FORTUNATA

La redazione La Voce in sala
Manduria - sabato 27 maggio 2017
FORTUNATA
FORTUNATA © n.c.

Fortunata, interpretata da Jarmine Trinca, è una mamma che lavora in nero come parrucchiere abusiva. Scappa per Roma da una cliente all'altra per tutta la giornata per cercare di realizzare Il suo umile sogno: aprire un salone di bellezza dove poter svolgere in maniera serena il suo lavoro. E' separata da un uomo violento che lavora come arma giurata e sua figlia, Barbara, viene seguita da uno psicoterapeuta genovese, Stefano Accorsi, perché a scuola sputa in continuazione e senza motivo. Amico fidato di Fortunata è Chicano, interpretato da Alessandro Borghi, un ragazzo affetto da sindrome bipolare e fanatico del gioco del lotto.

Questo film è un rincorrersi di avvenimenti spiacevole e negativi che inseguono i personaggi durante tutto l'arco della propria vita. Benché non ci siano flashback, alla fine del film conosciamo tutti i risvolti negativi delle famiglie dei personaggi, che dovrebbero aiutarci a comprendere e giustificare le lor intenzioni spesso apparentemente poco approfondite.

Sin da subito ci rendiamo conto che i comportamenti di ogni personaggio nascondono qualcosa di differente ed istintivo che ben presto dà vita ad una serie di peripezie spiacevoli che rimescoleranno le carte, senza però portare a nulla di buono.

Quello che forse non ci permette di andare a fondo in questo film è il troppo e superfluo simbolismo, che in una storia tanto tragica sembra troppo spesso fuorviante e poco in linea con quello che accade. Fortunata e il gioco del lotto, i disegni di Barbara e la storia famigliare della protagonista, le due facce dello psicoterapeuta a rappresentare la burocrazia e le regole della nostra nazione. Sono tutti elementi che invece di sfruttare la potenza di una storia fatta di personaggi ben caratterizzati la rende a tratti una macchietta, a discapito dei rapporti tra i protagonisti.

Fortunata ricorda molto un altro film della coppia Sergio Castellitto – Margaret Mazzantini, Non ti muovere con Penelope Cruz. I personaggi sono molto simili e questo toglie un po' di sorpresa man mano che si srotola la trama della pellicola.

Un dramma molto forte che piacerà a chi ha voglia di compatire e commiserare la povertà di una certa parte della nostra nazione, che cerca di rialzarsi ma con i mezzi sbagliati o forse con poca fortuna.

Valutazione 3/5

Antonio Cofano

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