli affreschi posti all’interno sulla cupola della Chiesa, alcuni son sbiaditi, ed altri sembrano, del tutto scomparsi; questo perché, per molti, tanti e troppi anni sulla sommità della cupola v’erano delle piccole crepe che facendo penetrare l’acqua piovana han fortemente danneggiato quest’ultimi; ecco perché proprio per non compromettere ancor di più il depauperamento degli affreschi, la piccola, anziana ed audace confraternita, ha dovuto ricorrere ai ripari, con le pochissime e proprie risorse, riparando la cupola con tecniche non propriamente idonee per un edificio di sì grande antichità e bellezza.

Ci preme sottolineare, per di più, che dati i cambiamenti climatici che subiamo noi tutti, oramai da svariati anni, basti rammentare la tromba d’aria che ha colpito la Chiesa di San Michele Arcangelo circa tre anni orsono, la situazione esecrabile della facciata è anche un pericolo per la gente; ecco perché ci domandiamo se dobbiamo aspettare un altro evento simile, che metta in pericolo non solo la vita della gente ma anche renda vano il recupero di un tale capolavoro architettonico per sempre.

Ci chiediamo, stantibus sic rebus, perché tanta inerzia nel restauro da parte di coloro i quali dovrebbero istituzionalmente occuparsene, ma ancor di più come mai nessuna associazione culturale cittadina, ente o persona “filantropica”, partito, ed amministrazione comunale sinora non si siano resi conto di tale situazione?

Nell’attesa delle tante risposte, che forse non arriveranno mai, lanciamo un accorato appello a tutte le persone di “buona volontà ed amanti dell’arte” presenti non solo nel nostro territorio ma anche altrove affinché si mobilitino per salvare il sacro edificio. Urge un serio e completo restauro di tutto il tempio sia esternamente sia internamente; bisogna recuperare tale bellezza prima che sia troppo tardi poiché non si tratta solo di un semplice luogo di culto ma di un patrimonio artistico-storico di inestimabile valore per tutta la nostra città. 

 

Simone Faiella

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I commenti degli utenti
  • residente ha scritto il 13 settembre 2021 alle 10:36 :

    ci siamo scordati di San Michele Arcangelo che da qualche anno è ingabbiato nelle impalcature????? senza che mai nessuno ci abbia messo una mano????? Rispondi a residente

  • Lorenzo ha scritto il 10 settembre 2021 alle 09:32 :

    Qualche alto prelato anziché pensare involontariamente alla politica locale, prenda esempio dai Salesiani che, in pochi decenni tirano giù la chiesa e ora la rifanno. Hanno una fede più efficace. È si che tra Patti Lateranensi ( 1929) ed esenzione Imu per gli immobili definiti Santi, dovrebbero esserci Chiese curate ed aperte ai turisti. Spero in una ristrutturazione a breve di San Pietro mio, ho paura che rimane la torre di sicuro, ma il resto necessita. A proposito siamo al 10 di settembre e ancora ci sono le paratie del 29 giugno? Opinioni Rispondi a Lorenzo

  • Mario Fortunato ha scritto il 10 settembre 2021 alle 07:47 :

    Tutta Manduria andrebbe risistemata.. Bisogna approfittare degli incentivi per il bonus facciate e infissi! Rispondi a Mario Fortunato

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