Venerdì, 12 Agosto 2022

Cronaca

Decisi questa volta ad opporsi ai piani industriali della società per azioni, i componenti della commissione consiliare

Un milione di metri cubi di rifiuti non bastano per il business

Manduriambiente Manduriambiente | © La Voce di Manduria

La società Manduriambiente non si accontenta di un milione di metri cubi di spazzatura incamerati negli ultimi venti anni (630mila originari e 388mila con il sopralzo ottenuto del 2018) e chiede l’ampliamento di altri 400mila metri cubi di rifiuti per assicurarsi almeno altri dieci anni di business. La società emiliana del gruppo Iren ha già presentato la richiesta di una ulteriore sopraelevazione alla Regione Puglia che l’ha respinta per difetto di competenza (l’ente preposto è la Provincia di Taranto). «Se si dovesse autorizzare un ulteriore sopralzo con aumento della capacità della discarica, si avrebbe una concessione all’infinito senza un termine di efficacia della concessione stessa». Lo ha fatto notare l’ingegnere Alessandro Pastore, responsabile dell’ufficio Ambiente del comune di Manduria, ai componenti dell’apposita commissione consiliare che hanno inserito l’appunto del tecnico in una lettera che invieranno ai vertici politici e tecnici della Regione Puglia e della Provincia di Taranto. «La realizzazione dell’ulteriore intervento – si legge nella bozza della missiva – è tale, ancora una volta, da compromettere in maniera irreversibile il territorio interessato pregiudicandone oltre gli aspetti naturalistici anche quelli economici connessi alle colture e pascoli presenti nell’area nonché il territorio e la qualità di vita dei suoi abitanti».

Decisi questa volta ad opporsi ai piani industriali della società per azioni, i componenti della commissione consiliare sono pronti a far partire la lettera dai toni molto duri e decisi: «Questa comunità – si legge - da molto tempo sta pagando un prezzo troppo alto sacrificando la salubrità dell’aria e dei cittadini».

Oltre a respingere l’ipotesi di ampliamento della volumetria per i rifiuti solidi urbani provenienti da una trentina di comuni di ogni provincia pugliese, l’amministrazione manduriana cerca ora di rimediare alla colpevole inerzia di chi ha gestito in passato la cosa pubblica. Nella stessa lettera che sarà perfezionata nel corso della riunione della competente commissione consiliare prevista per oggi pomeriggio, l’amministrazione manduriana chiederà di rivedere le autorizzazioni già concesse, sempre a Mandurambiente, relative alla realizzazione di un impianto di compostaggio a pochi metri da un altro già esistente. L’opera in questione dovrebbe nascere nel perimetro della stessa discarica che si vuole ampliare, di fronte all’impianto di compostaggio della società Eden 94 autorizzata a conferire sino a 43mila tonnellate annue di rifiuto organico. «A distanza di pochi metri – si legge nella bozza –, si è autorizzato un impianto identico in tutto, anche nella capacità di trattamento dei rifiuti».

Il progetto per il compostaggio di Manduriambiente, capace di contenere altri 30mila tonnellate di umido, ha già ottenuto, nel 2013 e il 2016, tutte le valutazioni ambientali previste. Permessi che ora l’amministrazione messapica chiede di revocare approfittando di una procedura di aggiornamento dell’Aia per modifiche non sostanziali che la società ha presentato al comune di Manduria per le sue competenza in materia urbanistica. Anche qui l’ingegnere Pastore ha trovato una falla nella pratica che potrebbe perlomeno ritardare la concessione richiesta. Si tratta di una irregolarità mai sanata contenuta nel progetto originario della discarica: tre particelle di terreno mai espropriate e quindi non di proprietà di Manduriambiente che perderebbe così la legittimità necessaria per presentare istanze e ottenere titoli urbanistici. Ne approfitta l’amministrazione manduriana che avverte: «Non intendiamo subire supinamente le decisioni di altri enti soprattutto ove non siano in linea con le previsioni normative».

Il documento in questione si conclude con passaggi che richiamano ancora una volta gli errori passati. «Alla luce delle modifiche strutturali che la discarica (Manduriambiente, ndr) ha subito nel tempo, nonché degli effetti sul territorio che il largo uso ed abuso della discarica hanno comportato unitamente alla presenza di un altro impianto (Eden 94) limitrofo nel quale si opera già il compostaggio – si legge ancora - , si chiede agli enti interessati di operare una nuova valutazione dell’impatto che la piattaforma determina sull’ambiente circostante, intendendo come tale il territorio e le popolazioni che occupano le zone interessate poiché la realizzazione del nuovo impianto di compostaggio e l’ulteriore ampliamento della discarica aggraverebbero le già precarie condizioni ambientali e sanitarie di una comunità che conta un’altissima percentuale di malati oncologici».

Nazareno Dinoi


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