Restauro creativo

​Antico affresco coperto, la sovrintendenza indaga

Si trova sulla facciata principale del Palazzo Giannuzzi Corcioli

Cronaca
Manduria martedì 09 giugno 2020
di La Redazione
L'affresco coperto
L'affresco coperto © La Voce di Manduria

La sovrintendenza ai beni archeologici e belle arti e paesaggio delle provincie di Taranto, Lecce e Brindisi, ha avviato una indagine per risalire ai responsabili del restauro di una vecchia edicola raffigurante l’Immacolata Concezione situata sulla facciata principale del palazzo Giannuzzi Corcioli, anche conosciuto a Manduria come «Tugurio». Alla dirigente della sovrintendenza, l’archeologa Maria Piccarreta, è stata segnalata nei giorni scorsi, da Manduria, la presenza del restauro non autorizzato facendo così partire le procedure del caso. La dirigente ha già dato incarico ai referenti tarantini dell’Istituto per un sopralluogo sul posto. «Dopo che avrò letto la relazione dei miei tecnici – dichiara l’archeologa Piccarreta -, saprò dire se sarà possibile recuperare l’opera; tutto dipende dal materiale e dalla tecnica utilizzati per dipingere l’edicola», precisa. Il restauro fai-da-te di Manduria, era stato già segnalato venerdì scorso a Lecce e per questo, fa sapere la funzionaria del Ministero per i beni e attività culturali, erano state programmate le verifiche del caso. «Innanzitutto – spiega Piccarreta – dobbiamo stabilire la proprietà del palazzo che a quanto mi riferiscono apparterrebbe ad un ente pubblico». In effetti sulla proprietà del bene in questione, tra gli edifici di maggior pregio della città Messapica, esisterebbe un contenzioso tra il Comune e l’Azienda sanitaria locale.

La copertura dell’antica urna risalente al XVI secolo, non è passata inosservata agli esperti locali. La dottoressa Anna Maria D’Andria, presidentessa dell’associazione Aecheoclub di Manduria, che con la sua associazione sta preparando un’altra segnalazione da inoltrare alla Soprintendenza, non ha parole per esprimere lo sconforto. «Ne stiamo discutendo proprio in questi giorni, ma abbiamo paura di sapere già come andrà a finire, la soprintendenza ci dirà di rivolgerci al Comune che è proprietario del bene». Conoscendo i precedenti, la responsabile di Archeoclub non nutre grosse speranze per una soluzione concreta del problema. «È già successo con il monumento del Calvario – spiega -, anche quel sito storico ha bisogno di interventi di recupero e conservazione, noi ci eravamo proposti gratuitamente di intervenire con personale qualificato accreditato presso la stessa soprintendenza, ma ce lo hanno impedito con la solita motivazione: spetta al comune intervenire».

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commenti
I commenti degli utenti
  • Domenico ha scritto il 11 giugno 2020 alle 06:28 :

    Bravi! So che è più facile amare Manduria, un pochino meno i tanti manduriani che non riescono a "imbroccare" amministratori più sensibili al patrimonio artistico e storico della loro città. Anche ai tempi di Masaniello uno dei Sedili era occupato dai rappresentanti del Popolo; ma il potere confuse la mente del povero pescatore lazzaro e ribelle, portandolo a fare una brutta fine. Per fortuna oggi c'è l'arma del voto e la possibilità di cambiare governo, se non ci soddisfa. A "quelli di vico Corcioli" suggerisco di fare il giro dell' isolato (lato Purticedda-Villa): ne vedrebbero tanti scempi... Rispondi a Domenico

  • Antonio ha scritto il 10 giugno 2020 alle 06:52 :

    Con il volontariato si de qualificano i veri professionisti certi della professionalità acquisita con anni di studi universitari.Allora si dia l'incarico a chi sa come agire in questi casi,sicuri di nn trovarci in altri errori. Rispondi a Antonio

  • Maurizio di castri ha scritto il 09 giugno 2020 alle 19:50 :

    i vari Masaniello Manduriani avessero gli attributi di denunciare simili scempi! Se un qualunque cittadino onesto facesse questo finirebbe sul patio, ma in quel di Corcioli vive gente che non può essere giudicata..zona franca. Rispondi a Maurizio di castri

  • Domenico ha scritto il 09 giugno 2020 alle 09:23 :

    L'attività meritoria dell'Archeoclub andrebbe riconosciuta anche dai numerosi imprenditori e cittadini che, vista la carenza di risorse economiche destinate a certi tipi di intervento da parte delle amm.ni competenti, potrebbero coprire qualla parte di spese vive, da aggiungere al volontariato offerto generosamente, rendendo realizzabili quei progetti di recupero e restauro evitando rimbalzi di responsabilità. Io mi unirei volentieri. Rispondi a Domenico