Venerdì, 9 Dicembre 2022

Giudiziaria

Su un vecchio esproprio

Nell’inchiesta sugli indagati eccellenti al comune, i bonifici per “vie preferenziali” a favore di Dinoi

Enzo Dinoi Enzo Dinoi

Emergono nuovi particolari dall’inchiesta della Procura ionica che vede indagati i quattro commissari che hanno amministrato Manduria negli ultimi tre anni, uno prefettizio (Francesca Garufi) e tre straordinari inviati dal Ministero dell’Interno (Vittorio Saladino, Luigi Scipioni e Luigi Cagnazzo), l’ex ingegnere comunale Emanuele Orlando e il comandante della polizia municipale nonché dirigente incaricato, Vincenzo Dinoi.

Questi ultimi due che con gli altri rispondono a vario titolo di truffa, peculato, falsità ideologica e abuso d’ufficio, sono accusati anche di aver mal gestito il pagamento di un ricco esproprio per la somma di 276mila euro di cui era beneficiario lo stesso dirigente Dinoi con alcuni suoi parenti diretti.

Tale somma che per legge e per quanto disponeva la sentenza che obbligava il comune a pagare l’esproprio di un terreno mai onorato agli eredi, doveva essere versata al Ministero Economia Finanze, servizio Cassa deposito e prestiti dello Stato con oneri a carico della parte espropriata per lo svincolo (oneroso) delle stesse.

Secondo gli inquirenti, i due dirigenti che per questo specifico capo d’accusa devono rispondere di concorso in abuso d’ufficio, avrebbero fatto in modo che l’ingente somma di 276mila euro non transitasse nella Cassa depositi e prestiti ma direttamente sui conti correnti dei beneficiari, lo stesso dirigente Dinoi e i suoi parenti.

L’ingegnere Orlando, si legge nelle carte, avrebbe formato e sottoscritto l’atto di liquidazione di spesa con l’emissione del mandato di pagamento mediante bonifico bancario su conto dedicato intestato ai beneficiari. Dinoi, sostiene sempre l’accusa, avrebbe invece formato e sottoscritto i nove mandati di pagamento a favore dei suoi parenti e di sé stesso (per lui tre bonifici per un totale di circa 82mila euro). In tal modo, scrive il pubblico ministero, “procurando a sé e ai propri congiunti ingiusti vantaggi patrimoniali conseguenti all’ottenimento diretto e anticipato delle somme con bonifico sui loro conti correnti con risparmio di oneri e spese connesse alla procedura, mai svolta, di svincolo delle somme che sarebbero dovute essere depositate al Ministero presso la Cassa depositi e prestiti”.    

Si tratta di ipotesi accusatorie formulate dal pubblico nell’avviso di conclusione che vale come forma di garanzia agli indagati che potranno così difendersi.

Nazareno Dinoi 


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COMMENTA

4 commenti

  • Gregorio
    dom 27 novembre 09:25 rispondi a Gregorio

    Secondo me, LA SAPI LONGA (sempri ) LU COMANDANTI !!

  • Vincenzo
    gio 24 novembre 14:02 rispondi a Vincenzo

    Per ragioni di limitatezza di spazi, delineo come nella prassi l’intera procedura avrebbe dovuto svolgersi. Il Comune all'atto di esecuzione dell'esproprio, avrebbe dovuto comunicare ai proprietari le determinazioni assunte, comunicando l'importo dell'indennizzo offerto. In caso di non accettazione dell'importo, fermo restando l’attivazione delle procedure atte alla soluzione della diatriba nelle sedi a ciò deputate, l'Amm.ne avrebbe dovuto costituire deposito definitivo, utilizzando i canali della Ragioneria Territoriale dello Stato e della Sezione di tesoreria Prov.le Dello Stato (B.I.). Può essere successo ché, non essendo stato costituito il deposito di cui sopra, il giudice abbia dovuto emettere sentenza esecutiva che, ovviamente, avrebbe dovuto trovare applicazione per evitare che Amm.ne inadempiente, incorresse nel reato di abuso d'Ufficio o omissione degli atti d’Ufficio.

  • giorgio sardelli
    mer 23 novembre 14:35 rispondi a giorgio sardelli

    non si vede dove sta la sorpresa, ma si vorrebbe sapere anche il perchè si tiene a libro paga due comandati dei vigili e non fare un serio concorso per un comandante fisso

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