I lavori al plesso Sacra Famiglia, la soluzione 'spezzatino' e l'ultimatum "d'imperio" dell'assessore Mariggiò

Il Prudenzano (docenti e oltre 200 famiglie) rischiano di essere penalizzati due volte

La redazione Riflettori su ...​
Manduria - mercoledì 01 settembre 2021
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Aula © La Voce di Manduria

Dopo che Manduria è rimasta tagliata fuori dai due recenti bandi che prevedevano risorse per l’edilizia scolastica e dopo aver altresì già perso, in questo stesso anno, i sostanziosi fondi finalizzati ad “interventi di adeguamento funzionale degli spazi e delle aule didattiche in conseguenza dell’emergenza Covid”, ci si attendeva un “mea culpa” per aver colpevolmente perso importanti risorse, che invece quasi tutti i Comuni limitrofi hanno ottenuto.

Invece ecco l’altro pasticcio: a due settimane dall’inizio dell’anno scolastico, ancora non c’è la soluzione definitiva che garantisca a nove classi del comprensivo “Prudenzano” di frequentare le lezioni nei prossimi mesi. Non lo sosteniamo noi, ma questi sono fatti, altro che disinformazione: dalla riunione del 27 agosto è scaturita una fumata nera e lo stesso assessore Mariggiò, ieri sera, scrive, di suo pugno, che se non ci sarà l’accordo sulla soluzione spezzatino, deciderà d’imperio…

Ma andiamo con ordine.

MANCATA LUNGIMIRANZA – Lo abbiamo scritto nel precedente articolo e lo ribadiamo, anche se qualcuno non lo vuole capire. Poiché l’appalto è stato aggiudicato in primavera, sarebbe bastato che l’ente appaltante avesse definito con attenzione il cronoprogramma dei lavori ben prima dall’inizio dei lavori ed avesse proposto all’azienda un calendario di fattibilità compatibile, come è ovvio che sia e come accade in migliaia di scuole, con lo svolgimento delle regolari attività didattiche: apertura del cantiere sin dai primi giorni di luglio e interventi interni da eseguire perentoriamente sino a metà settembre. In tal modo, si sarebbero limitati di molto i disagi a tutta la popolazione scolastica.

Invece nulla. A metà giugno, lo ammette anche l’assessore, arriva al “Prudenzano” la richiesta delle chiavi del plesso “Sacra Famiglia”. Solo chi non ha figli potrebbe non sapere che le lezioni della scuola dell’infanzia terminano il 30 giugno: forse il Comune aveva in animo di interromperle prima per consentire l’avvio dei lavori?

Ma tutta questa fretta svanisce subito. Le chiavi vengono consegnate, il cantiere aperto ma, in due mesi, l’azienda è presente non più di cinque giorni.

E il Comune cosa fa? Pubblica un bando per la ricerca di un edificio, pur essendo notorio che, a Manduria, non vi sono strutture (quanto meno libere e disponibili), che posseggano i requisiti richiesti dalla normativa sulla scuola. D’altronde, anche quando si ricercava una struttura per ospitare l’Ufficio del Giudice di Pace si discusse su un padiglione del “Don Bosco” (non avendo reperito altro) come unica disponibilità (fortunatamente, però, in quel caso furono accolte le legittime proteste dei genitori).

Si è solo perso altro tempo, per arrivare sino al 27 agosto, ovvero a tre giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico e a poco più di due settimane dall’inizio delle lezioni.

Incontro, anche quello, infruttuoso, se è vero, come è vero, che ancora oggi non esiste intesa definitiva. Tanto che l’assessore si dice addirittura pronto ad assumere una “decisione d’imperio”. Davvero una chicca per un amministratore, incapace, in tal caso, di individuare una soluzione condivisa e dignitosa. Non sarebbe una medaglia di cui andar fiero…

SOLUZIONE ALTERNATIVA – Anche in questo caso, l’assessore non riferisce tutta la verità (altro che disinformazione…). In quel sopralluogo del 27 agosto fu il presidente del Consiglio Gregorio Dinoi (amministratore e politico di ben altra caratura, ampiamente dimostrata nelle due consiliature in cui ha rivestito la carica di vice sindaco) ad osservare che il buon senso porterebbe necessariamente ad organizzare, in modo distinto e ben regolato, la convivenza e la conseguente gestione di personale, famiglie ed alunni appartenenti a due scuole distinte, specie in periodo di emergenza Covid, piuttosto che la condivisione confusa degli stessi spazi, e la suddivisione non rispondente ad alcun tipo di criterio.

Soluzione che però non viene accettata dall’allora dirigente scolastica del “Don Bosco” (da oggi vi è un altro dirigente reggente, cui spetterà ora l’onere di pronunciare l’ultima parola).

SCUOLA OSPITANTE E SCUOLA OSPITATA – Davvero strano questo concetto. La proprietà delle strutture scolastiche in questione è del Comune e tutte le scuole sono ospitate dal Comune.

Il buon senso, lo ribadiamo, porterebbe a dividere in plessi o padiglioni differenti, soprattutto in questo periodo di pandemia, che richiede la messa in campo di specifiche azioni di sicurezza, la comunità scolastica del “Don Bosco” da quella del “Prudenzano”.

L’ultima parola spetterà al Comune, per cui è probabile che possa arrivare questo atto d’imperio, che i docenti e le famiglie del “Prudenzano” saranno, a quel punto, costretti a subire. In buona sostanza infatti, poiché non c’è la volontà politica di dividere gli alunni del “Don Bosco” da quelli del “Prudenzano”, questa seconda scuola non ha alternative. Altro che accordo…

Sarebbe bene rimarcare che non è stato sicuramente il “Prudenzano” a chiedere di usufruire delle aule del “Don Bosco”. Scelta, quest’ultima, del Comune: se invece avesse concordato sin dalla primavera scorsa un cronoprogramma oculato con l’azienda appaltatrice, si sarebbero potuti effettuare i lavori in tutto il mese di luglio, in almeno 15 giorni del mese di agosto (16 giorni di ferie sarebbero state sufficienti?) e nella prima parte di settembre, senza creare disagio a nessuno. Probabilmente sarebbe stato necessario meno di un mese ancora per terminarli e, anche in questo caso, si sarebbero potuto prevedere di lasciare per ultimi gli interventi all’esterno. In tal modo docenti e alunni del “Prudenzano” sarebbero stati ben felici di continuare ad utilizzare il plesso della “Sacra Famiglia”, senza creare alcun problema alla comunità del “Don Bosco”. Invece questo percorso scelto dall’Amministrazione (e solo da essa) rischia di mettere contro due comunità scolastiche.

Ad oggi 1 settembre, quindi, al “Prudenzano” viene chiesto di accettare… ciò che passa il convento, o con le buone o d’imperio.

Non avevamo dubbi che si potesse arrivare a tanto. D’altronde non sarà un caso se ben sei consiglieri della maggioranza non si sentono più rappresentati, da ormai diversi mesi, da questo assessore, di fatto sfiduciato.

LE ACCUSE ALL’AMMINISTRAZIONE – Altro che disinformazione. Si disinforma se si sottolinea che il Comune di Manduria è l’unico ad aver perso, in questi primi dieci mesi, tutte le risorse rivenienti da ben tre bandi pubblici? Ma su queste gravissime responsabilità si preferisce  sorvolare …

Si disinforma se si rimarca come, in questo specifico caso, sia mancata la lungimiranza? Invece di perdere tempo a cercare strutture che a Manduria non esistono, si poteva concordare con l’azienda un cronoprogramma che avrebbe limitato al minimo i disagi.

Sfidiamo chiunque a dimostrare che ciò che abbiamo scritto non corrisponde a verità. Probabilmente, questo si, c’è qualcuno che non accetta critiche e, come già successo per il flop delle tre serate al parco, cerca, questo sì maldestramente, di scaricare alla stampa le colpe e di intravedere successi dove non esistono.

Ma la gente (consiglieri comunali compresi, anche quelli che, inizialmente, avevano espresso come assessore Mariggiò) comprende bene e sa discernere fra verità e sterili tentativi di difesa d’ufficio.

Ora attendiamo di conoscere la scelta finale dell’Amministrazione, e non delle scuole, che costringerà buona parte degli alunni della scuola dell’infanzia (3-5 anni) a frequentare delle aule nello stesso plesso degli alunni della scuola secondaria di primo grado.

Con buona pace delle oltre 200 famiglie, cui ricadranno i disagi.

A proposito: il Pd, Manduria Migliore, Azione Messapica, Manduria Noscia, la Lega e gli altri partiti del centro destra quale opinione hanno su questa assurda vicenda e, più in generale, sulla gestione della pubblica istruzione a Manduria?

Nando Perrone du Manduriaoggi.it

 

 

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I commenti degli utenti
  • Angela de Pasquale ha scritto il 01 settembre 2021 alle 07:58 :

    Che dire... a Manduria si chiama pubblica ( D)istruzione. Ma non si vergognano? Rispondi a Angela de Pasquale

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