Martedì, 27 Febbraio 2024

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Il digiuno dell'Immacolata ai miei tempi

L'Immacolata L'Immacolata

I bambini col grembiule nero, appena usciti dalla scuola, con schiamazzi e grida, correvano a casa,  rinfrancati per la festa del giorno dopo. Era vigilia della Madonna, la semplice donna che era stata madre di quel Gesù che sconvolse  la storia degli uomini. Noi bambini non si capiva di queste cose  intrigate, che solo i preti sapevano sbrogliare. Le feste della Chiesa, comunque, venivano molto gradite, perché c’era  convenienza, in quanto, soprattutto, non si andava a scuola. E poi, le vigilie erano più di festa delle feste stesse. Di fretta s’entrava in casa. Con una gran fame: i quattro fichi secchi che ci avevano messo in tasca non erano bastati. ” Quando si mangia? ”. si domandava. C’era tempo… verso la sera del giorno. Si doveva aspettare il papà che,  come quotidianamente, un’ occhiata alla campagna era andato a darla.  E come sempre, se ne tornava con un po’ di legna da mettere al fuoco nel camino, un mazzo di “ rafanieddi, rabbicauli, acciu, in proprio coltivati. Anche i funghi dei mucchi portava. I

grandi ne erano pazzi, ai piccoli non piaceva l’ amaro  piccantino. I bambini erano orientati alle cose dolci.  Già da quella vigilia dell’ Immacolata, si preparavano i “purcidduzzi”, il piatto dolce delle feste di fine anno. L’odore del fritto nel vero olio delle olive nostrane, e del miele caldo faceva venire strane tentazioni. Si approfittava della disattenzione delle femmine indaffarate per rompere, sacrilegamente il digiuno, che a noi bambini non andava proprio giù; non ne capivamo il senso. Si digiunava ( il cibo quotidiano era povero) quasi sempre: addirittura, per festeggiare, bisognava astenersi !  Risposta al perché, ci dicevano, “ per fare un fioretto alla Madonna”. Da fioretto in fioretto si poteva diventare santi ! Solo dopo avremmo appreso che era una devozione, di devoti, all’Immacolata. Un tempo, quando pioveva molto con disastrosi fulmini ( morivano bestie e persone ) ed inondazioni nel paese, fu chiesto alla Madonna d’intercedere, come i bambini con le madri, al Padre di non punire troppo i suoi figli umani disubbidienti: in cambio si sarebbe digiunato per penitenza. Fu per questo che la Madonna, mossa a compassione come tutte le buone madri, fece il miracolo. Le tempeste devastanti si allontanarono dal territorio, che, nel frattempo, era stato disboscato dagli uomini, facendo divenire il clima più siccitoso ed arido. Poi, la tradizione per chiedere favori all’ Immacolata, fu accettata da molti, sino a divenire, cosa comune al mondo intero dei cristiani.

 Oggi, in tempo di capaci uomini risolutori di tutti i problemi, si è scordato di quale fragile materia siamo fatti ritenendoci unici e supremi. E la nostra esistenza la roviniamo, infossandola nella materialità più ignobile, ripugnante, indegna, nelle guerre di ogni tipo, sino a quelle fratricide. Sarebbe opportuno, ogni tanto, fare dei digiuni veri, astenendosi dalle azioni disumane, ed apprezzare la vita nella pienezza della sua bellezza. Credenti e non credenti, trovando la religiosità, riconoscendoci come una piccolissima particella del Tutto Assoluto, che ci è stato dato conoscere per amarlo, potremmo finalmente “vivere”.

Francesco, il Papa, ha riconosciuto a noi manduriani di aver introdotto, qualche secolo addietro, questa tradizione. Continuarla si può;  a credenti, e non, farebbe bene.

Egidio Pertoso

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1 commento

  • Giuse Dinoi
    ven 15 dicembre 2023 07:03 rispondi a Giuse Dinoi

    Grazie Egidio molto bello ogni tanto bisogna ricordare certe tradizioni 👍😊

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