Quaderno 5 - Federico Schiavoni

Una lapide nel nostro Palazzo civico ricorda la bella figura

Francesca Dinoi Quanto sei manduriano?
Manduria - domenica 09 febbraio 2020
Federico Schiavoni
Federico Schiavoni © Libro Manduria e manduriani

Da Leonardo Schiavoni ed Anna Barci nacque in Manduria Federico, che fu battezzato il 6 ottobre 1810. Compiti i primi studi in Manduria, ove gli fu maestro anche D. Marco Gatti, fu mandato a Napoli ed ivi con gl’illustri professori Tucci e De Angelis completò il corso di matematica. Nel 1835 fa nominato Ingegnere topografico di Napoli e nel 1849 prese parte ai lavori di triangolazione del Regni delle Due Sicilie ed eseguì pure apprezzate osservazioni astronomiche sulle maree.

Il 17 marzo 1851 successe all’insigne Professore Fedele Amante, che era stato suo maestro, nella Cattedra di Astronomia e Geodesia del R. Stabilimento di Geodesia di Napoli. Diresse poi quello importante Istituto.

Nel 1861 lo Schiavoni fu nominato professore di Geodesia della R. Università di Napoli e assunse la direzione di quel Gabinetto Geodetico.

Nel 1863 fece parte della Commissione Geodetica italiana per la misurazione dei gradi d’Europa; appartenne pure al Consiglio direttivo della Pianta di Napoli, al Consiglio Tecnico e alla Giunta Statistica Municipale.

Nel 1868 fu nominato membro del Consiglio direttivo della Scuola d’Ingegneria di Torino.

Nel 1891, per la sua tarda età, lo Schiavoni si ritirò a vita privata.

Lo Schiavoni aveva sposato Giulia Aurineta, dalla quale ebbe quattro figlie, Elena, Maria, Eurichetta ed Anna ed un sol maschio, Eugenio, che gli morì ancor giovane.

Questo scienziato, che aveva spesa la sua vita a servizio della patri e della scienza trovò un grande conforto alle amarezze famigliari nei suoi studi prediletti e ne fu pago. Le numerose e pregiate sue pubblicazioni sono prova del suo sapere e della sua attività di studioso.

Dallo Tzar di Russia fu decorato dell’alta onorificenza di cavaliere dell’Aquila Rossa e dal Re d’Italia fu insignito della Commenda della Corono d’Italia e dell’Ordine Mauriziano.

Egli si spensi in Napoli, all’età di ottantatré anni, il 5 marzo 1894.

Il filosofo Filippo Masci, Rettore dell’Università di Napoli alla epoca della sua morte, così disse di lui: “Il Professore Federico Schiavoni fu per lo spazio di trent’anni, dal 1860 al 1891, professore di Geodesia nella nostra Università. Autore di molte pregiate pubblicazioni attinenti alla scienza da lui professata e segnatamente di quei Principi di Geodesia, che sono stati giudicati uno dei libri migliori del genere. Non gli mancarono i meritati onori delle Accademie che lo vollero socio e dei Collegi scientifici, nonché quelli attestanti il gradimento del Governo per l’opera sua nell’insegnamento, nei lavori geodetici di ogni specie, ai quali prese parte in varie epoche, ma gli onori non gli turbarono la semplicità e la modestia della vita, non gl’irrigidirono la squisita urbanità della natura e dei modi, onde fu caro ad amici, a colleghi, a discepoli.”

Dal nostro Giuseppe Gigli, che in Scrittori Manduriani (seconda edizione) ha tessuto l’elogio dello Schiavoni, mi piace riportare questo ritratto fisico e morale di lui:

“Fu Federico Schiavoni alto di persona, ebbe lo sguardo dolce ed un sorriso che manifestava la sua indole benevola e affettuosa. Nella famiglia era di una bontà patriarcale, nell’adempimento dei suoi doveri rigido, anzi esemplare. Dei meriti altri non fu mai invidioso, dei propri non altero. Sono esempio di rettitudine morale e di intellettuale equilibrio, ebbe in tutta la sua vita due grandi e mirabili affetti, ai quali ispirò ogni suo atto, ogni suo ideale: uno per la famiglia, per la scienza l’altro, che lo resero uomo simpatico e, direi, completo”.

Una lapide nel nostro Palazzo civico ricorda la bella figura, riassumendo in poche righe il compendio di sua vita:

FEDERICO SCHIAVONI RECATOSI GIOVINETTO IN NAPOLI

ALLO STUDIO DELLE MATEMATICHE DEDICOSSI

DAI DOTTI

IL SUO NON COMUNE SAPERE RICONOSCIUTO

FU CHIAMATO IN QUELLA R. UNIVERSITÀ DEGLI STUDI

A INSEGNARE GEODESIA

CON CHE NUMEROSE PUBBLICAZIONI ILLUSTRÒ

COLONNELLO NELL’ARMA DEL GENIO

PRESE PARTE IN PARI TEMPO

AI LAVORI DI QUELL’ISTITUTO

TOPOGRAFICO NAPOLITANO

CHE INFINITI SERVIGI RESE ALLA SCIENZA

FU TRA I NOMI

CHE A MISURARE IL MERIDIANO TERRESTRE

I GOVERNI D’EUROPA CHIAMARONO

Tratto dal libro "Manduria e manduriani: note ed appunti bibliografici e di storia patria / Giambattista Arnò - Manduria, Editore Antonio Marzo, 1983, 190 pagine"


Francesca Dinoi

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