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San Pietro in Bevagna, appello di due giovani turisti: "aiutateci a ritrovare la nostra auto"

La Fiat Panda era parcheggiata nell'area sosta della Pineta comunale di San Pietro in Bevagna

Cronaca
Manduria lunedì 29 giugno 2020
di La Redazione
L'auto rubata
L'auto rubata © La Voce di Manduria

Riprendono i furti di auto lungo il litorale manduriano, sempre in pieno giorno e in luoghi affollatissimi. Questa volta il misfatto che ci viene raccontato direttamente dalle sfortunate vittime è accaduto proprio nel pieno centro di San Pietro in Bevagna, in un parcheggio pubblico dove, appena il comune le predisporrà, saranno installate le colonne per la sosta a pagamento: quello adiacente alla pineta. Le ferie rovinate sono toccate ad una giovane coppia di turisti che difficilmente torneranno a villeggiare da queste parti. Di seguito vi raccontiamo con le loro parole la triste disavventura nella speranza che qualcuno li possa aiutare a ritrovare la loro nuova Fiat Panda che vedete in foto.


Cara redazione,
vi segnaliamo il furto di un’auto avvenuto in località San Pietro in Bevagna. Nella giornata di ieri, 27 giugno 2020, io e la mia fidanzata ci recavamo presso la località suddetta per passare la giornata al mare. Intorno alle 13 abbiamo parcheggiato l'auto nei pressi del lungomare, all'interno del parcheggio adiacente alla pineta, per poi recarci sulla spiaggia.Verso le ore 16,30, ritornando verso il parcheggio, ci accorgiamo che l'auto era sparita.
Dopo una breve ricerca nelle vicinanze, increduli dell'accaduto, vista l'ora e il luogo del misfatto, abbiamo dapprima contattato i vigili sperando in una "rimozione forzata" (anche se non vi era alcun segnale di divieto in quel punto). Successivamente abbiamo allertato le autorità di pubblica sicurezza e la nostra assicurazione, in quanto l'auto era provvista di dispositivo per la rilevazione della posizione Gps. La polizia ha svolto le indagini, recandosi sul luogo indicato dall'assicurazione come l'ultima posizione rilevata, ma, ahimè, ogni ricerca ad ora è stata vana. Abbiamo sporto formale querela e siamo in attesa di qualche notizia in merito.
Siamo due giovani ragazzi pugliesi, anche se non esattamente del luogo, e abbiamo subito un grave danno, sia economico che morale, visto che l'auto (una Fiat Panda, nuovo modello, con targa EW808YC, di colore celeste metallizzato) era molto ben tenuta e frutto di molti sacrifici. Inoltre, avendo una storia a distanza da alcuni anni, essa risultava essere un mezzo necessario per i nostri spostamenti. Vi abbiamo messi al corrente della storia avendo letto un vostro recente articolo in merito, sperando che decidiate di pubblicarlo al fine di poter avere qualche notizia utile all'eventuale ritrovamento del veicolo. Ringraziandovi anticipatamente, attendiamo vostro riscontro.

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I commenti degli utenti
  • Anna rita ha scritto ieri alle 16:07 :

    Mi spiace sentire ancora che accadono queste cose. Un paese come il nostro con bellezze da far invidia è davvero un peccato...non vogliamo crescere...non amiamo ciò che potrebbe renderci felice!!! Ho vissuto due anni in Germania ed era tutto così nuovo per me, ho apprezzato il loro saper vivere e amare la loro terra!!!rispetto per tutto e soprattutto per la cosa altrui cosa che qui, da noi, decisamente non esiste!!! Solo tanta amarezza per chi come me ama ed è tornata nella sua terra!!! Invece la mia terra mi ha deluso più volte. Rispondi a Anna rita

  • Domenico ha scritto il 30 giugno 2020 alle 14:36 :

    Gent. direttore, è partita inavvertitamente una bozza di commento all' articolo poco comprensibile. Nelle intenzioni era questa: Ci consoliamo quando le fototrappole catturano le immagini degli sporcaccioni, ma siamo rassegnati a convivere da decenni con una colonia di parassiti, grattandoci quando diventano troppo fastidiosi, come se non si trattasse di microcriminalità diffusa e fossero da preservare i posti di "lavoro" di noti malviventi locali. Suggerisco a ladri d'auto, di appartamento, rapinatori, spacciatori, alla filiera delle estorsioni, di versarsi i contributi per la pensione, per non essere costretti a "lavorare" fino a settant'anni o dover scegliere di svolgere attività faticose, noiosamente oneste e scarsamente remunerative. Tanto dopo il "LAVORO", una doccia e vita normal Rispondi a Domenico

  • Raffaele ha scritto il 30 giugno 2020 alle 06:00 :

    Mi dispiace tantissimo per questi due ragazzi purtroppo Nel 2020 ancora esistono queste cose e mi dispiace davvero tanto sentire queste angoscianti disavventure Spero che tutto si risolva per il meglio Non voglio che la nostra terra per colpa di certi elementi Deve subire dissapore nei nostri confronti Cordiali saluti Rispondi a Raffaele

  • Domenico ha scritto il 30 giugno 2020 alle 04:24 :

    Ci consoliamo che le fototrappola catturano gli sporcaccioni e ci rassegnamo convinti di convivere da decenni con una colonia di parassiti, grattandoci quando diventano troppo fastidiosi, non trattandosi di microcriminalità diffusa; come se fossero da preservare i posti di "lavoro" di malviventi locali. Suggerisco a ladri d'auto, di appartamento, rapinatori, spacciatori, alla filiera delle estorsioni ecc. di versarsi i contributi per la pensione, per non essere costretti a "lavorare" fino a settant'anni o dover scegliere di svolgere attività faticose, noiosamente oneste e scarsamente remunerative. Tanto, finito il "LAVORO", una doccia e vita normale. Rispondi a Domenico

  • Giuseppe ha scritto il 29 giugno 2020 alle 12:38 :

    Ai ladri della suddetta Panda.Fate un gesto di solidarietà forse avete sbagliato per bisogno ma fate ritrovare subito a questi due ragazzi come voi la loro auto intatta come era ne va di mezzo il buon nome della vostra comunità e della vostra città. Sono due ragazzi innamorati amanti del nostro mare. Rispondi a Giuseppe

    Gino Fanelli ha scritto il 29 giugno 2020 alle 17:19 :

    Caro Giuseppe, non mi risulta che chi ruba auto lo faccia per bisogno di mangiare. Come ho avuto modo già di scrivere su questo blog, la gente del posto non vuole bene alla propria terra e, di fatto, la maltratta credendo che tutto sia eterno a prescindere. Finché non si capirà che il turista, portatore di benessere, va rispettato e incentivato a tornare, tutto andrà alla deriva e, un giorno, non basterà più avere il sole, il mare e il vento Rispondi a Gino Fanelli