Penalisti tarantini incrociano le braccia, le ragioni di un'inevitabile astensione

I problemi della categoria tra burocrazia, inefficienze informatiche e pandemia

La redazione Riflettori su ...​
Manduria - martedì 30 marzo 2021
Riunione a distanza
Riunione a distanza © La Voce di Manduria

Non è stato semplice, nel particolare momento che stiamo vivendo e con la indispensabile macchina della giustizia in funzione, ma a ranghi ridotti, indire una astensione dalle udienze di tre giorni, in piena adesione al deliberato della Giunta dell’Unione delle Camere Penali presieduta dall’Avv. Giandomenico Caiazza.

Il Direttivo della Camera Penale “Pasquale Caroli”, avverte, pertanto, la necessità di divulgare le ragioni di tale protesta, con la quale vogliamo accendere i riflettori sulle inefficienze e storture che la normativa di emergenza sta determinando in relazione alla corretta gestione del procedimento penale.

Infatti, alla crisi di sistema in cui versava da tempo la giustizia italiana, si è drammaticamente aggiunta la pandemia con tutte le difficoltà che la accompagnano, ivi inclusa la evidente inadeguatezza dei provvedimenti assunti per l’operatività degli uffici giudiziari.

In tale contesto, è emblematico quanto verificatosi con il cd.  ”portale del penale”, il quale avrebbe dovuto garantire, come auspicato dagli stessi penalisti, oltre che minori accessi personali nei palazzi di Giustizia, soprattutto che l’attività tecnica della difesa si potesse svolgere attraverso tutte le forme di digitalizzazione con depositi via pec, accreditamento ed accesso ai portali per la consultazione degli atti.

Purtroppo, la realtà è stata diversa, in quanto non solo l’unico portale reso “operativo” è stato quello delle Procure della Repubblica, ma lo stesso ha mostrato tutti i suoi limiti tecnici, con continui guasti e inconvenienti quotidiani, che ne hanno impedito il funzionamento con effetti, però, che non possono considerarsi secondari, in quanto ciò ha finito per mettere a repentaglio persino il rispetto dei termini processuali, con tutte le relative conseguenze.

L’Avvocatura penalista aveva pertanto richiesto, data la delicatezza dell’attività da gestire con il portale, una soluzione ragionevole, quale la previsione di un regime che consentisse ai difensori anche di ricorrere al deposito di atti ed istanze nelle forme tradizionali, fino al raggiungimento della completa efficienza del sistema su tutto il territorio nazionale.

Purtroppo, però, il contributo leale e competente offerto per la soluzione di problemi che hanno ricadute dirette sui diritti dei cittadini, è rimasto inascoltato, atteso che con la Legge 176/2020 si è mantenuta la modalità esclusiva di deposito tramite portali, impedendo ogni forma residuale di deposito cartaceo.

Il successivo decreto del 13-01-2021 del Ministero della Giustizia ha persino esteso tale esclusiva modalità di deposito delle querele, agli atti di opposizione alla richiesta di archiviazione ed all’atto di nomina.

Si comprende, agevolmente, come il cattivo funzionamento del sistema, verificatosi quotidianamente, ha avuto effetti deleteri non solo sui diritti difensivi degli indagati, ma anche su quelli delle persone offese.

La conseguente impossibilità di accedere anche alle modalità tradizionali di deposito e accesso ai fascicoli sta determinando una grave lesione dei diritti dei cittadini e della garanzia costituzionale della loro difesa tecnica.

La grave situazione non ha risparmiato l’attività dei penalisti jonici che hanno segnalato a più riprese l’inefficienza del sistema e le difficoltà che hanno finito per essere un vero e proprio ostacolo perfino per il deposito presso la Procura delle nomine.

Il Direttivo della Camera Penale ha da subito avviato una interlocuzione costante con il Dirigente della Procura, che ha offerto il suo ausilio per la risoluzione dei problemi di ordine pratico afferenti all’utilizzo del portale telematico, sensibilizzando il personale amministrativo.

Diverse difficoltà sono state superate grazie a tale attività di collaborazione, sia pure attraverso la previsione di ulteriori incombenze, che però non hanno superato le oggettive difficoltà causate dall’inefficienza del sistema telematico e di tutti i conseguenti rischi in tema di rispetto dei termini processuali e delle relative decadenze.

Nel pomeriggio del 29 marzo 2021, gli iscritti alla Camera Penale di Taranto si sono riuniti in assemblea, con modalità on line, al fine di discutere in ordine alle problematiche del portale e della gestione dell’attività nel suo complesso nel presente periodo pandemico.

La discussione ha fatto emergere come l’esempio del portale dimostra che le norme pensate per la gestione del settore giustizia in corso di pandemia, non solo non hanno limitato i disagi per gli avvocati, ma hanno inciso in maniera negativa sulle stesse prerogative difensive.

Infatti, il susseguirsi di provvedimenti di legge, protocolli e decreti ministeriali e presidenziali, sono stati emessi, con le dovute eccezioni, senza un approfondito confronto con gli avvocati penalisti e non hanno raggiunto gli scopi prefissati sia dal punto di vista organizzativo e sia con riferimento a tutte le indispensabili necessità difensive.

Sovente, infatti, la regolamentazione dell’attività, dalla modalità di accesso al Palazzo di Giustizia, al contatto con le cancellerie, al rispetto degli orari di chiamata delle udienze, non è apparsa in linea con i tempi e con le modalità di una efficace ed effettiva gestione dei procedimenti penale.

L’azione della Camera Penale è stata quella di tentare di supplire sul campo alle varie anomalie, non mancando di segnalare, con apposite comunicazioni, le varie difficoltà riscontate e le soluzioni che si ritengono più opportune al fine di garantire l’attività difensiva.

Appare, inoltre, opportuno, proprio in considerazione del periodo e delle quotidiane difficoltà che riguardano l’intero settore, che la Camera Penale sia parte indispensabile dei tavoli di concertazione, anche e soprattutto locali, così come gli avvocati penalisti sono parte indispensabile del processo.

A tale fine si ribadisce, anche a livello locale, la disponibilità dei penalisti jonici, che non faranno mancare il loro apporto nella segnalazione di situazioni che si pongono in contrasto con le direttive relative al periodo pandemico, a fornire il loro costruttivo contributo finalizzato, non a tutele personali, ma alla risoluzione degli evidenti problemi che continuano a persistere, nell’interesse generale dei diritti e delle prerogative costituzionali.

La Camera Penale di Taranto “Avv. Pasquale Caroli”

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