Giovedì, 6 Ottobre 2022

Cronaca

Sentenza definitiva irrevocabile

"Orfanelli" vanno in carcere, la Cassazione presenta il conto

la banda degli orfanelli di Manduria la banda degli orfanelli di Manduria

E’ arrivato il conto da pagare per i tre maggiorenni manduriani coinvolti nell’inchiesta sui soprusi e violenze subite da Antonio Cosimo Stano, il 66enne affetto da disagi psichici morto il 19 aprile del 2018 per altre cause legate, sostengono le perizie, allo stato di sofferenza psichica e fisica a cui sarebbe stato sottoposto da anni. 

La Corte di Cassazione ha confermato le condanne a 8 anni e 8 mesi per il 22enne Gregorio Lamusta e il 26enne Antonio Spadavecchia e a 7 anni e 4 mesi per il 22enne Vincenzo Mazza. I tre sono stati riconosciuti colpevoli di tortura, ma non dell'omicidio dell'uomo, erano gli imputati maggiorenni della cosiddetta «banda degli orfanelli» della quale avrebbero fatto parte anche sette minorenni, tutti manduriani, questi ultimi quasi tutti liberi per estinzione della pena dopo il superamento di un periodo di prova in attività sociali.

Non sarà così per i tre maggiorenni. I due che devono scontare la pena maggiore, Lamusta e Spadavecchia, difesi rispettivamente dagli avvocati Pasquale Fistetti e Gaetano Vitale, dai domiciliari dove erano ristretti in attesa di giudizio, sono stati trasferiti ieri nel carcere di Taranto dovendo scontare il residuo di pena superiore ai 4 anni; mentre per Mazza che deve scontare di meno, difeso dagli avvocati Franz Pesare e Armando Pasanisi, l’autorità giudiziaria ha già stabilito la permanenza ai domiciliari. L’esecuzione è stata eseguita ieri mattina dagli agenti del commissariato di polizia di Manduria. 

Nel processo svolto con il rito abbreviato, ai tre imputati erano stati inflitti complessivamente 28 anni e 8 mesi di reclusione, dieci anni a testa a Lamusta e Spadavecchia e 8 anni e 8 mesi per Vincenzo Mazza. Pena che in appello era stata ridotta come quella divenuta ora definitiva. In primo grado il pubblico ministero Remo Epifani aveva chiesto venti anni a testa, il massimo della pena prevista.

Gli episodi di violenza e di abusi tra i più cruenti che le cronache del posto ricordino, sono venuti alla luce agli inizi di aprile del 2019 quando gli agenti del commissariato di polizia raccolsero la denuncia di una famiglia vicina di casa del pensionato che per la prima volta squarciava il velo di silenzi che per anni avevano nascosto il dramma di Stano, psicologicamente e socialmente indifeso.
Mentre la polizia avviava le indagini, dalle chat vennero fuori i primi video che riprendevano le scorribande degli «orfanelli». Vere e proprie scene dell’orrore con il 66enne circondato, deriso e picchiato in strada ed anche nella sua abitazione diventata terreno di divertimenti per i bulli. Uno stato duraturo e continuo di sopraffazioni terminato il 23 aprile del 2019 con la morte dell’uomo avvenuta dopo una decina di giorni di ricovero nella rianimazione dell’ospedale Giannuzzi di Manduria. A causare il decesso fu una emorragia gastrica che secondo le due procure tarantine, quella ordinaria e per i minorenni, era la diretta conseguenza delle violenze subite. Per questo per tutti il reato contestato fu quello della tortura con esito finale della morte. Nel dibattimento con l’abbreviato è rimasta solo la tortura come reato più grave facendo così risparmiare agli imputati la pesante pena prevista di vent'anni.


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7 commenti

  • stuetuku
    sab 24 settembre 17:01 rispondi a stuetuku

    non pensavo ci volesse tanto tempo .dopo anni che il defunto subiva violenze si poteva fare di piu. in ospedale poi, causa dell' ulcera e stato operato 2 volte. o piu? agli orfanelli? scaffuni ntra li musi e meno galera forse. cmq ke storia di M.....

  • Silvia
    ven 23 settembre 20:46 rispondi a Silvia

    Maggiorenni in carcere e minorenni liberi e in giro a fare baldoria, una giusta “condanna” direi.. Tra l’altro, “minorenni” che in quel momento erano in grado di sprigionare tutto quel male a quella povera vittima. Che almeno quel povero Signor Antonio stia ricevendo la tranquillità che per colpe altrui non ha potuto godere in vita..

  • Manduriano DOC
    ven 23 settembre 16:08 rispondi a Manduriano DOC

    Perchè i minorenni non sono stati anche loro condannati e arrestati? Prima nel carcere minorile e poi sbattuti in quello per adulti! Spero che riaprono il caso e arrestino tutti i restanti della banda. Tanto nella vita non sarete niente, un nulla siete, per quello che avete fatto a quel pover'uomo indifeso VIGLIACCHI!

  • Franco
    ven 23 settembre 11:16 rispondi a Franco

    Stessi assassini ,pene diverse. Ma esistono ancora i carceri minorili dove una volta raggiunta la maturità anagrafica venivano tradotti in carceri normali fino ad aver scontato la pena? La legge si interpreta per gli amici e si applica per gli altri.

  • FDB
    ven 23 settembre 10:18 rispondi a FDB

    Per loro era un gioco e così si divertivano. Che la pena possa aiutarli a comprendere i propri errori e sia di esempio affinché altri non ripetano quanto ha dovuto sopportare il povero Stano.

  • Lorenzo
    ven 23 settembre 08:21 rispondi a Lorenzo

    Ora il signor Antonio finalmente riposa in pace. Tuttavia molti compaesani, a mio avviso sapevano cosa succedeva nella casa vicina alla loro, ma nulla fecero per aiutarlo e difenderlo. Se la giustizia dell'uomo non li ha potuto indagare, per chi ci crede, la giustizia divina, non darà scampo. Forti con i deboli e a 90 gradi con i potenti. Opinioni

  • Biagio
    ven 23 settembre 08:10 rispondi a Biagio

    In passato si insegnava il rispetto per gli anziani. Oggi sempre più spesso, dal nord al sud, si mal sopportano le violenze di questi maleducati. Bene ha fatto il giudice Epifani.

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