Pronti a firmare le dimissioni

La carica dei tredici, brutti momenti per il sindaco

Se le cose resteranno così (salvo che le due notti non abbiamo portato consiglio a qualcuno), per il sindaco Massafra non c’è più storia.

Politica
Manduria domenica 17 settembre 2017
di La Redazione
Roberto Massafra
Roberto Massafra © Facebook

Chi ha avuto la possibilità di parlare con il sindaco in queste ultime ore lo descrive come uno che sa di dovere andare sul patibolo. In effetti, salvo ripensamenti che in politica non mancano mai, domani, lunedì, potrebbe essere il suo ultimo giorno di sindacatura. Almeno questa è l’intenzione di tredici consiglieri comunali (i dieci firmatari della richiesta di consiglio della sfiducia più i due del consigliere Morgante e l’indipendente Annamaria De Valerio), che ieri si sono incontrati e che domani, lunedì, potrebbero addirittura firmare le proprie dimissioni dal notaio rendendo inutile anche il consiglio comunale fissato per martedì. Ieri sera anche l’unica che era titubante sino a qualche ora prima, la consigliere Annamaria Devalerio, si sarebbe convinta ad interrompere l’esperienza Massafra. Convintissimi sono apparsi anche i due del movimento popolare, Marco Barbieri e Lucia Calò.

Se le cose resteranno così (salvo che le due notti non abbiamo portato consiglio a qualcuno), per il sindaco Massafra non c’è più storia. Uno smacco per il primo cittadino che in questi quattro anni le ha tentate davvero tutte per restare a galla facendo emergere il peggio mai visto nella politica.

Lui, tenace com’è, avendo ignorato anche la sfiducia popolare dimostrata dalla piazza capeggiata da Mimmo Breccia e dal suo movimento, le sta tentando e le tenterà ancora sino a domani. Per la verità ha già iniziato ieri su Facebook dove ha addirittura tirato in ballo il futuro lavorativo dei tredici ex socialmente utili facendo credere che senza di lui costoro non avranno più un lavoro. Una mossa che non è piaciuta a molti commentatori che definiscono la mossa come un voler speculare sulle disgrazie altrui.

Perché quello che non dice il sindaco è che in caso di scioglimento o dimissioni, sarà il commissario prefettizio a fare, forse anche meglio e più speditamente, quello che farebbe lui stando in carica. Non dice neanche che per i lavoratori in questione (23 in tutto) c’è sempre la garanzia del mantenimento del posto di lavoro poiché la legge li tutela obbligando le ditte che si succederanno nelle gare ad assorbirli sempre nel proprio organico. Purchè le gare si facciano, ovvio. E questa è l’altra cosa che il sindaco non dice: se si è arrivati a questo punto, è proprio perché il suo governo (e non quello di altri) non è stato in grado in quattro anni di fare quello che i dirigenti comunali stanno facendo in venti giorni. Con lui o con qualsiasi commissario prefettizio.

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I commenti degli utenti
  • Gherardo Maria De Carlo ha scritto il 17 settembre 2017 alle 11:33 :

    Certamente il Signor Sindaco dott.re Roberto Massafra non sarà ricordato tra i migliori sindaci di Manduria. Un Sindaco particolarmente arrogante, incapace di confrontarsi su tematiche concrete, privo delle capacità amministrative necessarie a un sindaco, prigioniero del suo vice sindaco e solo capace di fare sterili monologhi televisi, rigorosamente senza alcun tipo di contraddittorio. Credo che non cadrà neppure martedì per incapacità conclamata di una opposizione inesistente e perché molto pochi degli attuali consiglieri e assessori avrà spazio nella prossima amministrazione. Che delusione ora aspettiamo le indagini da parte della Magistratura......garantisco che vi è tanta carne a cuocere............un cittadino qualunque Rispondi a Gherardo Maria De Carlo

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