Si sarebbero arricchiti sulle spalle dei propri dipendenti

Arrestati i titolari di Magrì Arreda per sfruttamento dei lavoratori con la complicità dei sindacati

Le investigazioni hanno permesso, inoltre, di appurare che le condotte estorsive sono state commesse in concorso, tra l’altro, con due sindacalisti di Francavilla

Salento Puglia e mondo
Manduria giovedì 06 dicembre 2018
di La Redazione
Il deposito Magrì
Il deposito Magrì © Google

I titolari del marchio Magrì Arreda di Francavilla Fontana sono stati arrestati con l’accusa di aver sfruttato i propri dipendenti, una cinquantina, con stipendi molto più bassi di quelli previsti dal Contratto nazionale, false buste paga, ferie non godute e straordinari non retribuiti. Gli imprenditori arrestati sono Vincenzo Magrì di 65 anni e la moglie Maria Lucia Scatigna, devono rispondere di estorsione e auto-riciclaggio. L’indagine è stata condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brindisi, coordinati dalla procura di Brindisi. Eseguito il sequestro preventivo di 1 milione 200mila euro ed altri beni ritenuto profitto dei reati contestati. Uno dei due indagati deve rispondere anche del reato di lesioni personali colpose per aver obbligato un proprio dipendente che si era infortunato sul lavoro a dichiarare di essersi ferito a casa.

Le investigazioni hanno permesso, inoltre, di appurare che le condotte estorsive sono state commesse in concorso, tra l’altro, con due sindacalisti di Francavilla che ora risultano indagati. Questi avrebbero indotto i lavoratori ad accettare, sotto la minaccia del licenziamento, falsi accordi conciliativi, obbligando gli stessi a rinunciare a retribuzioni spettanti e ad altri diritti tutelati dalla legge.

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