Chiesa, impalcatura e pericoli, il parere dell’architetto

A proposito dei lavori alla facciata della chiesa di San Michele Arcangelo, ho letto con attenzione tutto quanto scritto da più parti e dichiarato

La redazione Riflettori su ...​
Manduria - giovedì 30 settembre 2021
Andrea Casto
Andrea Casto © La Voce di Manduria

A proposito dei lavori alla facciata della chiesa di San Michele Arcangelo, ho letto con attenzione tutto quanto scritto da più parti e dichiarato dal Sindaco e dal Direttore dell'Ufficio per le Comunicazioni sociali e la Cultura della Diocesi di Oria. Prendo atto di tutto quanto scritto, detto e riferito e ritengo pertanto che il Sindaco, l’Amministrazione, l’Assessore competente debbano prendere informazioni dettagliate dalla Soprintendenza ai Beni Culturali ed informare conseguentemente i cittadini in riferimento alla sicurezza degli spazi pubblici di Manduria e più specificatamente del punto nevralgico di via Roma all’intersezione con via I Maggio. 

Si ritiene necessaria una attenta ricognizione tecnica dei luoghi, al fine di verificare la sicurezza alla viabilità stradale, al passaggio e all’attraversamento dei pedoni. A tre anni dalla tromba d’aria di ottobre 2018 non si ha alcuna notizia in merito alla eventuale programmazione dei lavori di consolidamento della Chiesa di San Michele Arcangelo e di ricostruzione del suo timpano crollato. Occorre a questo punto chiedere direttamente alla Soprintendenza e lo devono fare il Sindaco, l’Assessore competente, l’Amministrazione, non altri! 

Il ponteggio installato, di cui si è compreso chi paghi il noleggio e l’occupazione di suolo pubblico (se viene pagata) è un problema sia per il decoro cittadino che per la viabilità. Non si conosce se lo stesso ponteggio sia o meno coperto da assicurazione per eventuali probabili incidenti. Le mantovane parasassi presentano ad angolo delle tavole di legno che presumibilmente potrebbero aver perso le loro caratteristiche tecniche di resistenza e secondo questo ragionamento, potrebbe essere necessario verificare l’intero ponteggio a distanza di tre anni dalla sua installazione perché, si ricorda, queste sono ritenute opere provvisionali, cioè strutture di servizio di tipo temporaneo non facenti parte integrante della costruzione, ma allestite o impiegate per la realizzazione, la manutenzione o il recupero di opere edilizie quindi non possono essere montate in eterno o per lunghi periodi garantendo la dovuta tranquillità e sicurezza. In sintesi occorre approfondire, chiedere, conoscere e comunicare pubblicamente ai cittadini: - i tempi di inizio dei lavori di consolidamento e ricostruzione della Chiesa di San Michele Arcangelo, la durata degli stessi e se sia stato già predisposto il progetto esecutivo; - se il ponteggio esistente da tre anni sia o meno munito di assicurazione apposita contro incidenti stradali e/o altro; - se si è in attesa di finanziamento e quali siano i tempi eventuali, almeno in previsione; - se lo stesso ponteggio abbia funzioni di sicurezza o possa essere smontato in attesa dell’inizio dei lavori di consolidamento e ricostruzione. In tutto questo, lasciatemelo dire, quello che stride profondamente (oltre al solito lassismo dell’Amministrazione) è la minaccia di querela che giunge ‘Urbi et Orbi’ dall’amatissima Curia diocesana di Oria che, a mio modestissimo avviso, dovrebbe professare in pieno il credo e lo spirito Cristiano, a cui noi tutti siamo legatissimi, diffondendo pace, amore, serenità e perdono che mai come in questo momento servono proprio a tutti. I manduriani tutti, confidano in una pronta risoluzione del problema e nella massima tutela rispetto a pericoli presenti, futuri o futuribili.

Andrea Casto, architetto

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I commenti degli utenti
  • Egidio Pertoso ha scritto il 30 settembre 2021 alle 14:32 :

    👍👍👍 ...finalmente chiarezza, anche per chi vuole imbrogliare le cose ! Rispondi a Egidio Pertoso

  • giorgio sardelli ha scritto il 30 settembre 2021 alle 12:35 :

    Ecco; è proprio questa la sintesi di tutto il Sindaco Pecoraro e la sua Amministrazione ed Ufficio Tecnico del Comune di Manduria si devono adoperare affinche si risolva la questione della CHIESA di SANT'ANGELO da tre anni circondata di tubi e mai messa in sicurezza come anche la impalcatura di tubi non si sa in che stato è adesso dopo tre anni che è stasta montata poi se deve pagare la Curia o i Beni Culturali o il Comune non interessa ai cittadini si vuole solo che la Chiesa torni al più presto come prima senza che nessuno si faccia male, di solito purtroppo in questo paese si aspetta prima che ci scappi il morto speriamo di no Rispondi a giorgio sardelli

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