"Mio fratello meritava di vivere". Un triste compleanno

Vorrei poter venire da te a salutarti, a fare tutto ciò che avevo pensato di fare come un anno fa, ma non potrò e la rabbia e il dolore mi invadono.

La redazione Riflettori su ...​
Manduria - domenica 19 aprile 2020
Martina e Michele Dinoi
Martina e Michele Dinoi © Facebook

Caro Michele mio, mi ritrovo a scriverti qui, ancora una volta, senza che le cose possano finalmente cambiare, sperando che questa non sia la realtà. Vorrei poter venire da te a salutarti, a fare tutto ciò che avevo pensato di fare come un anno fa, ma non potrò e la rabbia e il dolore mi invadono.

Mi ritrovo a darti gli auguri per i tuoi 21 anni, gli auguri che non ci davamo dal vivo perché troppo orgogliosi, perché troppo presi dal litigare, proprio perché non è mai stata una famiglia normale.. ma probabilmente è proprio questo il bello che ci distingueva dagli alti, dagli altri fratelli. Ho sempre preferito il nostro rapporto fatto di litigi e non fatto di baci e amore, però consapevoli che potevamo contare l’uno sull’altra. Ogni volta che avevo qualche problema, ho sempre saputo di poter contare su di te, il fratello maggiore che difendeva la sorella più piccola, che la difendeva anche dai temporali quando la mia unica paura era quella.
Mi sono ritrovata seduta sul tuo letto, con la tua musica che mi circondava, quella musica che non mi piaceva ascoltare quando la mettevi, per poi scoppiare a piangere sussurrandoti gli auguri. Ho scoperto che quella musica mi manca più del previsto e che devo evitare ogni volta che la ritrovo, ma come biasimare, mi mancano anche le nostre litigate.
Michele mio, da quando te ne sei andato la mia vita è cambiata: si.. mi sveglio, mangio ma è tutto una macchinetta. Lo faccio perché devo farlo, sono consapevole che il mio posto non è qui ma è diventato ormai un obbligo e magari un domani sarà diverso, magari avrò di nuovo quella spensieratezza che avevo un tempo, non lo so. L’unica cosa di cui sono certa è che il mio cuore è frantumato e che l’unica persona in grado di poterlo aggiustare non si può più avere.
Michele mio, da quando te ne sei andato sono sempre nervosa e agitata, con tutti e per tutto. Perché semplicemente vorrei parlare solo con te, vorrei delle risposte e vorrei non poter più abbracciarti tra i ricordi e abbracciare semplicemente dei vestiti. Non mi basta più vedere le tue foto, ferme a qualche anno fa. L’unica cosa che posso fare è andare a guardare il cielo, cercare una stella e pregare che sia tu.
‘Michele ti ha mai detto qualcosa di me?’ È questa la domanda che faccio, ogni tanto, a quelle persone a cui faccio il mio solito interrogatorio, forse perché vorrei che tu sapessi che ti voglio tanto bene e che forse non te l’ho mai dimostrato, ma solo io so cosa provavo quando ti difendevo e quanto odiavo che qualcuno ti facesse un torto.
La loro risposta é che dicevi ‘Mia sorella non me la deve toccare nessuno’. Io non so quale sia la verità, se parlavi così di me, ma il mio cuore lo sa che non poteva toccarmi nessuno perché altrimenti eri pronto a difendermi, e tu non puoi capire quanto mi manchi questa tua protezione. Chi non ha passato lo stesso dolore, non può capire. Perché con mio fratello se n’è andata una parte di me, il mio compagno di giochi, il mio compagno di vita ed è una cosa che mai nessuno dovrebbe provare.
Ciò che mi rimane sono semplicemente le tue cose, i tuoi amici che ancora mi salutano e ogni volta che li vedo io rivedo te. Ogni volta che vedo un gruppo di ragazzi, io spero che ci sia tu. Come quando uscivamo separati ma ci incontravamo.. quelle poche volte in cui uscivo, io ti cercavo. Ogni volta che mi capita qualcosa, io vorrei raccontarla solo a te. Ogni volta mi giro a cercarti, ma non ti trovo mai.
Da quando te ne sei andato, ho fatto delle scelte, ho scelto di comportarmi in un modo preciso. Queste scelte mi hanno fatto stare male, ma sono scelte che ho fatto per me e per te perché nel mio cuore c’è tanto dolore per provare anche un minimo di felicità.
Michele mio, non so dove tu sia, non so cosa fai, se mi guardi, se ti ho deluso, se sai che ti voglio bene. Non so niente, non so perché hanno scelto di levarti la vita e di portarti via il desiderio di sognare e di avere degli obiettivi, come qualsiasi ragazzo della tua età. Ma ciò che posso prometterti e che continuerò a fare le mie domande, a cercare di darmi da sola un perché come ho sempre fatto in questi due anni, ad asciugarmi da sola le lacrime per poi andare a cercare la verità. Meriti un motivo al perché dei tuoi sei mesi di sofferenza, che solo io so cosa provavo quando dovevo entrare in quella stanza, come se niente fosse e trasmetterti tutta la forza per poi piangere da sola, cercando qualche modo, facendomi anche per pochi secondi un dottore. Chiedendomi se fosse possibile darti il mio cervello, il mio cuore, le mie ossa. Tutto. Ma impossibile.

Michele era un ragazzo timido. Chiunque lo ricorda, lo ricorda come un ragazzo educato, che stava sempre sulle sue, che non ha mai dato problemi a nessuno e non era alla ricerca di guai, molto dolce. Il suo unico sbaglio è stato quello di fidarsi, perché a 18 anni si sbaglia. Mio fratello è stato un ragazzo che si è sempre fidato di qualsiasi persona, non ha mai visto il male in nessuno. Aveva un carattere difficile, soprattutto con me. Litigava molto spesso con tutti ma subito ritornava sui suoi passi. In tutto questo però era leale e quando stavi male era pronto a tutto per farti sorridere. Soprattutto viene ricordato per il suo sorriso.
Quel sorriso che gli serviva per nascondere i problemi che avevamo già da piccoli, entrando nel mondo degli adulti prima del previsto. Poteva crollare il mondo, ma lui sorrideva, in qualsiasi momento. Non era portato per la scuola, ma tutto ciò che sapeva l’ha saputo grazie a lui stesso.
Io e mio fratello siamo cresciuti troppo in fretta e fin da piccola è stato il mio appoggio, ho sempre seguito lui. La sua adolescenza non è stata facile, la mia è finita all’età di 15 anni quando mi è caduto il mondo sopra, scoprendo i veri problemi della vita. Scoprendo che a tutto c’è un rimedio tranne alla morte. La sua vita si è interrotta a soli 18 anni, soltanto per uno sbaglio che commettono tutti. E mi fa rabbia vedere che c’è chi fa del male vive la propria vita felice, raggiungendo i propri scopi. Perché alla fine se lo meritava mio fratello, non ha mai fatto del male a nessuno. Meritava di vivere, di continuare a sbagliare per capire la sua strada, di arrivare ai suoi scopi e di coltivare le sue passioni. Meritava di vedersi crescere e di vedermi crescere, di chiedergli consiglio su qualche ragazzo e di chiedermi consiglio su qualche ragazza. Eppure, c’è chi non ha voluto che tutto questo fosse possibile.
E adesso mi ritrovo, all’una, a mandarti gli auguri, di passare il tuo compleanno in un posto migliore e libero da un mondo pieno di sofferenza, con il nonno. Io spero solo questo, posso soffrire quanto vuoi, ma non fa niente se so che tu lì sei finalmente felice. Michele mio, quanto ti voglio bene. Buon compleanno, pensa tu a me perché io non ho le forze. Proteggimi come hai sempre fatto qui e aiutami a darti giustizia, perché te lo meriti. Hai già sofferto abbastanza, ti meriti la tua vendetta. E perdonami se non potrò farti la sorpresa nè farti visita, ma ci rifaremo, Cuore mio.

Martina M.Dinoi

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
Altri articoli
Gli articoli più letti