​Razzismo in salsa locale ferragostana

L’altro ieri, insieme alla mia fidanzata e ad amici, siamo andati a festeggiare la vigilia di Ferragosto presso un Resort del mio paese, Avetrana: piscina, schiuma party...

La redazione Riflettori su ...​
Manduria - venerdì 16 agosto 2019
Mirko Giangrande
Mirko Giangrande © Facebook

L’altro ieri, insieme alla mia fidanzata e ad amici, siamo andati a festeggiare la vigilia di Ferragosto presso un Resort del mio paese, Avetrana: piscina, schiuma party, musica e tanto divertimento. Arrivata una certa ora, un po’ stanchini, ci sediamo per rilassarci un po’, guardando intanto il tramontare della serata. La pista da ballo si diradava, la musica cessata e si udivano solo le chiacchiere della gente rimasta e il rumore dei camerieri che mettevano ordine a quel caos di schiuma e acqua.

Tra i camerieri più attivi noto due ragazzi di colore, due bravi ragazzi, lavoratori e ben integrati, proprio come intendo io l’immigrazione. Ad un certo punto, da un gruppetto di “persone” udiamo alcune frasi rivolte a questi due camerieri: “Amigo, hei amigo”, “I documenti ce li hai?”, “Sbrigati che ora chiamiamo Salvini”. Erano nostri ragazzi, tutti contro uno, un gruppetto di imbecilli che prendevano per i fondelli gli unici che forse in quel momento erano meritevoli di stima e rispetto. In quel momento avrei voluto tanto che un asteroide li avesse colpiti ed avesse eliminato così la razza umana di cui, per alcuni minuti, mi sono vergognato. Chiedo quindi al Ministro Salvini di cambiare la sua politica sull’immigrazione. Basta la politica dei porti chiusi e avviamo la politica del mutuo scambio: per ogni immigrato in entrata diamo in permuta 5 coglioni, ad iniziare da quelli di ieri sera.

Mirko Giangrande

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