La corsa che Manduria non può perdere

​La Regione Puglia ha pubblicato sul BURP n.118 del 13.09.2018 un “Avviso pubblico rivolto ai comuni pugliesi per la manifestazione di interesse finalizzata all’assegnazione di contributi per ...

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Manduria - venerdì 09 novembre 2018
Andrea Casto
Andrea Casto © La Voce di Manduria

La Regione Puglia ha pubblicato sul BURP n.118 del 13.09.2018 un “Avviso pubblico rivolto ai comuni pugliesi per la manifestazione di interesse finalizzata all’assegnazione di contributi per la sistemazione di aree verdi ai sensi della LR 40/2016”. Somma stanziata euro 200.000,00 per “la concessione di contributi straordinari ai comuni per la sistemazione e sanificazione di aree comunali adibite a verde pubblico in caso di situazioni di eccezionale e urgente necessità di tutela dell’ambiente e della salute pubblica”.

Questa è un’occasione assolutamente da non perdere per il Comune di Manduria: occorre che la Commissione straordinaria si attivi con tutte le forze per partecipare e per cercare di approfittare di un sia pur minimo finanziamento per sistemare in primis Piazza Giovanni XXIII.

Piazza Giovanni XXIII era già da molto tempo una pessima piazza degradata, decadente e cadente ma ora, si presenta veramente come da scenario postbellico.

Eppure già da anni, ascoltando concittadini e colleghi, vi erano tantissime idee per il futuro di questo bellissimo spazio urbano che, allo stato attuale, risulta essere uno degli spazi più ampi e che meglio si presta a divenire strategico per la vita sociale di Manduria e come punto d’incontro e/o di snodo per gli altri punti d’interesse in città.

Idee? Tantissime: Parcheggio scambiatore? 3-5 bus navetta elettrici per collegare la piazza con la futura sede del Municipio, con via Maruggio, con il centro cittadino, con le Mura messapiche, ecc. Oppure piazza giardino o luogo di giochi per bambini? Piazza attrezzata per mercatini? Spazio aperto per concerti e rappresentazioni di piazza?

Numerosissime idee ho elaborato ed ho ascoltato negli anni ma... Manduria e i manduriani ora più che mai VOGLIONO riprendersi questo pezzo di Città e sentirsene fieri. Sentire proprio, fruibile, comodo e piacevole questo spazio; adatto ad una Città importante come Manduria divenendo magari simbolo di Rinascita culturale, politica, architettonica. Rinascita dopo i danni della tromba d’aria.

Come Consigliere dell’Ordine degli Architetti della provincia di Taranto porterò in Consiglio queste informazioni chiedendo che ci si adoperi nei limiti delle nostre competenze affinché la nostra categoria professionale sia interpellata e messa nella condizione di collaborare con il Comune di Manduria (ove lo desideri) per sfruttare al meglio questa occasione, magari attivando un moderno Concorso di progettazione in due fasi.

Il tema dei concorsi di progettazione, pagati degnamente e aperti a tutti gli architetti, anche i più giovani e con meno curriculum è stato uno dei temi principali nel Congresso Nazionale degli Architetti svoltosi a Luglio a Roma così come nella Conferenza Nazionale degli Architetti dello scorso mese a Matera. In quelle occasioni, il Presidente del Consiglio Nazionale Architetti PPC ha ribadito a più riprese che il modello più adatto a premiare la concorrenza, valorizzare la professione e garantire la qualità alla committenza è quello del concorso di progettazione in due fasi: la prima fase «esprime l’idea» dell’intervento e deve essere «aperta a tutti senza sbarramento in base alle soglie di fatturato, perché se no accedono solo pochissime società di capitale e viene escluso il 98% degli studi di architettura». La seconda fase invece selezionerà il vincitore, ma «tutti gli ammessi al secondo grado devono avere un compenso e soprattutto, chi vince, deve ricevere l’incarico della progettazione e almeno anche della direzione artistica se non anche della direzione lavori».

In sostanza, “Basta progettare gratis, la qualità va pagata”, «Non vogliamo concorsi di idee, - ha detto il Presidente Cappochin - perché fanno lavorare gratis gli architetti; e gli architetti non possono lavorare gratis», «C’è bisogno di qualità, e la qualità va pagata».

Andrea Casto, architetto

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