Il mio compleanno con un'intervista per dirvi chi sono

Debutta, oggi la nuova iniziativa “Mentre tutto scorre in compagnia di”... Nazareno Dinoi, direttore della Voce di Manduria. A lui ho deciso di rilasciare una intervista, nel giorno del mio 32° compleanno

Claudio Rimoli Mentre tutto scorre
Manduria - domenica 05 luglio 2020
Claudio Rimoli
Claudio Rimoli © La Voce

Debutta, oggi la nuova iniziativa “Mentre tutto scorre in compagnia di”... Nazareno Dinoi, direttore della Voce di Manduria. A lui ho deciso di rilasciare una intervista, nel giorno del mio 32° compleanno. Queste sono le sue domande, con le mie conseguenti risposte. Buona Lettura.

Ciao Claudio. Innanzitutto buon compleanno. Per cominciare, descrivi te stesso.

«Cosa posso dire? Sono un ragazzo solare e simpatico. Sempre pronto alla battuta. Ma al tempo stesso sono anche abbastanza timido, per certi versi. Amo la Vita, nonostante tutto. Anche se lei non mi ha mai regalato nulla di buono o che valga la pena di ricordare. Almeno, per il momento. Credo anche di essere un tipo molto coraggioso e di averne dato prova in tutti i momenti duri che ho attraversato fino ad ora. Che non sono stati pochi».

Leggendo quello che scrivi, i tuoi lettori hanno capito che il tuo problema più grande è la solitudine. Di chi o cosa senti maggiormente la mancanza?

«Gran bella domanda, diciamo che la solitudine è sempre stata una componente della mia vita, che in certe determinate stagioni si amplifica ancora di più. Non lo si può negare. Certo, io non faccio nulla per nasconderla. Comunque... la cosa più strana è non avere dei punti di riferimento nel proprio paese. Al dì fuori del nucleo familiare, intendo. Ecco... la mancanza più grande, è quella di non avere nessun confidente vicino al quale poter raccontare quelli che sono i propri stati d'animo. E questo mi induce ad esternare sui social, le mie sensazioni quotidiane».

Molti nelle tue stesse condizioni e anche peggio sono tutt'altro che soli, riuscendo anche ad affermarsi in qualcosa come lo sport, l'arte, la cultura o semplicemente nell'avere una vita sociale soddisfacente con frequentazioni interessanti. Ti sei mai chiesto, perchè a te risulta difficile se non impossibile ogni soluzione?

«Certo che me lo sono chiesto, caro direttore. Quand'ero più piccolino, avevo dei momenti di divertimento. Andavo in piscina. Andavo a cavallo. Facevo più fisioterapia. E avevo occasione di socializzare maggiormente. Anche a scuola, ad esempio, ho trascorso anni bellissimi. Sul perchè, risulti difficile o addirittura impossibile trovare delle soluzioni, credo che possa essere imputabile al fatto che nel corso degli anni si siano aggiunti ulteriori problemi a quelli già esistenti per quanto riguarda la salute di chi mi è accanto e si prende cura di me, da sempre. Questo probabilmente ha posto un freno ad una mia eventuale evoluzione. Infine, credo che avere una vita sociale soddisfacente non sia garanzia di frequentazioni interessanti, bisogna avere un pizzico di fortuna anche nell'incontrare le persone giuste».

Ogni anno d'Estate ti rattristi perchè vedi le immagini di chi si diverte al mare. Ma anche qui devo ricordarti che ci sono tanti disabili, che pur tra mille difficoltà riescono a stare in spiaggia, fare il bagno e così via. Perchè, tu no?

«Rattristare, non è il termine giusto. Ognuno è libero, di andare dove vuole e con chi vuole, ci mancherebbe altro. Diciamo che il mio auspicio ogni anno di questi tempi, è sempre lo stesso: mi piacerebbe che chi trova il tempo di divertirsi andando al mare, riuscisse in qualche modo a trovarlo anche semplicemente per venire a farmi visita. Perchè... si trova il tempo per andare al mare e non lo si trova mai per andare a vedere un Amico? Questo, è quello che io mi chiedo. E non è uno scandalo farsi questa domanda. Tutto qui... non mi sembra di chiedere la luna. Per il resto, non smanio dalla voglia di stare in spiaggia, fare il bagno, eccetera. Non è quello che cerco... vorrei che qualcuno si accorgesse che anche in mia compagnia ci si può divertire, senza che abbiano rimpianti futuri magari per non averlo fatto abbastanza. Anche perchè si è già distanti geograficamente per via degli impegni lavorativi, quindi penso che bisogna sempre provare ad accorciarle queste distanze e non farle aumentare. Approfittate del tempo, senza sprecarlo, perchè non torna indietro».

Hai mai avuto un ausilio motorizzato che ti facilitasse la mobilità e ti offrisse autonomia? Se la risposta è no, perchè?

«La risposta, è no. Per via di alcune resistenze familiari, assolutamente comprensibili. Ma devo anche essere onesto, dicendo che la mancanza di stabilità fisica fa il resto, purtroppo. Come mai, dico questo? Perchè... a volte, anche quando sono seduto sulla sedia tendo a non stare sempre dritto, ahimè. Quindi... ritengo che prima di affrontare un discorso come questo, sarebbe necessario stabilizzare e rafforzare al meglio, il mio fisico precario. Poi... bisognerebbe vedere se la mobilità in questo modo sarebbe facilitata, con tutte le barriere architettoniche che ci mettono davanti. Rendiamo prima le nostre strade veramente accessibili a tutti e magari poi ne riparliamo».

Qualche tempo fa mi anticipasti una lettera molto forte, dai contenuti importanti in cui avresti dovuto confidare cose che ti hanno segnato o che ti segnano particolarmente la vita. Ricordo in quell'occasione, che sarebbe stata una sorta di confessione fatta per la prima volta. Poi cambiasti idea. Vuoi farlo adesso?

«Ricordo anche io, quel momento, caro direttore. Probabilmente, in quel frangente non era ancora l'occasione giusta per farlo. Per questo, cambiai idea. Confermo che i contenuti sarebbero importanti ed anche che si tratterebbe di una confessione che farei per la prima volta. Ma voglio specificare, che non è nulla di preoccupante o drammatico. Ci sto pensando... ma farlo adesso, non darebbe il giusto peso e la dovuta importanza al tipo di argomento. Ci vuole un articolo specifico. Non è un qualcosa che si può liquidare in poche righe. Chissà... magari questa intervista mi darà la spinta utile, per poterlo raccontare molto presto».

Dovendo scegliere di avere solo due cose che ti mancano, quali sceglieresti tra: una compagna, una famiglia con figli, una vita indipendente, una vera amicizia, delle gambe nuove?

«Chiudiamo in bellezza, direi. Senz'altro, sceglierei una vita indipendente. E anche delle gambe nuove. Le spiego il perchè: una famiglia con figli, è una cosa importantissima. E per poterla costruire, bisogna essere in grado di saper badare a se stessi ed io questo non lo so fare. Certo... piacerebbe anche a me, avere finalmente qualcuno accanto. Quello che conta, è che sappia farmi stare bene. Anche se... al mio fianco, non ci vedo una donna. Sinceramente... Per quanto riguarda l'amicizia, rafforzerei ancora di più quelle che ho già. Se potessi farlo. Ma non dipende soltanto da me. Se poi ne dovessero arrivare di nuove, ben vengano. Non si chiude mai la porta in faccia a nessuno. Sulle gambe nuove, invece credo che resti solo una bellissima ipotesi. Avendoci già provato, senza troppa fortuna. Per il resto, va bene così. Mi accontento, è la mia filosofia di vita.. mentre tutto scorre».

Ringrazio il direttore Nazareno Dinoi per questa bella intervista che spero possa piacervi. Vi saluto. Alla prossima.

Claudio Rimoli

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