Caro Fiorello, il Covid combattiamolo pure con l'allegria

​Domenica 22 Marzo, quest'oggi la mia rubrica vuole porre l'attenzione in particolare su un tweet pubblicato nei giorni scorsi, da Beppe Fiorello

Claudio Rimoli Mentre tutto scorre
Manduria - domenica 22 marzo 2020
Beppe Fiorello
Beppe Fiorello © Google

Domenica 22 Marzo, quest'oggi la mia rubrica vuole porre l'attenzione in particolare su un tweet pubblicato nei giorni scorsi, da Beppe Fiorello. Un tweet relativo al difficilissimo momento italiano, sulla questione del Covid-19. L'attore siciliano, scrive questo: Camion militari per portare le bare dei morti e ancora si canta sui balconi, si fanno battutone spiritose su questa tragedia epocale, si fanno happening sui social, dobbiamo fare tre giorni di lutto nazionale, rispetto per i morti e le loro famiglie, social si ma senza fare festa.

Ora, come preannunciato esprimerò pacatamente il mio totale disaccordo su quanto scritto dall'ex Fiorellino: premesso che non credo che nessuno delle persone dotate di buonsenso, se ne freghi altamente di tutto ciò che sta accadendo, ma anzi partecipa con tristezza al dolore delle persone colpite, al tempo stesso io personalmente penso anche che non esiste un nesso logico tra la “richiesta” avanzata dal fratello del più noto Rosario di istituire tre giorni di lutto nazionale e la scelta di chi è chiuso in casa di affacciarsi sui balconi e cantare a squarciagola magari l'Inno di Mameli, per dire.

Così come non è un delitto fare happening sui social, organizzando dei concerti live dalla propria casa, per tenere compagnia ai tanti fan. E' giusto esprimere il cordoglio, ma cerchiamo di non esasperare all'infinito tutto quanto. Credo che la situazione sia già tanto complicata, ed ognuno di noi reagisce alle avversità del momento come reputa meglio fare. Non ci può certo essere una condanna, per questo motivo. Siamo seri, su. In questo momento storico, oltre alle consuete abitudini, stiamo perdendo soprattutto il gusto del bello, a proposito di questo credo che l'affacciarsi sui propri balconi, rappresenti adesso uno spicchio di assoluta bellezza tricolore, che non ci fa del male, ma ci da il senso di un'Italia che non si vuole arrendere.

Quindi, perchè vietarlo? Per quanto riguarda l'uso di internet, grazie alla situazione particolare che viviamo, possiamo rivalutarlo anche come uno strumento di riflessione. Quindi, perchè farne a meno? Vorrei anche dire che restare a casa, non significa doversi per forza annullare completamente, dobbiamo trovare il coraggio di farci sentire, anche stando reclusi, chiaro? Che sia su un balcone, su un social o digitando su una tastiera. La vita va avanti e anche noi dobbiamo farlo, sempre e come ci pare. Anche quando qualcuno storce il naso. Se il Virus, andrà avanti ancora per mesi e mesi, che facciamo non viviamo proprio più? La vita e il destino, ci impongono sempre dei sacrifici grandi o piccoli che siano, a noi stessi il compito di renderli il più possibile leggeri. Per quanto mi riguarda il rispetto per le vittime io lo metto in pratica, informandomi quotidianamente, senza perdermi una notizia. A mio modesto avviso, i tre giorni di lutto nazionale, servirebbero ai politici (nessuno escluso) per fare le solite e inutili passerelle del caso, che onestamente io eviterei volentieri di guardare. In questo momento bisogna stare distanti, senza toccarsi, ma ci si può sentire vicini, sfiorandosi attraverso le corde del proprio cuore.

Non smettete di mostrare la vostra quotidianità in questa quarantena che è il lato migliore di tutto questo caos, continuate ad essere sempre voi stessi. E' la maniera più giusta, di fare la nostra parte. Stando chiusi in casa, ma senza isolarci completamente dal resto del mondo. Così aiutiamo davvero chi lotta 24 ore su 24 in prima linea. Si può essere solidali e rispettosi in tanti modi, anche cantando. Sfogatevi pure, questa è l'Italia che ci piace e che vorremmo sempre vedere. Nonostante le lamentele fuori luogo, di gente fortunata che sta bene e a cui non manca nulla. Usiamo la testa nel rispetto di tutti quanti facendo silenzio quando è il momento giusto di farlo, ma senza dimenticarci che la vita continua. Anche dentro casa!

Claudio Rimoli

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