Venerdì, 12 Agosto 2022

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Vi racconto la mia disabilità uditiva ai tempi del Covid

Vi racconto la mia disabilità uditiva ai tempi del Covid Vi racconto la mia disabilità uditiva ai tempi del Covid | © n.c.

Oggi ricorre la Giornata internazionale delle persone con disabilità. Si è disabili tutti l’anno, ma oggi c’è la possibilità di fermarsi un attimo per prendere coscienza di questa esistenza e, perché no?, domandarsi: ”cosa significa disabilità?”, “cosa posso fare io per rimuovere , o quantomeno arginare, gli ostacoli che le persone con disabilità incontrano?”. Io posso solo raccontare brevemente la mia storia di persona sorda. La sordità ha la caratteristica di essere una disabilità “invisibile” rispetto ad altre disabilità (è più facile, per esempio, notare una persona cieca piuttosto che una persona sorda), ma non per questo soggetta a minore problematica.

Il Gianni che conoscete oggi è frutto di un percorso tortuoso, fatto di sofferenze, di rinunce, mie e della mia famiglia. Fatto anche di ingiustizie, umane e materiali, da affrontare. Solo con il passare degli anni ho preso consapevolezza di questo mio “limite” ed ho cercato di aggirare l’ostacolo e di superarlo dando valore a ciò che sono e non a ciò che mi manca. Non a caso oggi viene usato il termine di “diversamente abile”, proprio a marcare il concetto che se un'abilità umana è compromessa, ci si può avvalere delle altre abilità che vanno in “soccorso”. Mai come da quando è iniziata la pandemia da Covid-19, però, la mia disabilità è stata messa così a dura prova. La mia comunicazione, prevalentemente labiale, è stata bruscamente interrotta dall’introduzione delle mascherine per proteggersi da questo tremendo Coronavirus. All’improvviso, negli affari quotidiani sono stato messo fuori dal mondo. La sensazione provata è come di essere rimasti perduti in un esteso deserto senza più bussola, completamente spaesati, smarriti. Eppure... esistono le “oasi nel deserto”! Quando si è circondati da persone eccezionali, quel percorso tortuoso, quella nera prospettiva di essere “fuori”, può vedere una luce. Faccio riferimento al mio ambiente di lavoro.

E lo racconto ringraziando. Ringrazio il mio Direttore del Distretto Socio Sanitario di Manduria, la dott.ssa Gloria Anna Saracino, in quanto sin dal suo insediamento, ha mostrato subito la sua volontà e il suo impegno a rimuovere qualsivoglia ostacolo che potesse essere di intralcio alle mie funzioni professionali. Ringrazio il personale medico-sanitario e il personale del Consultorio del Distretto, tutti i collaboratori della Sanità Service. Ringrazio l’Avv. Claudio Barberio, Dirigente dell’Ufficio Aziendale recupero crediti, che pur nella complessità delle sue funzioni, e pur nella difficoltà della comunicazione, ha continuato ad avere stima e fiducia nella mia capacità di portare avanti l’impegno affidatomi. Grazie a tutti i miei colleghi amministrativi e, in maniera particolare, ai colleghi di ufficio, che cooperano per garantire il mio essere efficiente sul posto di lavoro, l’esercitare le mie competenze e soprattutto il continuare ad essere parte integrante del ciclo produttivo, salvaguardano la mia dignità di persona in quanto tale, prima ancora che di persona con disabilità.

Essere parte integrante di questo contesto lavorativo per me è vita, è stimolo, è motivazione, è vittoria! Un grande ringraziamento va ai cittadini con cui quotidianamente mi interfaccio, dai quali con grande sorpresa non ho mai percepito segni di stizza o di irrequietezza, ma solo cortesia e pazienza. Infine, ringrazio tutte quelle persone sensibili che, anche fuori dal contesto lavorativo, si prodigano affinché venga esercitato il mio diritto di essere persona, parte della società, con le mie esigenze e con i miei interessi. Provo dispiacere, non disprezzo, per chi ha perso di vista la bellezza di “restare umani”, ma sono ottimista e positivo e spero che abbiano anche loro occasione di comprenderne l’importanza. Semplicemente, come recita la nota canzone di Marco Mengoni, "Credo negli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani”. A volte le persone con disabilità hanno anche, e giustamente, atteggiamenti di pretesa. Ma devono anche saper dire grazie. Ed io oggi voglio fare questo: dire semplicemente e sinceramente grazie!

Vittorio Gianni Di Noi


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1 commento

  • De Valerio Cosimo
    sab 4 dicembre 2021 08:01 rispondi a De Valerio Cosimo

    Come ti capisco, sono anche io sordo da un orecchio, ho girato da per tutto per il mio problema ed ho incontrato solo medici che hanno approfittato della mia situazione estirpandomi solo denaro senza conclusione.

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