Capitolo 8, Conclusioni e allegati

Dopo aver trattato l'argomento all'inizio di questo lavoro ed aver delineato gli strumenti formalmente preventivi alla realizzazione del PEG...

Raimondo Turco Il piano esecutivo di gestione (P.E.G.) spiegato in chiare parole
Manduria - mercoledì 31 gennaio 2018
Raimondo Turco
Raimondo Turco © La Voce

Capitolo 8°

Il PIANO ESECUTIVO DI GESTIONE (PEG)

Dopo aver trattato l'argomento all'inizio di questo lavoro ed aver delineato gli strumenti formalmente preventivi alla realizzazione del PEG ("Linee Programmatiche", DUP e Bilancio) ed aver evidenziato la "separazione delle funzioni", i controlli interni ed esterni e la "valutazione", tutte notizie, a mio avviso propedeutiche, utili e necessarie, possiamo ora approfondire l'argomento. La materia è disciplinata dall'art. 169 del TU 267/2000 che è stato completamente modificato dal D. Lgs. n. 126 del 10 agosto 2014 di integrazione al D. Lgs. 118/2011 con il quale sono state introdotte le nuove regole sul Bilancio armonizzato.

La Giunta delibera il Piano Esecutivo di Gestione nella prima seduta utile dopo l'approvazione del Bilancio e comunque entro 20 giorni. Per la parte contabile è riferito ai medesimi esercizi ai quali si riferisce il Bilancio (triennale), per il primo esercizio è redatto anche in termini di cassa. Come abbiamo già detto per le entrate le "categorie" e per le spese i "macroaggregati" sono spacchettati in capitoli ed eventuali articoli. Il PEG è deliberato in coerenza con il Bilancio di previsione, con il DUP e con le "Linee Programmatiche". Il PEG contabile è assegnato ai Dirigenti o Responsabili di Servizio nominati dal Sindaco unitamente agli obiettivi, al personale ed alle dotazione necessarie: locali, mobili e arredi, beni strumentali. Il piano dettagliato degli obiettivi (art. 108 c. 1 Tu 267/2000) ed il piano della performance di cui all'art. 10 del decreto Brunetta sono unificati organicamente nel PEG (art. 169 TU 267/2000). Ma noi sappiamo che l'art. 10 citato non è obbligatorio. Non è obbligatorio il piano triennale ma sono obbligatorie le altre norme del citato D. Lgs. 150/2009 per cui il PEG deve essere unificato con le performances. Le amministrazioni devono adottare metodi e strumenti idonei a misurare, valutare e premiare o non premiare la performances individuale e organizzativa, secondo criteri strettamente connessi al soddisfacimento dell'interesse del destinatario dei servizi e degli interventi (art. 3 c. 4 D. Lgs. 150/2009) (LA POPOLAZIONE) e deve consentire il miglioramento dell'utilizzo delle risorse. Quindi è chiaro che per poter misurare valutare e premiare o non premiare ci deve essere a monte un Regolamento con il quale sono stati stabiliti i criteri e gli indicatori di risultato da utilizzare per misurare la "performance organizzativa" che ci aiuta a comprendere come è gestito il Comune nel suo complesso o un determinato servizio e la "performance individuale" con la quale si misura la soddisfazione espressa dai cittadini sulla base dei servizi erogati e il livello di efficienza, efficacia e qualità delle prestazioni rese.

Come deve essere redatto il PEG, quale è la sua struttura e il suo contenuto ce lo dice l'allegato 4/1 al D. Lgs. 118/2001, ai punti 10.1 e 10.2. - Allegato 4/Normativa.

Un punto importantissimo da evidenziare che finalmente viene stabilito nelle norme è quello relativo alla distinzione dei compiti fra i Responsabili di Servizio e i cosiddetti Responsabili di Supporto. Trascrivo l'ultimo periodo del sopra citato punto 10.1: "Il PEG chiarisce e integra le responsabilità tra (Responsabili dei) servizi di supporto (personale, servizi finanziari, manutenzioni ordinarie e straordinarie, provveditorato-economato, sistemi informativi, ecc.) e (Responsabili di) servizi la cui azione è rivolta agli utenti finali". E' UNA DISTINZIONE FONDAMENTALE per capire come funziona il PEG.

I Responsabili di Servizio o dei Centro di Costo assicurano l'erogazione dei servizi finali del Comune rispondendo direttamente dei risultati raggiunti. Assumono la responsabilità dell’utilizzo dei mezzi finanziari, del loro utilizzo e del controllo dei risultati raggiunti in rapporto ai costi sostenuti da parte dei Responsabili di Supporto.

I Responsabili di Supporto curano i procedimenti per l'acquisizione delle entrate e per l' impiego delle spese per assicurare la funzionalità dei vari servizi (centri di costo).

Quindi nel Comune abbiamo due tipi di Dirigenti o Responsabili di Servizio. Vi sono i Dirigenti o Responsabili di Servizio che assicurano il risultato finale alla collettività avvalendosi, per l'effettuazione di alcune spese (personale, servizi finanziari, manutenzioni ordinarie e straordinarie, provveditorato-economato, sistemi informativi, ecc.) di altri colleghi Dirigenti o Responsabili di Servizio, definiti Responsabili di Supporto. Ed il funzionamento di questi due Dirigenti deve essere chiarito nel Regolamento di Contabilità. Il Sindaco perciò nomina sia gli uni che gli altri. C'è anche da chiarire che i Responsabili di Supporto sono anche Responsabili di Servizio dei centri di costo loro assegnati.

Per chiarire meglio questa distinzione di compiti costruiamo il PEG per Responsabili di Servizio e Responsabili di Supporto.

Nell'allegato, (A) "Esempio di capitoli di spesa e di sviluppo del PEG", ho evidenziato alcune tipologie di centri di costo, di capitoli/articoli di spesa che normalmente finanziano centri di costo ed ho lasciato in bianco la parte relativa a chi deve svolgere il ruolo di Responsabile di Supporto. Infatti mentre è notorio che alla spesa per il personale provvede il Responsabile gestione risorse umane, ma alla spesa per il vestiario al personale che ne ha diritto chi provvede?, alla spesa per le missioni dei dipendenti e degli Amministratori chi provvede? Chi autorizza lo straordinario ai dipendenti? Il Responsabile di Servizio o il Responsabile di Supporto? Ecc. Sono diversi gli esempi che si possono fare anche per altri tipi di Responsabili di Supporto. Dipende da come il Comune ritiene più opportuno organizzarsi per sfruttare al meglio le proprie potenzialità.

Ho altresì predisposto l'allegato B, "Elencazione dei tipi di spesa in conto capitale", che, per l'esperienza accumulata in tanti anni di lavoro, ritengo utile conoscere.

C'è anche da considerare il tipo di programma di gestione della contabilità di cui si dispone. Bisogna vedere per esempio se già nella stampa del PEG contabile è possibile evidenziare o meno la distinzione dei due Responsabili. Una cosa è certa: le funzioni dell'uno e dell'altro devono sempre essere indicate e tenute sotto controllo. Se per es. la liquidazione delle missioni al personale dipendente del centro di costo "Manutenzioni ordinarie" è stata attribuita al Responsabile di Supporto, "Gestione risorse umane", il titolare del centro di costo non vi può provvedere. Naturalmente durante l'esercizio, si può sempre, con provvedimento del Sindaco, modificare il Decreto con il quale furono nominato i Responsabili di Supporto e, eventualmente anche, con deliberazione della Giunta, sentite le parti interessate, modificare il PEG. E' chiaro il cambiamento deve riguardare l'intera struttura comunale.

Qui di seguito ho allegato un esempio di PEG semplice per Responsabili di Servizio e di Supporto. Naturalmente per ogni Responsabile di Servizio e di Supporto deve essere adottato un PEG.

Per comodità ho diviso il PEG generale in tanti PEG in base ai Dirigenti ed ai servizi loro assegnati.

AVVERTENZA: bisogna controllare che la sommatoria della parte contabile di ogni singolo PEG di Servizio e di Supporto corrisponda al totale del Bilancio. Non è raro, infatti, che sfugga l'assegnazione di qualche capitolo/articolo ai vari Responsabili.

COMUNE DI ____________

(Prov. di ___________)

oooOOOooo

Piano Esecutivo di Gestione e della Performance

2017/2019

settore ___________


(Es. Ragioneria, Risorse umane, Tributi)

assessore


-

XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX

RESPONSABILE o Responsabile di Supporto

Dott. xxxxxxxxxx

RIFERIMENTI AL BILANCIO FINANZIARIO

Missione

01

Servizi istituzionali, generali e di gestione

Programmi

03

04

10

-Gestione economica, finanziaria, programmazione, provveditorato

-Gestione delle entrate tributarie e servizi fiscali

- Risorse umane

Allegato n. 01/__ alla delibera G.C. n °______ del________ di approvazione del PEG

INDICE

1

DESCRIZIONE ATTIVITÀ

2

RISORSE UMANE A DISPOSIZIONE

3

RISORSE STRUMENTALI

4

RIEPILOGO OBIETTIVI

5

DESCRIZIONE DEL SINGOLO OBIETTIVO

5.1

Macro azioni necessarie per raggiungere l’obiettivo

5.2

Periodi e percentuale le raggiungimento obiettivo

6

ALLEGATO P.E.G. DEL SETTORE


1 -DESCRIZIONE ATTIVITA’

_____________________________

__________________________--

2 - RISORSE UMANE A DISPOSIZIONE ASSEGNATE

N.O.

Cognome e Nome

Categoria

Profilo professionale

1

2

3

4

3 – RISORSE STRUMENTALI

Qua

n

tità

DESCRIZIONE

OSSERVAZIONI

__________________________

___________________________________

4 -RIEPILOGO DEGLI OBIETTIVI

DESCRIZIONE DEGLI OBIETTIVI

INDICATORE DI RISULTATO

1

2

3

Gli obiettivi sono quelli del piano degli obiettivi del Bilancio di previsione _____ di cui alla delibera G.C. n°____ del __________.

5 DESCRIZIONE SINGOLO OBIETTIVO

N. obiettivo

01


Titolo

Tipo di obiettivo*

Scadenza


Risultato atteso

Indicatore di risultato

Peso

Coinvolgimento altri Dirigenti

DESCRIZIONE DELL'OBIETTIVO

_________________________

_____________________________

5.1 MACRO AZIONI NECESSARIE PER RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO

N

DESCRIZIONE delle AZIONI (sintesi)

FIRMA

Altri Dirigenti

1

2

E’ necessario descrivere anche le azioni alle quali sono interessati altri Responsabili di Procedimento i quali firmano per accettazione.

5.2 PERIODI E PERCENTUALE DI RAGGIUNGIMENTO DELL'OBIETTIVO

ANNI

TRIMESTRI / % RAGGIUNGIMENTO PREVISTA

2017

2018

2019

IL DIRIGENTE RESPONSABILE

__________________________

*Tipologia degli obiettivi (esempi):

Strategici: attuativi dei programmi della Giunta;

gestionali: miglioramento delle attività;

di efficienza: riduzione dei tempi e/o dei costi;

di efficacia: riduzione dei tempi delle risposte;

di qualità: grado di soddisfacimento da parte dei cittadini, degli Amministratori nell'erogazione dei servizi;

innovativi: di modifica a precedenti procedure;

ecc.

RIEPILOGO REGOLE PIU' IMPORTANTI da riportare nella deliberazione della G.M. di approvazione del PEG relative alla gestione.

Il Responsabile del centro di costo (Responsabile del Servizio) ASSICURA L’EROGAZIONE DEI SERVIZI FINALI DELL’ENTE ed ha la responsabilità del controllo dell'utilizzo dei mezzi finanziari e dei risultati raggiunti in rapporto ai costi sostenuti da parte dei Responsabili di Supporto.

il Responsabile di Supporto assume la responsabilità della definizione delle procedure di impiego dei mezzi finanziari e degli atti conseguenti, a beneficio dei centri di costo.

I Responsabili dei Centri di Costo (Responsabili dei Servizi) ed i Responsabili di Supporto hanno la competenza assoluta, nei limiti del P.E.G. e degli obiettivi assegnati ad adottare atti (Determinazioni) che impegnano l’Ente verso l’esterno.

Tutti gli atti di natura discrezionale, in assenza di norme regolamentare, devono essere preceduti dal atto di indirizzo della Giunta.

Gli atti di gestione relativi ad interventi innovativi o di completamento e/o integrazione di precedenti realizzazioni devono essere preceduti da atto di indirizzo della Giunta. In caso di urgenza deve essere informato preventivamEnte l'Assessore di riferimento.

Alla acquisizione di arredamento in genere, suppellettili, automezzi, motomezzi, software, hardware, vestiario ecc., come pure la partecipazione a convegni, manutenzioni, ecc. , se non dettagliatamEnte previsto nel PEG, si può provvedere solo previo atto di indirizzo della Giunta.

IL DIRIGENTE

ALLEGATI

Allegato A al Capitolo 8° "Il PEG"

ESEMPIO di CAPITOLI DI SPESA e di SVILUPPO del P.E.G.

Capitoli/Articoli

Descrizione

CENTRI DI COSTO

Responsabile

di Supporto

(da indicare)

Gestione

Personale

Cultura

Urbanistica

LL.PP.

Ragioneria/

Economato

Responsabili di Servizio dei Centri di Costo

Franco

Ciro

Francesco

Anna

Mario

SPESE CORRENTI

-Stipendi, oneri riflessi, IRAP

110

210

320

110

110

-Compenso per lavoro straordinario

20

30

50

20

20

-Spese per missioni

3

3

3

-Vestiario

12

- corsi di aggiornamento

13

15

20

20

5

-Stampati, registri, cancell.

5

5

5

5

5

-Illuminaz. e riscaldamento

30

20

50

15

10

-Telefono

15

35

20

10

25

-Acqua e fogna

5

4

7

9

8

-Fitti passivi

-manutenzione mobili, macchine ed arredi

2

1

3

2


-spese di gestione automezzi: tassa possesso carburante, manutenzione

10

20

15

5

10


Manutenz ordinaria beni immobili

25

30

10

15

5


SPESE IN CONTO CAPITALE


-acquisto di computers

1

1

2


-acquisto software

5


-manutenz..straordinaria beni immobili

1

2


-Acquisto di mobili ed arredi

1

1


-Acquisto di macchine ed attr. d’Ufficio

2

1


-acquisto automezzi

1

2


-Realizzazione scuola


-Manutenz. straordinaria strade

100


-Realizzazione strade

100


Allegato B- al Capitolo 8°- Il PEG-

ELENCAZIONE di TIPI DI SPESE in CONTO CAPITALE

Art. 3, comma 18 , della L. 24 dicembre 2003 n. 350 (Legge Finanziaria 2004)

18. Ai fini di cui all'articolo 119, sesto comma, della Costituzione, costituiscono investimenti:

a) l'acquisto, la costruzione, la ristrutturazione e la manutenzione straordinaria di beni immobili, costituiti da fabbricati sia residenziali che non residenziali;

b) la costruzione, la demolizione, la ristrutturazione, il recupero e la manutenzione straordinaria di opere e impianti;

c) l'acquisto di impianti, macchinari, attrezzature tecnico-scientifiche, mezzi di trasporto e altri beni mobili ad utilizzo pluriennale;

d) gli oneri per beni immateriali ad utilizzo pluriennale;

e) l'acquisizione di aree, espropri e servitu' onerose;

f) le partecipazioni azionarie e i conferimenti di capitale, nei limiti della facolta' di partecipazione concessa ai singoli enti mutuatari dai rispettivi ordinamenti;

g) i trasferimenti in conto capitale destinati specificamEnte alla realizzazione degli investimenti a cura di un altro Ente od organismo appartenEnte al settore delle pubbliche amministrazioni;

h) i trasferimenti in conto capitale in favore di soggetti concessionari di lavori pubblici o di proprietari o gestori di impianti, di reti o di dotazioni funzionali all'erogazione di servizi pubblici o di soggetti che erogano servizi pubblici, le cui concessioni o contratti di servizio prevedono la retrocessione degli investimenti agli enti committenti alla loro scadenza, anche anticipata. In tale fattispecie rientra l'intervento finanziario a favore del concessionario di cui al comma 2 dell'articolo 19 della legge 11 febbraio 1994, n. 109;

i) gli interventi contenuti in programmi generali relativi a piani urbanistici attuativi, esecutivi, dichiarati di preminEnte interesse regionale aventi finalita' pubblica volti al recupero e alla valorizzazione del territorio.

NORMATIVA ALLEGATA

Allegato 1/Normativa al capitoli 5° - Il Bilancio-

Allegato 4.1al D. Lgs. 118/2011 Punti da 9.1 a 9.11

9. Il Bilancio di previsione finanziario

9.1 Definizione

Il Bilancio di previsione finanziario è il documento nel quale vengono rappresentate contabilmEnte le previsioni di natura finanziaria riferite a ciascun esercizio compreso nell’arco temporale considerato nei Documenti di programmazione dell’Ente (il DEFR regionale e il DUP degli enti locali), attraverso il quale gli organi di governo di un Ente, nell’ambito dell’esercizio della propria funzione di indirizzo e di programmazione, definiscono la distribuzione delle risorse finanziarie tra i programmi e le attività che l’amministrazione deve realizzare, in coerenza con quanto previsto nel documento di programmazione.

Il Bilancio di previsione finanziario è almeno triennale. Le previsioni riguardanti il primo esercizio costituiscono il Bilancio di previsione finanziario annuale (al tesoriere sono trasmesse solo le informazioni relative al Bilancio annuale, costituite dai residui alla data di avvio dell’esercizio e dagli stanziamenti relativi al primo esercizio, completi delle articolazioni previste nello schema di Bilancio).

Il Bilancio di previsione finanziario svolge le seguenti finalità:

politico-amministrative in quanto consEnte l’esercizio delle prerogative di indirizzo e di controllo che gli organi di governance esercitano sull’organo esecutivo ed è lo strumento fondamentale per la gestione amministrativa nel corso dell’esercizio;

di programmazione finanziaria poiché descrive finanziariamEnte le informazioni necessarie a sostenere le amministrazioni pubbliche nel processo di decisione politica, sociale ed economica;

di destinazione delle risorse a preventivo attraverso la funzione autorizzatoria, connessa alla natura finanziaria del Bilancio;

di verifica degli equilibri finanziari nel tempo e, in particolare, della copertura delle spese di funzionamento e di investimento programmate. Per le regioni il Bilancio di previsione costituisce sede per il riscontro della copertura finanziaria di nuove o maggiori spese stabilite da leggi della regione a carico di esercizi futuri;

informative in quanto fornisce informazioni agli utilizzatori interni (consiglieri ed Amministratori, Dirigenti, dipendenti, organi di revisione, ecc.) ed esterni (organi di controllo, altri organi pubblici, fornitori e creditori, finanziatori, cittadini, ecc.) in merito ai programmi in corso di realizzazione, nonché in merito all’andamento finanziario della amministrazione.

La classificazione delle spese in missioni, programmi, macroaggregati, capitoli ed eventualmEnte, in articoli, prevista dagli articoli 12, 13 e 14 del decreto legislativo n. 118/2011, è posta in relazione ai livelli di governo cui è attribuita la responsabilità della distribuzione delle risorse.

La funzione politico amministrativa di indirizzo e controllo è svolta dal Consiglio, che la esercita attraverso l’approvazione del Bilancio autorizzatorio per missioni e programmi e titoli, che ripartisce le risorse disponibili tra le funzioni e i programmi.

Nell’ambito della destinazione delle risorse tra le missioni dell’Ente, e nel rispetto di quanto previsto dalla legge e dal documento di programmazione, la funzione di ripartizione delle risorse in considerazione della natura economica della spesa, è svolta:

- nelle regioni dalla Giunta, attraverso la ripartizione delle tipologie di entrata in categorie, e dei programmi in macroaggregati e dalla Giunta o dal Segretario generale (secondo quanto previsto dal regolamento di contabilità), attraverso la ripartizione delle tipologie e dei macroaggregati in capitoli ed eventualmEnte in articoli. Tale documenti costituiscono il Documento Tecnico di accompagnamento al Bilancio e il Bilancio finanziario gestionale;

- negli enti locali dalla Giunta, attraverso la ripartizione delle tipologie di entrata in categorie, capitoli ed eventualmEnte in articoli e dei programmi di spesa in macroaggregati, capitoli ed eventualmEnte in articoli. Tale documento costituisce il piano esecutivo di gestione.

Attraverso il Bilancio finanziario gestionale delle regioni e il PEG degli enti locali, si provvede anche ad attribuire ai titolari dei centri di responsabilità amministrativa le risorse necessarie al raggiungimento degli obiettivi assegnati. Per gli enti locali il PEG costituisce anche il fondamentale strumento di determinazione degli obiettivi di gestione e di affidamento degli stessi, unitamEnte alle dotazioni necessarie, ai responsabili dei programmi previsti nel Bilancio.

Nel rispetto del principio contabile generale n. 1 dell’annualità del Bilancio l’ordinamento prevede l’impiego del metodo scorrevole nella redazione del Bilancio di previsione finanziario. Pertanto, ogni anno risulta necessario aggiornare il Bilancio di previsione:

- con l’inserimento delle previsioni relative ad un ulteriore esercizio;

- adeguando le previsioni relative a tutti gli esercizi considerati nel Bilancio, in considerazione delle indicazioni del documento di programmazione aggiornato, dei risultati presunti della gestione dell’esercizio precedEnte, anche con riferimento agli impegni già assunti, all’evoluzione normativa;

- con l’indicazione, per tutti i programmi di spesa considerati in ciascuno degli esercizi in cui il Bilancio è articolato, degli “impegni già assunti” alla data di elaborazione del documento.

9.2 La procedura di approvazione del Bilancio di previsione delle regioni (eliminato)

9.3 La procedura di approvazione del Bilancio di previsione degli enti locali

Entro il 15 novembre di ogni anno la Giunta approva lo schema della delibera di approvazione del Bilancio di previsione finanziario relativa almeno al triennio successivo, da sottoporre all’approvazione del Consiglio. UnitamEnte allo schema di delibera di approvazione del Bilancio, la Giunta trasmette, a titolo conoscitivo, anche la proposta di articolazione delle tipologie in categorie e dei programmi in macroaggregati;

In caso di variazioni del quadro normativo di riferimento la Giunta aggiorna lo schema di delibera di Bilancio di previsione in corso di approvazione, unitamEnte al Documento di programmazione.

Entro il 31 dicembre di ciascun anno il Consiglio approva il Bilancio di previsione riguardante le previsioni di entrata e di spesa riguardanti almeno il triennio successivo.

Il Bilancio comprende le previsioni di competenza e di cassa del primo esercizio del periodo considerato e le previsioni di competenza degli esercizi successivi ed è redatto, secondo gli schemi previsti dall’allegato 9 del presEnte decreto, i relativi riepiloghi, i prospetti riguardanti il quadro generale riassuntivo e gli equilibri di Bilancio, e i seguenti allegati:

a)il prospetto esplicativo del presunto risultato di amministrazione;

b)il prospetto concernEnte la composizione, per missioni e programmi, del fondo pluriennale vincolato;

c)il prospetto concernEnte la composizione del fondo crediti di dubbia esigibilità;

d)il prospetto dimostrativo del rispetto dei vincoli di indebitamento;

e) il prospetto delle spese previste per l’utilizzo di contributi e trasferimenti da parte di organismi comunitari e internazionali, per ciascuno degli anni considerati nel Bilancio di previsione;

f)il prospetto delle spese previste per lo svolgimento delle funzioni delegate dalle regioni per ciascuno degli anni considerati nel Bilancio di previsione;

g)il rendiconto di gestione e il Bilancio consolidato deliberati e relativi al penultimo esercizio antecedEnte quello cui si riferisce il Bilancio di previsione, se non integralmEnte pubblicati nel sito internet dell’Ente Locale;

h)le risultanze dei rendiconti e dei bilanci consolidati delle unioni di comuni e dei soggetti considerate nel gruppo “amministrazione pubblica” di cui al principio applicato del Bilancio consolidato allegato al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modificazioni e integrazioni, relativi al penultimo esercizio antecedEnte quello cui il Bilancio si riferisce. Se tali documenti contabili sono integralmEnte pubblicati nei siti internet degli enti, ne è allegato l’elenco con l’indicazione dei relativi siti web istituzionali;

i) la deliberazione, da adottarsi annualmEnte prima dell'approvazione del Bilancio, con la quale i comuni verificano la quantità e qualità di aree e fabbricati da destinarsi alla residenza, alle attività produttive e terziarie - ai sensi delle leggi 18 aprile 1962, n. 167, 22 ottobre 1971, n. 865, e 5 agosto 1978, n. 457, - che potranno essere ceduti in proprietà od in diritto di superficie; con la stessa deliberazione i comuni stabiliscono il prezzo di cessione per ciascun tipo di area o di fabbricato;

j)le deliberazioni con le quali sono determinati, per l'esercizio successivo, le tariffe, le aliquote d'imposta e le eventuali maggiori detrazioni, le variazioni dei limiti di reddito per i tributi locali e per i servizi locali, nonché, per i servizi a domanda individuale, i tassi di copertura in percentuale del costo di gestione dei servizi stessi;

k)la tabella relativa ai parametri di riscontro della situazione di deficitarietà strutturale prevista dalle disposizioni vigenti in materia;

l)il prospetto della concordanza tra Bilancio di previsione e obiettivo programmatico del patto di stabilità interno

m)la nota integrativa;

n)la relazione del collegio dei revisori dei conti.

ContestualmEnte all’approvazione del Bilancio da parte del Consiglio, la Giunta approva la ripartizione delle tipologie in categorie, capitoli e, eventualmEnte, in articoli, e dei programmi in macroaggregati, capitoli e, eventualmEnte, in articoli, per ciascuno degli esercizi considerati nel Bilancio, che costituisce il Piano esecutivo di gestione, cui è allegato il prospetto concernEnte la ripartizione delle tipologie in categorie e dei programmi in macroaggregati.

Per “contestualmEnte” si intende la prima seduta di Giunta successiva all’approvazione del Bilancio da parte del Consiglio.

I capitoli e gli eventuali articoli sono raccordati al quarto livello del piano dei conti finanziario.

Il Bilancio di previsione finanziario e il PEG sono pubblicati contestualmEnte nel sito internet dell’Ente. Nel sito internet dell’Ente sono pubblicate anche le variazioni del Bilancio di previsione, il Bilancio di previsione assestato e il piano esecutivo di gestione assestato.

Il sistema informativo dell’Ente garantisce l’invio alla banca dati unitaria di cui all’articolo 13 della legge n. 196 del 2009, del Bilancio di previsione finanziario, completo di allegati, unitamEnte alle previsioni del documento tecnico di accompagnamento e delle previsioni del Bilancio gestionale aggregate secondo l’articolazione del piano dei conti di quarto livello. Tali documenti sono pubblicati anche nel sito internet della regione.

9.4. La struttura del Bilancio di previsione finanziario

Il Bilancio di previsione espone separatamEnte l'andamento delle entrate e delle spese riferite ad un orizzonte temporale di almeno un triennio, definito in base alla legislazione statale e regionale vigEnte e al documento di programmazione dell’Ente, ed è elaborato in termini di competenza finanziaria e di cassa con riferimento al primo esercizio e in termini di competenza finanziaria per gli esercizi successivi.

Le entrate del Bilancio di previsione sono classificate in titoli e tipologie, secondo le modalità individuate dal glossario del piano dei conti per le voci corrispondenti.

Le spese del Bilancio di previsione sono classificate in missioni e programmi secondo le modalità individuate dal glossario delle missioni e dei programmi.

I titoli e le tipologie, le missioni e i programmi che presentano importi pari a 0 possono non essere indicati nel Bilancio. In ogni caso, il sistema informativo contabile dell’Ente deve essere in grado di trasmettere in via telematica il Bilancio, completo anche che delle previsioni degli importi presentano valori pari a 0 alla banca dati unitaria delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 13 della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

I programmi di spesa sono articolati nei seguenti titoli di spesa che, se presentano importo pari a 0, possono non essere indicati nel Bilancio:

TITOLO 1

SPESE CORRENTI

TITOLO 2

SPESE IN CONTO CAPITALE

TITOLO 3

SPESE PER INCREMENTO DI ATTIVITA' FINANZIARIE

TITOLO 4

RIMBORSO DI PRESTITI.

Solo per la missione 60 “Anticipazioni finanziarie” e per la missione 99 “Servizi per conto terzi”, possono essere previsti anche i seguenti titoli:

TITOLO 5

CHIUSURA ANTICIPAZIONI DA ISTITUTO TESORIERE/CASSIERE

TITOLO 7

SPESE PER CONTO TERZI E PARTITE DI GIRO.

Per ciascuna unità di voto, costituita dalla tipologia di entrata e dal programma di spesa, il Bilancio di previsione indica:

a)l’ammontare presunto dei residui attivi o passivi alla chiusura dell’esercizio precedEnte a quello del triennio cui il Bilancio si riferisce;

b)l’importo definitivo delle previsioni di competenza e di cassa dell’anno precedEnte il triennio cui si riferisce il Bilancio, risultanti alla data di elaborazione del Bilancio di previsione. Nel Bilancio di previsione riguardante il triennio 2014-2016, gli enti locali non indicano le previsioni definitive di cassa del 2013;

c)l’ammontare delle entrate che si prevede di accertare o delle spese di cui autorizza l’impegno in ciascuno degli esercizi cui il Bilancio si riferisce;

d)l’ammontare delle entrate che si prevede di riscuotere e delle spese di cui si autorizza il pagamento nel primo esercizio del triennio, senza distinzioni tra riscossioni e pagamenti in conto competenza e in conto residui.

Ciascun programma di spesa, distintamEnte per i titoli in cui è articolato, indica:

Øla quota dello stanziamento che corrisponde ad impegni assunti negli esercizi precedenti alla data di elaborazione del Bilancio (la voce “di cui già impegnato”);

Øla quota di stanziamento relativa al fondo pluriennale vincolato, che corrisponde alla somma delle spese che si prevede di impegnare nell’esercizio con imputazione agli esercizi successivi o delle spese che sono già state impegnate negli esercizi precedenti con imputazione agli esercizi successivi, la cui copertura è costituita da entrate che si prevede di accertare nel corso dell’esercizio e dal fondo pluriennale vincolato iscritto tra le entrate.

Le previsioni di competenza finanziaria sono elaborate in coerenza con il principio generale n. 16, e rappresentano le entrate e le spese che si prevede saranno esigibili in ciascuno degli esercizi considerati, anche se la relativa obbligazione è sorta in esercizi precedenti.

L’esigibilità di ciascuna obbligazione è individuata nel rispetto del principio applicato della contabilità finanziaria, di cui all’allegato n. 4.2 al presEnte decreto.

La previsione delle entrate rappresenta quanto l’amministrazione ritiene di poter ragionevolmEnte accertare in ciascun esercizio contemplato nel Bilancio, anche nel rispetto dei principi contabili generali dell’attendibilità e della congruità, e rappresenta contabilmEnte il programma che l’organo di vertice assegna all’organo esecutivo per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie al finanziamento delle spese di funzionamento e di investimento.

Anche le previsioni di spesa sono predisposte nel rispetto dei principi contabili generali della veridicità e della coerenza, tenendo conto dei riflessi finanziari delle decisioni descritte nel documento di programmazione, comprese quelle in corso di realizzazione rappresentate dagli impegni già assunti a seguito di obbligazioni giuridicamEnte perfezionate, esigibili negli esercizi considerati.

Gli stanziamenti di spesa di competenza sono quantificati nella misura necessaria per lo svolgimento delle attività o interventi che sulla base della legislazione vigEnte daranno luogo, ad obbligazioni esigibili negli esercizi considerati nel Bilancio di previsione e sono determinati esclusivamEnte in relazione alle esigenze funzionali ed agli obiettivi concretamEnte perseguibili nel periodo cui si riferisce il Bilancio di previsione finanziario, restando esclusa ogni quantificazione basata sul criterio della spesa storica incrementale.

Particolare attenzione deve essere dedicata alle fonti di finanziamento, come i mutui passivi, che per loro natura incidono sugli equilibri dei bilanci futuri, in termini di spese per interessi passivi e rimborsi di capitale.

Se tutte le entrate e le spese esigibili fossero effettivamEnte riscosse e pagate nell’esercizio, le previsioni di cassa del Bilancio annuale dovrebbero corrispondere alle previsioni di competenza e non si dovrebbero formare residui attivi e passivi.

Considerato che le obbligazioni scadute possono non essere riscosse e pagate, a causa di ritardi nell’esecuzione di quanto dovuto, gli stanziamenti di competenza possono essere diversi dagli stanziamenti di cassa. Gli stanziamenti di cassa comprendono le previsioni di riscossioni e pagamenti in c/residui e sono elaborate in considerazione dei presumibili ritardi nella riscossione e nei pagamenti delle obbligazioni già esigibili.

Al riguardo si ricorda che, a seguito del riaccertamento straordinario dei residui effettuato in attuazione dell’articolo 3, comma 7, del presEnte decreto, i residui sono costituiti solo da obbligazioni giuridiche esigibili.

L’adozione del principio della competenza potenziata, che richiede l’imputazione delle obbligazioni giuridiche all’esercizio in cui le stesse sono esigibili, non consEnte la formazione di residui derivanti “da accantonamenti contabili” di risorse in assenza di obbligazioni giuridiche perfezionate. Nel rispetto del principio della competenza potenziata, l’accantonamento contabile di risorse è effettuato iscrivendo in Bilancio stanziamenti di spesa che non è possibile impegnare e pagare (che pertanto non danno luogo a residui passivi). Le conseguenti economie di spesa danno luogo alla quota “accantonata” del risultato di amministrazione, utilizzabile a seguito del verificarsi degli eventi che hanno determinato la costituzione dell’accantonamento.

Con riferimento a ciascun esercizio considerato nel Bilancio, prima degli stanziamenti riguardanti le entrate, sono iscritte le voci relative al fondo pluriennale vincolato.

L’importo complessivo dei fondi pluriennali iscritti tra le entrate di ciascun esercizio considerato nel Bilancio corrisponde all’importo degli stanziamenti di spesa complessivi dell’esercizio precedEnte riguardanti il fondo pluriennale. Solo con riferimento al primo esercizio l’importo complessivo del fondo pluriennale iscritto tra le entrate può risultare inferiore all’importo dei fondi pluriennali di spesa dell’esercizio precedEnte, nel caso in cui sia possibile stimare o far riferimento, sulla base di dati di preconsuntivo all’importo, riferito al 31 dicembre dell’anno precedEnte al periodo di riferimento del Bilancio di previsione, degli impegni imputati agli esercizi precedenti finanziati dal fondo pluriennale vincolato.

Nel Bilancio di previsione 2014-2016, con riferimento all’esercizio 2014, l’importo complessivo del fondo pluriennale iscritto in entrata è pari a 0 se il Bilancio di previsione è approvato prima del riaccertamento straordinario dei residui previsto dall’articolo 3, comma 7, del presEnte decreto. Se il Bilancio di previsione è approvato successivamente al riaccertamento straordinario dei residui l’importo complessivo del fondo pluriennale iscritto in entrata è pari alla differenza, se positiva, tra i residui passivi al 31 dicembre 2013 cancellati e reimputati agli esercizi successivi e i residui attivi al 31 dicembre 2013 cancellati e reimputati agli esercizi successivi.

Dopo le voci relative al fondo pluriennale vincolato, prima degli stanziamenti riguardanti le entrate, nel primo esercizio considerato nel Bilancio è iscritto l’importo relativo all’eventuale utilizzo dell’avanzo di amministrazione, con indicazione della quota utilizzata prima dell’approvazione del rendiconto. Tale importo corrisponde a quello indicato nell’allegato riguardante il risultato di amministrazione presunto. Le modalità di utilizzo del risultato di amministrazione vincolato sono indicate dal principio applicato della contabilità finanziaria 9.2.

Nel caso in cui in cui il risultato di amministrazione non sia sufficiEnte a comprendere le quote vincolate e accantonate, l’Ente è in disavanzo di amministrazione. Tale disavanzo è iscritto come posta a se stante nel primo esercizio del Bilancio di previsione.

9.5 La funzione autorizzatoria del Bilancio di previsione finanziario

Gli stanziamenti di spesa del Bilancio di previsione finanziario riguardanti gli esercizi finanziari cui il Bilancio si riferisce hanno natura autorizzatoria, costituendo limite agli impegni ed ai pagamenti, con l’esclusione delle previsioni riguardanti i rimborsi delle anticipazioni di tesoreria e le partite di giro/servizi per conto di terzi i cui stanziamenti non comportano limiti alla gestione.

Hanno natura autorizzatoria anche gli stanziamenti di entrata riguardanti le accensione di prestiti.

A seguito di eventi intervenuti successivamente all’approvazione del Bilancio la Giunta, nelle more della necessaria variazione di Bilancio, può limitare la natura autorizzatoria degli stanziamenti di tutti gli esercizi considerati del Bilancio, al solo fine di garantire gli equilibri di Bilancio. Con riferimento a tali stanziamenti non possono essere assunte obbligazioni giuridiche.

Ad esempio, in caso di eventi imprevisti, quale il venir meno o la riduzione dei dividendi o il taglio di trasferimenti a favore dell’Ente, che fanno prevedere un disavanzo della gestione finanziaria, in attesa delle variazioni di Bilancio e delle misure necessarie a ripristinare il pareggio, la Giunta può limitare la natura autorizzatoria degli stanziamenti degli esercizi per i quali si prevede lo squilibrio, non ancora impegnati, al fine di evitare l’assunzione di obbligazioni giuridicamEnte perfezionate che potrebbero irrigidire la gestione ed impedire l’adozione di interventi strutturali di riequilibrio da parte del Consiglio.

Per effetto della natura autorizzatoria attribuita alle previsioni di tutti gli esercizi considerati nel Bilancio:

- possono essere assunte obbligazioni concernenti spese correnti, imputabili anche agli esercizi considerati nel Bilancio di previsione successivi al primo, riguardanti contratti o convenzioni pluriennali o necessarie per garantire la continuità dei servizi connessi con le funzioni fondamentali, nel rispetto di quanto previsto nei documenti di programmazione e fatta salva la costante verifica del mantenimento degli equilibri di Bilancio, anche con riferimento agli esercizi successivi al primo;

- possono essere assunte obbligazioni concernenti spese di investimento imputabili anche agli esercizi considerati nel Bilancio di previsione successivi al primo, a condizione di aver predisposto la copertura finanziaria per l’effettuazione della complessiva spesa dell’investimento dal momento in cui sorge l’obbligazione, anche se la forma di copertura è stata già indicata nell’elenco annuale del piano delle opere pubbliche di cui all’articolo 128 del decreto legislativo n. 163 del 2006. La copertura finanziaria delle spese di investimento è costituita da risorse accertate esigibili nell’esercizio in corso di gestione o la cui esigibilità è nella piena discrezionalità dell’Ente o di altra pubblica amministrazione, dall’utilizzo dell’avanzo di amministrazione o, fino all’esercizio 2015, di una legge di autorizzazione all’indebitamento:

- in caso di esercizio provvisorio la gestione è effettuata sulla base delle autorizzazioni del secondo esercizio dell’ultimo Bilancio di previsione approvato;

- tutti gli esercizi considerati nel Bilancio di previsione possono essere oggetto di provvedimenti di variazione di Bilancio nel corso dell’esercizio, secondo le stesse modalità previste per il primo esercizio. In particolare, le variazioni riguardanti gli accantonamenti al fondo pluriennale vincolato devono essere effettuate anche con riferimento agli stanziamenti relativi agli esercizi successivi al fine di garantire sempre l’equivalenza tra l’importo complessivo degli stanziamenti di spesa riguardanti il fondo pluriennale vincolato e la somma delle due voci riguardanti il fondo pluriennale vincolato iscritte in entrata per ciascun esercizio considerato nel Bilancio. Il fondo pluriennale vincolato di entrata del primo esercizio che corrisponde all’importo definitivo del fondo pluriennale vincolato di spesa risultante dal consuntivo (o dal preconsuntivo nelle more del consuntivo).

9.6 Il Quadro generale riassuntivo della gestione finanziaria

Il quadro generale riassuntivo reca l’esposizione delle previsioni complessive del Bilancio in termini di competenza e di cassa classificate per titoli, ed è costituito da un prospetto a sezioni divise nel quale sono indicate:

a)per le entrate gli importi di cascun titolo, il totale delle entrate finali (costituito dalla somma dei primi 5 titoli), il totale delle entrate (costituito dalla somma di tutti i titoli delle entrate) e il totale complessivo delle entrate (il totale complessivo delle entrate di cassa è costituito dalla somma del totale delle entrate con il fondo di cassa, il totale complessivo delle entrate di competenza è costituito dalla somma del totale delle entrate con il fondo pluriennale vincolato e l’utilizzo del risultato di amministrazione);

b)per le spese gli importi di ciascun titolo di spesa, il totale delle spese finali (costituito dalla somma dei primi tre titoli delle spese), il totale delle spese (costituito dalla somma di tutti i titoli delle spese e il totale complessivo delle spese (il totale complessivo di cassa è sempre uguale al totale delle spese, mentre il totale complessivo di competenza è costituito dalla somma del totale di spesa con l’eventuale disavanzo di amministrazione riportato in Bilancio per la copertura).

Il quadro generale riassuntivo del Bilancio fornisce una visione sintetica e globale dell’intera gestione dell’Ente, relativa alle operazioni di competenza finanziaria dell’esercizio.

Tutte le voci del prospetto devono essere valorizzate, anche se di importo pari a 0.

9.7 La tabella dimostrativa del risultato di amministrazione presunto

La tabella dimostrativa del risultato di amministrazione presunto è un allegato al Bilancio di previsione che evidenzia le risultanze presuntive della gestione dell’esercizio precedEnte a quello cui si riferisce il Bilancio di previsione, e consEnte l’elaborazione di previsioni coerenti con tali risultati. In particolare, la tabella dimostrativa del risultato di amministrazione presunto consEnte di verificare l’esistenza di un eventuale disavanzo e di provvedere alla relativa copertura.

La prima parte del prospetto consEnte di determinare l’importo del risultato di amministrazione per approssimazioni successive, attraverso:

a)l’indicazione del risultato di amministrazione iniziale dell'esercizio precedEnte a quello cui si riferisce il Bilancio, che costituisce un dato certo, determinato dall’ultimo consuntivo approvato;

b) il calcolo del risultato di amministrazione dell’esercizio precedEnte a quello cui si riferisce il Bilancio alla data in cui si predispone lo schema di Bilancio, determinato sulla base delle registrazioni contabili alla data di elaborazione dello schema di Bilancio;

c)la stima degli impegni e degli accertamenti che si prevede di registrare nel resto dell’esercizio in corso, e delle variazioni dei residui attivi e passivi che si prevede di effettuare in sede di riaccertamento. Sulla base di tali dati e dell’importo del fondo pluriennale vincolato di spesa definitivamente stanziato in spesa dell’esercizio precedEnte (se il Bilancio di previsione è predisposto nel corso dell’esercizio cui si riferisce, si fa riferimento all’importo del fondo pluriennale cui corrispondono impegni imputati agli esercizi successivi, determinato sulla base del preconsuntivo), si determina il risultato di amministrazione presunto dell’esercizio precedEnte a quello cui si riferisce il Bilancio di previsione.

Se il Bilancio di previsione è approvato successivamente alla data del 31 dicembre dell’esercizio precedEnte, la parte di cui alla lettera c) è compilata solo per la voce relativa al fondo pluriennale vincolato formatosi nell’esercizio precedEnte a quello cui si riferisce il Bilancio di previsione

La seconda parte del prospetto rappresenta la composizione del risultato di amministrazione presunto al 31 dicembre dell’esercizio precedEnte a quello cui si riferisce il Bilancio di previsione, costituita:

1)della quota vincolata del risultato di amministrazione del periodo precedEnte, precisando a quali vincoli si fa riferimento, secondo la classificazione prevista dal principio applicato 9.2. L’elenco analitico dei vincoli è riportato nella nota integrativa, distinguendo i vincoli derivanti dalla legge e dai principi contabili, dai trasferimenti, da mutui e altri finanziamenti, vincoli formalmEnte attribuiti dall’Ente;

2)dalla quota del risultato di amministrazione accantonata. Gli accantonamenti dell’avanzo sono il fondo crediti di dubbia esigibilità, l’accantonamento per i residui perenti (solo per le regioni) e altri eventuali accantonamenti per passività potenziali;

3)dalla quota del risultato di amministrazione destinata agli investimenti. I fondi destinati a investimento sono costituiti dalle entrate in c/capitale senza vincoli di specifica destinazione che ancora non hanno finanziato spese di investimento, utilizzabili solo a seguito dell’approvazione del rendiconto;

4)l’eventuale quota libera dell’avanzo di amministrazione presunto utilizzabile solo a seguito dell’approvazione del rendiconto, quando ne sia dimostrata la sua effettiva consistenza e, quindi, nella misura in cui l’avanzo risulti effettivamEnte realizzato. Nel caso in cui l’importo della quota libera risulti negativo, si è in presenza di un disavanzo di amministrazione, da recuperare secondo le modalità previste nel principio n. 9.2 della contabilità finanziaria.

La terza parte del prospetto indica l’importo della quota vincolata del risultato presunto di amministrazione applicata al primo esercizio del Bilancio di previsione finanziario. Al riguardo si rinvia al principio applicato 9.2 riguardante il risultato di amministrazione. L’elenco analitico dei vincoli utilizzati e degli accantonamenti impiegati è riportato nella nota integrativa, distinguendo gli utilizzi dei vincoli derivanti dalla legge e dai principi contabili, dai trasferimenti, da mutui e altri finanziamenti, vincoli formalmEnte attribuiti dall’Ente.

9.8 Il prospetto concernEnte la composizione, per missioni e programmi, del fondo pluriennale vincolato

Al Bilancio di previsione sono allegati almeno tre prospetti concernenti la composizione del fondo pluriennale vincolato, predisposti con riferimento a ciascun esercizio considerato nel Bilancio di previsione.

Al riguardo è importate ricordare che il fondo pluriennale vincolato è cumulato, in quanto l’importo iscritto in entrata in ciascun esercizio riporta tutte le risorse rinviate dagli esercizi precedenti, sia quelle relative agli impegni imputati all’esercizio cui si riferisce il Bilancio, sia quelle relative agli esercizi successivi.

Trattandosi di un dato cumulato, il fondo consEnte di rappresentare contabilmEnte con trasparenza e attendibilità:

a)la distanza temporale intercorrEnte tra l’acquisizione delle risorse ed il loro effettivo impiego, evidenziando, nel caso in cui le risorse siano costituite da prestiti, il fenomeno, purtroppo frequEnte presso gli enti locali, dell’acquisizione di liquidità vincolata destinata a restare inutilizzata anche per periodi di tempo lunghi, nonostante comportino rilevanti oneri finanziari;

b)il procedimento di programmazione e realizzazione delle spese pubbliche che impiegano risorse acquisite anticipatamEnte dall’Ente e richiedono un periodo di tempo ultrannuale di attuazione, evidenziando anche i tempi di impiego delle risorse acquisite per la realizzazione di interventi pluriennali, (si pensi alla indispensabilità di tale previsione nel caso di indebitamento o di utilizzo di trasferimenti da altri livelli di governo).

Con riferimento all’esercizio per il quale è predisposto, ciascun prospetto evidenzia:

a)l’articolazione per missioni e programmi del fondo iscritto in entrata del Bilancio dell’esercizio cui il prospetto si riferisce (nell’entrata del Bilancio il fondo è articolato in due sole voci, riguardanti la parte corrEnte e la parte in conto capitale);

b)la quota del fondo di cui alla lettera a), destinato a dare copertura agli impegni assunti negli esercizi precedenti e imputati all’esercizio cui il prospetto si riferisce, in modo da definire, per differenza, l’importo del fondo proveniEnte dal passato destinato ad essere rinviato agli esercizi successivi;

c)la quota del fondo pluriennale che si prevede di accantonare nel corso dell’esercizio cui il prospetto si riferisce, rappresentata dall’ammontare degli impegni imputati agli esercizi successivi che si prevede di assumere nel corso dell’esercizio finanziati con risorse accertate nell’esercizio. Nei prospetti riguardanti gli esercizi successivi, tale parte del prospetto può non essere compilata. Nei prospetti degli esercizi successivi al primo, la mancata compilazione di tali colonne presuppone che l’Ente prevede di assumere accertamenti e impegni con imputazione agli esercizi successivi solo nel primo esercizio considerato nel Bilancio e non anche negli esercizi successivi.

La prima colonna del prospetto indica la ripartizione tra i programmi di spesa del fondo pluriennale vincolato proveniEnte dagli esercizi precedenti. Il totale di tale colonna, corrisponde alla somma delle due voci iscritte in entrata del Bilancio di previsione, riguardanti il fondo pluriennale vincolato (di parte corrEnte e in conto capitale).

Nel prospetto concernEnte la composizione del fondo pluriennale vincolato del primo esercizio del Bilancio di previsione, gli importi della prima colonna rappresentano la previsione dell’importo che, per ciascun programma, il fondo pluriennale vincolato avrà nel rendiconto della gestione dell’esercizio precedEnte. Tale importo non dovrebbe essere superiore agli stanziamenti di spesa riguardanti il fondo pluriennale del Bilancio dell’esercizio precedEnte, in quanto, se nel corso dell’esercizio gli impegni sono imputati correttamEnte, il fondo non dovrebbe essere oggetto di significativi incrementi in occasione del riaccertamento ordinario dei residui.

Se il Bilancio di previsione è approvato dopo il 31 dicembre, nella prima colonna sono indicati gli importi che, per ciascun programma, risultano indicati nelle voci di spesa riguardanti il fondo pluriennale vincolato nel consuntivo (o nel preconsuntivo) dell’esercizio precedEnte.

Come evidenziato nel paragrafo 9.4 del presEnte principio, nel Bilancio di previsione 2015-2017, con riferimento all’esercizio 2015, l’importo complessivo del fondo pluriennale iscritto in entrata è pari a 0 se il Bilancio di previsione è approvato prima del riaccertamento straordinario dei residui previsto dall’articolo 3, comma 7, del presEnte decreto. Se il Bilancio di previsione è approvato successivamente al riaccertamento straordinario dei residui l’importo complessivo del fondo pluriennale iscritto in entrata è pari alla differenza, se positiva, tra i residui passivi al 31 dicembre 2014 cancellati e reimputati agli esercizi successivi e i residui attivi al 31 dicembre 2014 cancellati e reimputati agli esercizi successivi. Al fine della ripartizione di tale importo nella prima colonna del prospetto concernEnte la composizione, per missioni e programmi, del fondo pluriennale vincolato 2015 è necessario fare riferimento agli stanziamenti corrispondenti a quelli in cui, nell’esercizio 2015 e negli esercizi successivi, sono stati reimputati gli impegni cancellati dall’elenco dei residui passivi al 31 dicembre 2014, esclusi quelli finanziati dagli accertamenti vincolati cancellati dall’elenco dei residui attivi al 31 dicembre 2014 e re imputati (in quanto per tali impegni non si forma il fondo pluriennale vincolato). A fronte di ogni impegno reimputato non finanziato da entrate riaccertate e reimputate, deve essere valorizzato l’importo del fondo nella prima colonna del prospetto.

Nel prospetto concernEnte la composizione del fondo pluriennale vincolato, gli importi della prima colonna corrispondono a quelli dell’ultima colonna del prospetto relativo all’esercizio precedEnte, al netto della colonna “imputazione ancora non definita”.

La seconda colonna del prospetto indica la quota del fondo iscritta in entrata costituita dalle “Spese impegnate negli esercizi precedenti con copertura costituita dal fondo pluriennale vincolato e imputate all'esercizio N”.

Al fine di garantire una corretta gestione del fondo pluriennale vincolato è fondamentale che il sistema informativo contabile dell’Ente sia in grado di individuare, per ciascun programma, gli impegni finanziati dal fondo pluriennale vincolato, distinguendoli per esercizio di imputazione. Tra le tecniche che è possibile adottare, la più semplice è una sorta di estensione delle procedure previste per la “prenotazione della spesa”, che prevede, all’avvio delle procedure di spesa riguardanti un particolare programma, la prenotazione sia dello stanziamento del fondo pluriennale in corso di esercizio sia degli stanziamenti di spesa degli esercizi successivi. A seguito della formalizzazione dell’obbligazione, gli stanziamenti di spesa sono impegnati e la prenotazione del fondo pluriennale è confermata con l’iscrizione degli estremi dell’impegno (importo, numero e data dell’impegno, esercizio di imputazione).

In tal modo risulta possibile:

Ø ai fini della predisposizione del consuntivo, distinguere la quota del fondo che è stata effettivamEnte utilizzata, dalle quote non utilizzate che costituiscono economia di spesa e confluiscono nel risultato di amministrazione;

Ø ai fini della predisposizione del Bilancio di previsione, distinguere la parte del fondo proveniEnte dall’esercizio precedEnte destinata a dare copertura agli impegni assunti negli esercizi precedenti ed imputati all’esercizio cui si riferisce il Bilancio, dalla parte del fondo destinata a dare copertura agli impegni assunti negli esercizi precedenti con imputazione agli esercizi successivi. Tale seconda quota del fondo deve essere ristanziata nella spesa del Bilancio di previsione dell’esercizio successivo. Ad essa deve essere agGiunta un’ulteriore quota derivante dalla gestione dell’esercizio;

Ø garantire l’aggiornamento delle scritture riguardanti il fondo, attraverso il ribaltamento, all’inizio di ciascun esercizio, di tutte le informazioni riguardanti gli impegni correlati alla quota del fondo di cui alla lettera b) ristanziata in Bilancio.

Al fine di determinare gli importi da iscrivere nella seconda colonna del prospetto riguardante la composizione del fondo del primo esercizio considerato nel Bilancio di previsione, se il Bilancio è approvato prima del 31 dicembre è necessario considerare:

a)gli impegni assunti negli esercizi precedenti già rendicontati, imputati agli esercizi successivi a quello cui si riferisce il prospetto e finanziati con il fondo pluriennale vincolato, oggettivamEnte determinabili;

b)gli impegni assunti nel corso dell’esercizio precedEnte a quello cui si riferisce il prospetto, imputati agli esercizi successivi a quelli cui si riferisce il prospetto e finanziati con il fondo pluriennale vincolato, oggettivamEnte determinabili;

c)gli impegni che si prevede di assumere nel resto dell’esercizio in corso con imputazione agli esercizi successivi a quelli cui si riferisce il prospetto e finanziati con il fondo pluriennale vincolato.

Se il Bilancio di previsione è approvato dopo il 31 dicembre, gli importi da iscrivere nella seconda colonna del prospetto riguardante la composizione del fondo del primo esercizio considerato nel Bilancio di previsione, sono determinati sulla base dei dati di consuntivo e di preconsuntivo anche con riferimento alla lettera c).

La seconda colonna dei prospetti riguardanti la composizione del fondo degli esercizi successivi considerati nel Bilancio di previsione è compilata con le stesse modalità indicate per il prospetto relativo al primo esercizio, indicate nell’ipotesi di Bilancio approvato prima del 31 dicembre, considerando anche gli impegni che si prevede di assumere negli esercizi successivi con imputazione all’esercizio cui il prospetto si riferisce.

La terza colonna del prospetto è compilata, per ciascun programma, come differenza tra la prima e la seconda.

Le successive colonne indicano gli impegni che, nel corso dell’esercizio cui si riferisce il prospetto, si prevede di assumere ed imputare a ciascuno degli esercizi successivi, finanziati da entrate vincolate che si prevede di accertare nel corso del medesimo esercizio. Nel prospetto riguardante ciascun esercizio considerato nel Bilancio è possibile accantonare nel fondo pluriennale vincolato le risorse riguardanti investimenti in corso di definizione che si prevede di avviare nel corso di tale esercizio, per i quali non è possibile prevedere gli esercizi di imputazione delle relative spese.

Considerato che la programmazione e la previsione delle opere pubbliche è fondata sul Programma triennale delle opere pubbliche e sul relativo elenco annuale, che richiedono, tra l’altro, la formulazione del cronoprogramma (previsione dei SAL) relativo agli interventi di investimento programmati, l’eventuale previsione di investimenti non ancora definiti deve essere adeguatamEnte motivata nella nota integrativa, indicando le cause che non hanno reso ancora possibile porre in essere la programmazione necessaria alla definizione del cronoprogramma della spesa.

L’ultima colonna indica l’importo complessivo del fondo pluriennale vincolato stanziato nella spesa del Bilancio dell’esercizio cui il prospetto si riferisce, ed è pari alla somma degli importi delle colonne dalla terza alla settima.

9.9 Il prospetto concernEnte la composizione del fondo crediti di dubbia esigibilità

Al Bilancio di previsione sono allegati almeno tre prospetti, concernenti la composizione del fondo crediti di dubbia esigibilità, predisposti con riferimento a ciascun esercizio considerato nel Bilancio di previsione.

Tali allegati, anche per garantire la confrontabilità dei bilanci, rappresentano la composizione del fondo crediti di dubbia esigibilità a livello di tipologie, indipendEntemEnte dal livello di analisi che l’Ente autonomamEnte sceglie per valutare le proprie entrate.

E’ importante ribadire che il prospetto non svolge la funzione di dimostrare la metodologia seguita per calcolare il fondo. Pertanto, le percentuali indicate nella colonna d) non sono quelle individuate per determinare l’ammontare del fondo in applicazione del principio 3.3 della contabilità finanziaria, ma sono il risultato del rapporto tra l’accantonamento effettuato per ciascuna tipologia e l’importo della corrispondEnte tipologia stanziato nel Bilancio di previsione.

In ogni caso, al fine di consentire una valutazione della congruità del fondo, per alcune tipologie di entrata è prevista anche l’indicazione dell’importo della tipologia al netto delle entrate per le quali non è previsto l’obbligo di accantonare risorse nel fondo, quali, ad esempio, i trasferimenti da altre amministrazioni pubbliche.

Con riferimento all’esercizio per il quale è predisposto, il prospetto, nella prima colonna riporta il codice della voce del piano dei conti corrispondEnte alla tipologia considerata e nella seconda colonna riporta la denominazione con l’evidenza delle quote che non richiedono l’accantonamento al fondo, in quanto considerate entrate di sicura esigibilità.

Nella colonna (a) devono essere indicati gli stanziamenti di Bilancio dell’esercizio di riferimento.

Nella colonna (b) deve essere indicato l’accantonamento obbligatorio al fondo determinato, nel rispetto del principio contabile applicato della contabilità finanziaria 3.3.

Nella colonna (c) deve essere indicato l’accantonamento effettivo di Bilancio che non deve essere inferiore all’accantonamento obbligatorio al fondo di cui alla colonna (b) ma può essere superiore per libera scelta prudenziale dell’Ente che deve darne motivazione nella relazione al Bilancio.

L’accantonamento effettivo di Bilancio, come risulta dal totale della colonna (c), deve corrispondere all’importo degli accantonamenti al fondo crediti di dubbia esigibilità stanziati nel Bilancio di previsione nel titolo secondo della spesa (con riferimento alle entrate di dubbia e difficile esazione del titolo quarto) e nel titolo primo (per le altre entrate di dubbia e difficile esazione).

9.10 Il prospetto degli equilibri di Bilancio

Il prospetto degli equilibri di Bilancio consEnte di verificare gli equilibri interni al Bilancio di previsione per ciascuno degli esercizi in cui è articolato.

Infatti, il Bilancio di previsione, oltre ad essere deliberato in pareggio finanziario di competenza tra tutte le entrate e le spese, comprensivo dell’utilizzo dell’avanzo di amministrazione o del recupero del disavanzo di amministrazione e degli utilizzi del fondo pluriennale vincolato, e a garantire un fondo di cassa finale non negativo, deve prevedere:

-l’equilibrio di parte corrEnte in termini di competenza finanziaria tra le spese correnti incrementate dalle spese per trasferimenti in c/capitale e dalle quote di capitale delle rate di ammortamento dei mutui e degli altri prestiti, con l’esclusione dei rimborsi anticipati, e le entrate correnti, costituite dai primi tre titoli dell'entrata, incrementate dai contributi destinati al rimborso dei prestiti, dal fondo pluriennale vincolato di parte corrEnte e dall’utilizzo dell’avanzo di competenza di parte corrEnte. All’equilibrio di parte corrEnte concorrono anche le entrate in conto capitale destinate al finanziamento di spese correnti in base a specifiche disposizioni di legge o dei principi contabili e l’eventuale saldo negativo delle partite finanziarie. Al riguardo si segnala che l’equilibrio delle partite finanziarie, determinato dalle operazioni di acquisto/alienazione di titoli obbligazionari e di concessione/riscossione crediti, a seguito dell’adozione del cd. principio della competenza finanziaria potenziata non è più automaticamEnte garantito. Nel caso di concessioni di crediti o altri incrementi delle attività finanziarie di importo superiore rispetto alle riduzioni di attività finanziarie esigibili nel medesimo esercizio, il saldo negativo deve essere finanziato da risorse correnti. Pertanto, il saldo negativo delle partite finanziarie concorre all’equilibrio di parte corrEnte. Invece, l’eventuale saldo positivo delle attività finanziarie, è destinato al rimborso anticipato dei prestiti e al finanziamento degli investimenti, determinando, per la quota destinata agli investimenti, necessariamEnte un saldo positivo dell’equilibrio di parte corrEnte. Considerato che le concessioni crediti degli enti locali sono costituite solo da anticipazioni di liquidità che, per loro natura sono chiuse entro l’anno, il problema del’equilibrio delle partite finanziarie riguarda soprattutto le regioni che concedono crediti per finanziare investimenti, il cui prospetto degli equilibri dedica un’apposita sezione anche alle partite finanziarie;

- l’equilibrio in conto capitale in termini di competenza finanziaria, tra le spese di investimento e tutte le risorse acquisite per il loro finanziamento, costituite dalle entrate in conto capitale, dall’accensione di prestiti, dal fondo pluriennale vincolato in c/capitale, dall’utilizzo dell’avanzo di competenza in c/capitale, e da quelle risorse di parte corrEnte destinate agli investimenti dalla legge o dai principi contabili. Per le regioni, fino all’esercizio 2015, la copertura degli investimenti è costituita anche dai debiti autorizzati con legge e non contratti.

La definizione degli equilibri di Bilancio è destinata ad essere integrata al fine di dare attuazione alla legge rinforzata n. 243 del 2013 che, a decorrere dal 1° gennaio 2016 per gli enti territoriali, prevede il rispetto di ulteriori equilibri in termini di competenza finanziaria e di cassa.

9.11 La nota integrativa al Bilancio di previsione

9.11.1 La nota integrativa allegata al Bilancio di previsione presenta un contenuto minimo costituito da:

a)i criteri di valutazione adottati per la formulazione delle previsioni, con particolare riferimento agli stanziamenti riguardanti gli accantonamenti per le spese potenziali e al fondo crediti di dubbia esigibilità, dando illustrazione dei crediti per i quali non è previsto l’accantonamento a tale fondo;

b)l’elenco analitico delle quote vincolate e accantonate del risultato di amministrazione presunto al 31 dicembre dell’esercizio precedEnte, distinguendo i vincoli derivanti dalla legge e dai principi contabili, dai trasferimenti, da mutui e altri finanziamenti, vincoli formalmEnte attribuiti dall’Ente;

c) l’elenco analitico degli utilizzi delle quote vincolate e accantonate del risultato di amministrazione presunto, distinguendo i vincoli derivanti dalla legge e dai principi contabili, dai trasferimenti, da mutui e altri finanziamenti, vincoli formalmEnte attribuiti dall’Ente;

d)l’elenco degli interventi programmati per spese di investimento finanziati col ricorso al debito e con le risorse disponibili;

e)nel caso in cui gli stanziamenti riguardanti il fondo pluriennale vincolato comprendono anche investimenti ancora in corso di definizione, le cause che non hanno reso possibile porre in essere la programmazione necessaria alla definizione dei relativi cronoprogrammi;

f)l’elenco delle garanzie principali o sussidiarie prestate dall’Ente a favore di enti e di altri soggetti ai sensi delle leggi vigenti;

g)gli oneri e gli impegni finanziari stimati e stanziati in Bilancio, derivanti da contratti relativi a strumenti finanziari derivati o da contratti di finanziamento che includono una componEnte derivata;

h)l'elenco dei propri enti ed organismi strumentali, precisando che i relativi bilanci consuntivi sono consultabili nel proprio sito internet fermo restando quanto previsto per gli enti locali dall'articolo 172, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;

i)l’elenco delle partecipazioni possedute con l’indicazione della relativa quota percentuale;

j)altre informazioni riguardanti le previsioni, richieste dalla legge o necessarie per l’interpretazione del Bilancio.

9.11.2 La prima parte della nota integrativa riguarda criteri adottati per la determinazione degli stanziamenti di entrata e di spesa di ciascun esercizio finanziario considerato nel Bilancio. Per le entrate una particolare attenzione è dedicata alle previsioni riguardanti le principali imposte e tasse, agli effetti connessi alle disposizioni normative vigenti, con separata indicazione di quelle oggetto di prima applicazione e di quelle recanti esenzioni o riduzioni, con l'indicazione della natura delle agevolazioni, dei soggetti e delle categorie dei beneficiari e degli obiettivi perseguiti.

Per la spesa, relativamEnte al contenuto di ciascun programma di spesa, la nota integrativa illustra i criteri di formulazione delle previsioni, con riguardo, in particolare:

Øalle varie tipologie di spesa e ai relativi riferimenti legislativi, con indicazione dei corrispondenti stanziamenti del Bilancio triennale;

Øagli stanziamenti riguardanti gli accantonamenti ai fondi spese e ai fondi rischi, con particolare riferimento al fondo crediti di dubbia esigibilità.

9.11.3 La nota analizza altresì l’articolazione e la relazione tra le entrate e le spese ricorrenti e quelle non ricorrenti. Al riguardo si ricorda che le entrate sono distinte in ricorrenti e non ricorrenti a seconda se l’acquisizione dell’entrata sia prevista a regime ovvero limitata ad uno o più esercizi, e le spese sono distinte in ricorrEnte e non ricorrEnte, a seconda se la spesa sia prevista a regime o limitata ad uno o più esercizi.

Sono, in ogni caso, da considerarsi non ricorrenti le entrate riguardanti:

a)donazioni, sanatorie, abusi edilizi e sanzioni;

b)condoni;

c)gettiti derivanti dalla lotta all’evasione tributaria;

d)entrate per eventi calamitosi;

e)alienazione di immobilizzazioni;

f)le accensioni di prestiti;

g)i contributi agli investimenti, a meno che non siano espressamEnte definitivi “continuativi” dal provvedimento o dalla norma che ne autorizza l’erogazione.

Sono, in ogni caso, da considerarsi non ricorrenti, le spese riguardanti:

a)le consultazioni elettorali o referendarie locali,

b)i ripiani disavanzi pregressi di aziende e società e gli altri trasferimenti in c/capitale,

c)gli eventi calamitosi,

d)le sEntenze esecutive ed atti equiparati,

e)gli investimenti diretti,

f)i contributi agli investimenti.

9.11.4 Nel caso in cui il Bilancio di previsione preveda l’utilizzo delle quote vincolate del risultato di amministrazione, l’elenco analitico riguardante le quote vincolate e accantonate del risultato di amministrazione presunto al 31 dicembre dell’esercizio precedEnte e i relativi utilizzi è costituito dalla seguEnte tabella.

Al riguardo si ricorda che l’utilizzo delle quote vincolate del risultato di amministrazione è sempre consentito, secondo le modalità di cui al principio applicato 9.2, anche nelle more dell’approvazione del rendiconto della gestione, mentre l’utilizzo delle quote accantonate è ammesso solo a seguito dell’approvazione del rendiconto o sulla base dell’approvazione del prospetto concernEnte il risultato di amministrazione presunto aggiornato sulla base dei dati di preconsuntivo.

1)Elenco analitico delle risorse vincolate rappresentate nel prospetto del risultato di amministrazione presunto.

Cap.

di entrata

Descr.

Capitolo di spesa

Descr.

Risorse vinc.

al

1/1/ N-1

Accertamenti presunti esercizio N-1 (2)

Impegni pres.eserc. N-1

Fondo plur. vinc.

pres.

al 31/12/N-1

Cancellazi.dell'accertamento o eliminaz. del vincolo

Risorse vincolate presunte al 31/12/N-1

Utilizzo risorse vincolate presunte nell'eserc. N

(a)

(b)

(c)

(d)

(e)

(f)=(a) +(b) -( c)-(d)-(e)

(g)

Vincoli derivanti dalla legge

Totale vincoli derivanti dalla legge (l)

0

0

0

0

0

0

Vincoli derivanti da Trasferimenti

Totale vincoli derivanti da trasferimenti (t)

0

0

0

0

0

0

Vincoli derivanti da finanziamenti

Totale vincoli derivanti da finanziamenti (f)

0

0

0

0

0

0

Vincoli formalmEnte attribuiti dall'Ente

Totale vincoli formalmEnte attribuiti dall'Ente (e)

Altri vincoli

Totale altri vincoli (v)

Totale risorse vincolate (1) (l) +(t)+(f)+(e)+(v)

0

0

0

0

0

0

Quota del risultato di amministrrazione accantonata al fondo residui perenti riguardante le spese vincolate (solo per le regioni)

0

Quota del risultato di amministrazione accantonato al fondo crediti di dubbia esigibilità riguardanti le risorse vincolate (3)

Quota del risultato di amministrazione accantonato per altri fondi rischi riguardanti le risorse vincolate

Totale risorse vincolate al netto degli accantonamenti, rappresentato nell'allegato riguardante il risultato di amministrazione presunto

0

(*) Analoga tabella è compresa anche nella relazione della gestione al rendiconto.

(1) Importo immediatamEnte utilizzabile nelle more dell'approvazione del rendiconto. Nel corso dell'esercizio provvisorio è utilizzabile nei limiti di quanto previsto nel principio applicato della contabilità finanziaria.

(2) Nei casi in cui la legge o i principi contabili prevedono che i vincoli sono determinati facendo riferimento all'accertamento al netto del fondo crediti di dubbia esigibilità o al netto di altri fondi, indicare l’accertamento netto vincolato. In tutti gli altri casi indicare l'accertamento complessivo delle entrate vincolate.

3) Non comprende la quota del fondo riguardante accertamenti di cui alla nota 2)

La stessa tabella aggiornata, unitamEnte alle tabelle n. 2) e 3) di seguito riportate:

a)è allegata al prospetto aggiornato riguardante il risultato di amministrazione presunto, predisposto sulla base di dati di preconsuntivo, previsto dal principio applicato della contabilità finanziaria n. 9.1 in caso di utilizzo della quota vincolata del risultato di amministrazione attraverso una variazione di Bilancio nelle more dell’approvazione del rendiconto. Tale prospetto è necessariamEnte approvato entro il 31 gennaio dell’esercizio cui il Bilancio si riferisce, se il Bilancio di previsione prevede l’utilizzo della quota vincolata del risultato di amministrazione;

b)è riportata nella relazione sulla gestione allegata al rendiconto. (eliminando il riferimento alla natura presunta delle voci).

Per vincoli derivanti dalla legge e dai principi contabili si intendono i vincoli previsti dalle legge statali e regionali nei confronti degli enti locali e quelli previsti dalla legge statale nei confronti delle regioni, esclusi i casi in cui la legge dispone un vincolo di destinazione su propri trasferimenti di risorse a favore di terzi, che si configurano come vincoli derivanti da trasferimenti. Esemplificazioni di vincoli derivanti dai principi contabili sono indicati nel principio applicato della contabilità finanziaria 9.2

Con riferimento ai vincoli di destinazione delle entrate derivanti dalle sanzioni per violazioni del codice della strada, nella colonna b) è indicato il totale degli accertamenti delle entrate da sanzioni, dedotto lo stanziamento definitivo al fondo crediti di dubbia esigibilità/fondo svalutazione crediti riguardante tale entrate e gli impegni assunti per il compenso al concessionario;:

Per vincoli derivanti dai trasferimenti si intendono gli specifici vincoli di utilizzo di risorse trasferite per la realizzazione di una determinata spesa. E’ necessario distinguere le entrate vincolate alla realizzazione di una specifica spesa, dalle entrate destinate al finanziamento di una generale categoria di spese, quali la spesa sanitaria o la spesa UE. Fermo restando l’obbligo di rispettare sia i vincoli specifici che la destinazione generica delle risorse acquisite, si sottolinea che la disciplina prevista per l’utilizzo delle quote vincolate del risultato di amministrazione non riguarda le cd. risorse destinate.

Per vincoli derivanti da mutui e altri finanziamenti si intendono tutti i debiti contratti dall’Ente, vincolati alla realizzazione di specifici investimenti, salvo i mutui contratti dalle regioni a fronte di disavanzo da indebitamento autorizzato con legge non ancora accertato;

Per vincoli formalmEnte attribuiti dall’Ente si intendono quelli previsti dal principio applicato 9.2, derivanti da “entrate straordinarie, non aventi natura ricorrEnte, accertate e riscosse cui l’amministrazione ha formalmEnte attribuito una specifica destinazione. E’ possibile attribuire un vincolo di destinazione alle entrate straordinarie non aventi natura ricorrEnte solo se l’Ente non ha rinviato la copertura del disavanzo di amministrazione negli esercizi successivi, ha provveduto nel corso dell’esercizio alla copertura di tutti gli eventuali debiti fuori Bilancio (per gli enti locali compresi quelli ai sensi dell’articolo 193 del TUEL, nel caso in cui sia stata accertata, nell’anno in corso e nei due anni precedenti l’assenza dell’ equilibrio generale di Bilancio)”. Con particolare riferimento alle regioni si rappresenta che:

a)le regioni possono attribuire il vincolo di destinazione in caso di disavanzo da indebitamento autorizzato con legge non ancora accertato;

b)i vincoli attribuiti dalla regione con propria legge regionale, sono considerati “vincoli formalmEnte attribuiti dalla regione e non “vincoli derivanti dalla legge e dai principi contabili”.

Nel Bilancio di previsione 2015, le regioni che hanno ancora residui perenti, aggiungono alla tabella una colonna, prima di quella riguardante l’utilizzo presunto delle risorse vincolate, per rappresentare il “di cui” dell’importo delle risorse vincolate presunte alla data del 31 dicembre N-1, costituito da residui perenti (comprende sia lo stock dei residui mandati in perenzione negli esercizi precedEnte e non ancora reiscritto e una stima degli ultimi residui che si prevede di mandare in perenzione in sede di rendiconto 2014).

In caso di esercizio provvisorio e di approvazione del Bilancio di previsione dopo l’approvazione del rendiconto, l’elenco analitico delle risorse accantonate e dei relativi utilizzi è costituito dalla seguEnte tabella:

2)Elenco analitico delle risorse accantonate rappresentate nel prospetto del risultato di amministrazione presunto elaborato sulla base di dati di preconsuntivo(*)

Capitolo di spesa

descrizione

Risorse accantonateal 1/1/ N-1

Utilizzo accantonamenti nell'esercizio N-1

Accantonamenti stanziati nell'esercizio N-1

Risorse accantonate presunte al 31/12/ N-1

(a)

(b)

(c)

(d)=(a)-(b)+( c)

(2)

(2)

Totale

(*) Analoga tabella è compresa anche nella relazione della gestione al rendiconto.

(1)La nota integrativa comprende anche l'elenco dei residui perenti delle regioni, con separata indicazione dei residui perenti a valere di risorse vincolate

(2)Indicare l’utilizzo del fondo che si prevede di effettuare in occasione del riaccertamento ordinario (o straordinario ) dei residui.

3)Analisi delle risorse destinate agli investimenti rappresentate nel prospetto del risultato di amministrazione presunto elaborato sulla base di dati di preconsuntivo (*).

Capitolo di entrata

Descriz.

Capitolo di spesa

Descriz.

Risorse destinate agli investim. al 1/1/ N-1

Accert.

Pres. esercizio N-1

Impegni pres. eserc.N-1

Fondo plurien. vinc.

pres.

al 31/12/N-1

Cancellazione dell'accertam.

Risorse destinate agli investim. al

31/12/ N-1

(a)

(b)

(c)

(d)

(e)

(f)=(a) +(b) -( c)-(d)-(e)

Totale

0

Quota del risultato di amministrrazione accantonata al fondo residui perenti riguardante le spese vincolate (solo per le regioni)

Quota del risultato di amministrazione accantonato al fondo crediti di dubbia esigibilità riguardanti le risorse vincolate (3)

Quota del risultato di amministrazione accantonato per altri fondi rischi riguardanti le risorse vincolate

Totale risorse destinate agli investimenti al netto degli accantonamenti, rappresentato nell'allegato riguardante il risultato di amministrazione presunto

(*) Analoga tabella è compresa anche nella relazione della gestione al rendiconto.

(1) Le risorse destinate agli investimenti costituiscono una componEnte del risultato di amministrazione utilizzabile solo a seguito dell'approvazione del rendiconto dell'esercizio precedEnte.

Con l’esclusione delle regioni, nei primi tre esercizi, a decorrere dal 2015, al fine di consentire l’adeguamento delle procedure informatiche, le tre tabelle riguardanti gli elenchi analitici possono non fare riferimento ai capitoli del Bilancio gestionale (PEG) ma all’oggetto dell’entrata e della spesa (contributi agli investimenti, mutui, entrate da sanzioni al codice della strada, ecc.).

9.11.5 La nota integrativa, con riferimento ai contratti relativi a strumenti finanziari derivati o da contratti di finanziamento che includono una componEnte derivata, deve indicare gli oneri e gli impegni finanziari stimati e stanziati in Bilancio per ciascuna operazione in derivati.

A tal fine, per ciascuna operazione in derivati sono indicate:

a)-informazioni sulla loro entità e sulla loro natura;

b)il loro fair value alla data di predisposizione del Bilancio di previsione, determinato secondo le modalità previste dall’articolo 1, comma 3, del D.Lgs. 30 dicembre 2003, n. 394;

c)il valore nominale e il fair value alla data di predisposizione del Bilancio di previsione, della passività sulla quale insiste il derivato stesso e il relativo tasso di interesse;

d)Gli stanziamenti del Bilancio di previsione relativi ai flussi di entrata e di spesa riguardanti ciascun derivato, relativi agli esercizi considerati nel Bilancio e i criteri di valutazione adottati per l’elaborazione di tali previsioni

e)il tasso costo finale sintetico presunto a carico dell’Ente, calcolato, per ciascun esercizio cui il Bilancio si riferisce, secondo la seguEnte formulazione: (TFSCFS= {[(Interessi su debito sottostante+/- Differenziali swap)*36000] / [(Nominale * 365[1])]}. Gli importi relativi agli interessi e ai differenziali swap sono calcolati facendo riferimento ai stanziamenti iscritti in Bilancio,

Ai fini dell’applicazione del presEnte principio, per la definizione di strumento finanziari derivato si fa riferimento ai principi contabili riconosciuti in ambito interinazionale e compatibili con la disciplina in materia dell’Unione europea.

Aegato 2/Normativa al capitolo 5° "Il Bilancio"

Allegato 13/2 al D.Lgs 118/2011 (previsto dell’art. 15, comma 2)

ELENCO DEI TITOLI, TIPOGIE E CATEGORIE DI ENTRATA DEGLI ENTI LOCALI

(aggiornamenti disposti dal decreto ministeriale del 30 marzo 2016)

Il prospetto sotto descritto riguarda l’elenco delle entrate di Bilancio per titoli, tipologie e categorie con riferimento agli "ENTI LOCALI" nel quale sono stati appunto elencati i codici riportati per titoli (le prime due cifre), tipologie (la terza, la quarta e la quinta cifra) e categorie (le ultime due cifre) nonché la corrispondEnte denominazione.

Classificazione delle entrate degli schemi di Bilancio finanziario

ENTI LOCALI


ELENCO DELLE ENTRATE DI BILANCIO PER TITOLI, TIPOLOGIE E CATEGORIE

TITOLO
TIPOLOGIA
CATEGORIA

DENOMINAZIONE

TITOLO 1

ENTRATE CORRENTI DI NATURA TRIBUTARIA, CONTRIBUTIVA E PEREQUATIVA

1010100

Tipologia 101: Imposte tasse e proventi assimilati

Categorie della Tipologia 101

1010106

Imposta municipale propria

1010108

Imposta comunale sugli immobili (ICI)

1010116

Addizionale comunale IRPEF

1010139

Imposta sulle assicurazioni RC auto

1010140

Imposta di iscrizione al pubblico registro automobilistico (PRA)

1010141

Imposta di soggiorno

1010149

Tasse sulle concessioni comunali

1010150

Tassa di circolazione dei veicoli a motore (tassa automobilistica)

1010151

Tassa smaltimento rifiuti solidi urbani

1010152

Tassa occupazione spazi e aree pubbliche

1010153

Imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni

1010154

Imposta municipale secondaria

1010160

Tributo per l'esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell'ambiEnte

1010161

Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi

1010164

Diritti mattatoi

1010165

Diritti degli Enti provinciali turismo

1010168

Addizionale regionale sui canoni per le utenze di acque pubbliche

1010170

Proventi dei Casinò

1010195

Altre ritenute n.a.c.

1010196

Altre entrate su lotto, lotterie e alre attività di gioco n.a.c.

1010197

Altre accise n.a.c.

1010198

Altre imposte sostitutive n.a.c.

1010199

Altre imposte, tasse e proventi assimilati n.a.c.

1010400

Tipologia 104: Compartecipazioni di tributi

1010405

Compartecipazione IVA ai Comuni

1010406

Compartecipazione IRPEF ai Comuni

1010407

Compartecipazione IRPEF alle Province

1010408

Tributo provinciale deposito in discarica dei rifiuti solidi

1010498

Altre compartecipazioni alle province

1010499

Altre compartecipazioni a comuni

1030100

Tipologia 301: Fondi perequativi da Amministrazioni Centrali

1030101

Fondi perequativi dallo Stato

1030200

Tipologia 302: Fondi perequativi dalla Regione o Provincia autonoma1

1030201

Fondi perequativi dalla Regione o Provincia autonoma

TITOLO 2

TRASFERIMENTI CORRENTI

2010100

Tipologia 101: Trasferimenti correnti da Amministrazioni pubbliche

2010101

Trasferimenti correnti da Amministrazioni Centrali

2010102

Trasferimenti correnti da Amministrazioni Locali

2010103

Trasferimenti correnti da Enti di Previdenza

2010104

Trasferimenti correnti da organismi interni e/o unità locali della amministrazione

2010200

Tipologia 102: Trasferimenti correnti da Famiglie

2010201

Trasferimenti correnti da Famiglie

2010300

Tipologia 103: Trasferimenti correnti da Imprese

2010301

Sponsorizzazioni da imprese

2010302

Altri trasferimenti correnti da imprese

2010400

Tipologia 104: Trasferimenti correnti da Istituzioni Sociali Private

2010401

Trasferimenti correnti da Istituzioni Sociali Private

2010500

Tipologia 105: Trasferimenti correnti dall'Unione Europea e dal Resto del Mondo

2010501

Trasferimenti correnti dall'Unione Europea

2010502

Trasferimenti correnti dal Resto del Mondo

TITOLO 3

ENTRATE EXTRATRIBUTARIE

3010000

Tipologia 100: Vendita di beni e servizi e proventi derivanti dalla gestione dei beni

3010100

Vendita di beni

3010200

Entrate dalla vendita e dall'erogazione di servizi

3010300

Proventi derivanti dalla gestione dei beni

3020000

Tipologia 200: Proventi derivanti dall'attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli illeciti

3020100

Entrate da amministrazioni pubbliche derivanti dall'attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli illeciti

3020200

Entrate da famiglie derivanti dall'attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli illeciti

3020300

Entrate da Imprese derivanti dall'attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli illeciti

3020400

Entrate da Istituzioni Sociali Private derivanti dall'attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli illeciti

3030000

Tipologia 300: Interessi attivi

3030100

Interessi attivi da titoli o finanziamenti a breve termine

3030200

Interessi attivi da titoli obbligazionari a medio - lungo termine

3030300

Altri interessi attivi

3040000

Tipologia 400: Altre entrate da redditi da capitale

3040100

Rendimenti da fondi comuni di investimento

3040200

Entrate derivanti dalla distribuzione di dividendi

3040300

Entrate derivanti dalla distribuzione di utili e avanzi

3049900

Altre entrate da redditi da capitale n.a.c.

3050000

Tipologia 500: Rimborsi e altre entrate correnti

3050100

Indennizzi di assicurazione

3050200

Rimborsi in entrata

3059900

Altre entrate correnti n.a.c.

TITOLO 4

ENTRATE IN CONTO CAPITALE

4010000

Tipologia 100: Tributi in conto capitale

4010100

Imposte da sanatorie e condoni

4010200

Altre imposte in conto capitale

4020000

Tipologia 200: Contributi agli investimenti

4020100

Contributi agli investimenti da amministrazioni pubbliche

4020200

Contributi agli investimenti da Famiglie

4020300

Contributi agli investimenti da Imprese

4020400

Contributi agli investimenti da Istituzioni Sociali Private

4020500

Contributi agli investimenti dall'Unione Europea e dal Resto del Mondo

4020600

Contributi agli investimenti direttamEnte destinati al rimborso di prestiti da amministrazioni pubbliche

4030000

Tipologia 300: Altri trasferimenti in conto capitale

4030100

Trasferimenti in conto capitale per assunzione di debiti dell'amministrazione da parte di amministrazioni pubbliche

4030200

Trasferimenti in conto capitale per assunzione di debiti dell'amministrazione da parte di Imprese

4030300

Trasferimenti in conto capitale per assunzione di debiti dell'amministrazione da parte dell'Unione Europea e del Resto del Mondo

4030400

Trasferimenti in conto capitale da parte di amministrazioni pubbliche per cancellazione di debiti dell'amministrazione

4030500

Trasferimenti in conto capitale da parte di Imprese per cancellazione di debiti dell'amministrazione

4030600

Trasferimenti in conto capitale da parte dell'Unione Europea e Resto del Mondo per cancellazione di debiti dell'amministrazione

4030700

Trasferimenti in conto capitale per ripiano disavanzi pregressi da amministrazioni pubbliche

4030800

Trasferimenti in conto capitale per ripiano disavanzi pregressi da Imprese

4030900

Trasferimenti in conto capitale per ripiano disavanzi pregressi dall'Unione Europea e dal Resto del Mondo

4031000

Altri trasferimenti in conto capitale da amministrazioni pubbliche

4031100

Altri trasferimenti in conto capitale da Famiglie

4031200

Altri trasferimenti in conto capitale da Imprese

4031300

Altri trasferimenti in conto capitale da Istituzioni Sociali Private

4031400

Altri trasferimenti in conto capitale dall'Unione Europea e dal Resto del Mondo

4040000

Tipologia 400: Entrate da alienazione di beni materiali e immateriali

4040100

Alienazione di beni materiali

4040200

Cessione di Terreni e di beni materiali non prodotti

4040300

Alienazione di beni immateriali

4050000

Tipologia 500: Altre entrate in conto capitale

4050200

Entrate derivanti da conferimento immobili a fondi immobiliari

4050300

Entrate in conto capitale dovute a rimborsi, recuperi e restituzioni di somme non dovute o incassate in eccesso

4050400

Altre entrate in conto capitale n.a.c.

TITOLO 5

ENTRATE DA RIDUZIONE DI ATTIVITA' FINANZIARIE

5010000

Tipologia 100: Alienazione di attività finanziarie

5010100

Alienazione di partecipazioni

5010200

Alienazione di quote di fondi comuni di investimento

5010300

Alienazione di titoli obbligazionari a breve termine

5010400

Alienazione di titoli obbligazionari a medio-lungo termine

5020000

Tipologia 200: Riscossione di crediti di breve termine

5020100

Riscossione crediti di breve termine a tasso agevolato da Amministrazioni Pubbliche

5020200

Riscossione crediti di breve termine a tasso agevolato da Famiglie

5020300

Riscossione crediti di breve termine a tasso agevolato da Imprese

5020400

Riscossione crediti di breve termine a tasso agevolato da Istituzioni Sociali Private

5020500

Riscossione crediti di breve termine a tasso agevolato dall'Unione Europea e dal Resto del Mondo

5020600

Riscossione crediti di breve termine a tasso non agevolato da Amministrazione Pubbliche

5020700

Riscossione crediti di breve termine a tasso non agevolato da Famiglie

5020800

Riscossione crediti di breve termine a tasso non agevolato da Imprese

5020900

Riscossione crediti di breve termine a tasso non agevolato da Istituzioni Sociali Private

5021000

Riscossione crediti di breve termine a tasso non agevolato dall'Unione Europea e dal Resto del Mondo

5030000

Tipologia 300: Riscossione crediti di medio-lungo termine

5030100

Riscossione crediti di medio-lungo termine a tasso agevolato da Amministrazioni Pubbliche

5030200

Riscossione crediti di medio-lungo termine a tasso agevolato da Famiglie

5030300

Riscossione crediti di medio-lungo termine a tasso agevolato da Imprese

5030400

Riscossione crediti di medio-lungo termine a tasso agevolato da Istituzioni Sociali Private

5030500

Riscossione crediti di medio-lungo termine a tasso agevolato dall'Unione Europea e dal Resto del Mondo

5030600

Riscossione crediti di medio-lungo termine a tasso non agevolato da Amministrazione Pubbliche

5030700

Riscossione crediti di medio-lungo termine a tasso non agevolato da Famiglie

5030800

Riscossione crediti di medio-lungo termine a tasso non agevolato da Imprese

5030900

Riscossione crediti di medio-lungo termine a tasso non agevolato da Istituzioni Sociali Private

5031000

Riscossione crediti di medio-lungo termine a tasso non agevolato dall'Unione Europea e dal Resto del Mondo

5040000

Tipologia 400: Altre entrate per riduzione di attività finanziarie

5040100

Riduzione di altre attività finanziarie verso Amministrazioni Pubbliche

5040200

Riduzione di altre attività finanziarie verso Famiglie

5040300

Riduzione di altre attività finanziarie verso Imprese

5040400

Riduzione di altre attività finanziarie verso Istituzioni Sociali Private

5040500

Riduzione di altre attività finanziarie verso Unione Europea e Resto del Mondo

5040600

Prelievi dai conti di tesoreria statale diversi dalla Tesoreria Unica

5040700

Prelievi da depositi bancari

5040800

Entrate da derivati di ammortamento

TITOLO 6

ACCENSIONE PRESTITI

6010000

Tipologia 100: Emissione di titoli obbligazionari

6010100

Emissioni titoli obbligazionari a breve termine

6010200

Emissioni titoli obbligazionari a medio-lungo termine

6020000

Tipologia 200: Accensione Prestiti a breve termine

6020100

Finanziamenti a breve termine

6020200

Anticipazioni

6030000

Tipologia 300: Accensione Mutui e altri finanziamenti a medio lungo termine

6030100

Finanziamenti a medio lungo termine

6030200

Accensione prestiti da attualizzazione Contributi Pluriennali

6030300

Accensione prestiti a seguito di escussione di garanzie

6040000

Tipologia 400: Altre forme di indebitamento

6040200

Accensione Prestiti - Leasing finanziario

6040300

Accensione Prestiti - Operazioni di cartolarizzazione

6040400

Accensione Prestiti - Derivati

TITOLO 7

ANTICIPAZIONI DA ISTITUTO TESORIERE/CASSIERE

7010000

Tipologia 100: Anticipazioni da istituto tesoriere/cassiere

7010100

Anticipazioni da istituto tesoriere/cassiere

TITOLO 9

ENTRATE PER CONTO TERZI E PARTITE DI GIRO

9010000

Tipologia 100: Entrate per partite di giro

9010100

Altre ritenute

9010200

Ritenute su redditi da lavoro dipendEnte

9010300

Ritenute su redditi da lavoro autonomo

9010400

Finanziamento della gestione sanitaria dalla gestione ordinaria della Regione

9019900

Altre entrate per partite di giro

9020000

Tipologia 200: Entrate per conto terzi

9020100

Rimborsi per acquisto di beni e servizi per conto terzi

9020200

Trasferimenti da Amministrazioni pubbliche per operazioni conto terzi

9020300

Trasferimenti da altri settori per operazioni conto terzi

9020400

Depositi di/presso terzi

9020500

Riscossione imposte e tributi per conto terzi

9029900

Altre entrate per conto terzi

1Voce agGiunta con il DM 1 dicembre 2015.

Allegato 3/Normativa al capitolo 5° "Il Bilancio"

Allegato 14 al D.Lgs 118/2011 (previsto dall’articolo 14, comma 3-ter

ELENCO DELLE MISSIONI, PROGRAMMI, MACROAGGREGATI E TITOLI DI SPESA

-I Macroaggregati sono riportati alla fine--

Il prospetto sotto descritto riguarda l’elenco delle Missioni e dei Programmi ad esse riferiti con indicazione delle relative descrizioni nonché dei rispettivi codici di riferimento.

MISSIONE

01

Servizi istituzionali, generali e di gestione

0101

Programma

01

Organi istituzionali

0102

Programma

02

Segreteria generale

0103

Programma

03

Gestione economica, finanziaria, programmazione, provveditorato

0104

Programma

04

Gestione delle entrate tributarie e servizi fiscali

0105

Programma

05

Gestione dei beni demaniali e patrimoniali

0106

Programma

06

Ufficio tecnico

0107

Programma

07

Elezioni e consultazioni popolari - Anagrafe e stato civile

0108

Programma

08

Statistica e sistemi informativi

0109

Programma

09

Assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali

0110

Programma

10

Risorse umane

0111

Programma

11

Altri servizi generali

0112

Programma

12

Politica regionale unitaria per i servizi istituzionali, generali e di gestione (solo per le Regioni)

MISSIONE

02

Giustizia

0201

Programma

01

Uffici giudiziari

0202

Programma

02

Casa circondariale e altri servizi

0203

Programma

03

Politica regionale unitaria per la giustizia (solo per le Regioni)

MISSIONE

03

Ordine pubblico e sicurezza

0301

Programma

01

Polizia locale e amministrativa

0302

Programma

02

Sistema integrato di sicurezza urbana

0303

Programma

03

Politica regionale unitaria per la giustizia (solo per le Regioni)

MISSIONE

04

Istruzione e diritto allo studio

0401

Programma

01

Istruzione prescolastica

0402

Programma

02

Altri ordini di istruzione non universitaria[i]

0403

Programma

03

Edilizia scolastica (solo per le Regioni)

0404

Programma

04

Istruzione universitaria

0405

Programma

05

Istruzione tecnica superiore

0406

Programma

06

Servizi ausiliari all’istruzione

0407

Programma

07

Diritto allo studio

0408

Programma

08

Politica regionale unitaria per l'istruzione e il diritto allo studio (solo per le Regioni)

MISSIONE

05

Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali i

0501

Programma

01

Valorizzazione dei beni di interesse storico

0502

Programma

02

Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale

0503

Programma

03

Politica regionale unitaria per la tutela dei beni e delle attività culturali (solo per le Regioni) i

MISSIONE

06

Politiche giovanili, sport e tempo libero

0601

Programma

01

Sport e tempo libero

0602

Programma

02

Giovani

0603

Programma

03

Politica regionale unitaria per i giovani, lo sport e il tempo libero (solo per le Regioni)

MISSIONE

07

Turismo

0701

Programma

01

Sviluppo e la valorizzazione del turismo

0702

Programma

02

Politica regionale unitaria per il turismo (solo per le Regioni)

MISSIONE

08

Assetto del territorio ed edilizia abitativa

0801

Programma

01

Urbanistica e assetto del territorio

0802

Programma

02

Edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia economico-popolare

0803

Programma

03

Politica regionale unitaria per l'assetto del territorio e l'edilizia abitativa (solo per le Regioni)

MISSIONE

09

Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiEnte

0901

Programma

01

Difesa del suolo

0902

Programma

02

Tutela, valorizzazione e recupero ambientale

0903

Programma

03

Rifiuti

0904

Programma

04

Servizio idrico integrato

0905

Programma

05

Aree protette, parchi naturali, protezione naturalistica e forestazione

0906

Programma

06

Tutela e valorizzazione delle risorse idriche

0907

Programma

07

Sviluppo sostenibile territorio montano piccoli Comuni

0908

Programma

08

Qualità dell'aria e riduzione dell'inquinamento

0909

Programma

09

Politica regionale unitaria per lo sviluppo sostenibile e la tutela del territorio e l'ambiEnte (solo per le Regioni) i

MISSIONE

10

Trasporti e diritto alla mobilità

1001

Programma

01

Trasporto ferroviario

1002

Programma

02

Trasporto pubblico locale

1003

Programma

03

Trasporto per vie d'acqua

1004

Programma

04

Altre modalità di trasporto

1005

Programma

05

Viabilità e infrastrutture stradali

1006

Programma

06

Politica regionale unitaria per i trasporti e il diritto alla mobilità (solo per le Regioni)

MISSIONE

11

Soccorso civile

1101

Programma

01

Sistema di protezione civile

1102

Programma

02

Interventi a seguito di calamità naturali

1103

Programma

03

Politica regionale unitaria per il soccorso e la protezione civile (solo per le Regioni)

MISSIONE

12

Diritti sociali, politiche sociali e famiglia

1201

Programma

01

Interventi per l'infanzia e i minori e per asili nido

1202

Programma

02

Interventi per la disabilità

1203

Programma

03

Interventi per gli anziani

1204

Programma

04

Interventi per i soggetti a rischio di esclusione sociale

1205

Programma

05

Interventi per le famiglie

1206

Programma

06

Interventi per il diritto alla casa

1207

Programma

07

Programmazione e governo della rete dei servizi sociosanitari e sociali

1208

Programma

08

Cooperazione e associazionismo

1209

Programma

09

Servizio necroscopico e cimiteriale

1210

Programma

10

Politica regionale unitaria per i diritti sociali e la famiglia (solo per le Regioni)

MISSIONE

13

Tutela della salute

1301

Programma

01

Servizio sanitario regionale - finanziamento ordinario corrEnte per la garanzia dei LEA

1302

Programma

02

Servizio sanitario regionale - finanziamento aggiuntivo corrEnte per livelli di assistenza superiori ai LEA

1303

Programma

03

Servizio sanitario regionale - finanziamento aggiuntivo corrEnte per la copertura dello squilibrio di Bilancio corrEnte

1304

Programma

04

Servizio sanitario regionale - ripiano di disavanzi sanitari relativi ad esercizi pregressi

1305

Programma

05

Servizio sanitario regionale - investimenti sanitari

1306

Programma

06

Servizio sanitario regionale - restituzione maggiori gettiti SSN

1307

Programma

07

Ulteriori spese in materia sanitaria

1308

Programma

08

Politica regionale unitaria per la tutela della salute (solo per le Regioni)

MISSIONE

14

Sviluppo economico e competitività

1401

Programma

01

Industria, PMI e Artigianato

1402

Programma

02

Commercio - reti distributive - tutela dei consumatori

1403

Programma

03

Ricerca e innovazione

1404

Programma

04

Reti e altri servizi di pubblica utilità

1405

Programma

05

Politica regionale unitaria per lo sviluppo economico e la competitività (solo per le Regioni)

MISSIONE

15

Politiche per il lavoro e la formazione professionale

1501

Programma

01

Servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro

1502

Programma

02

Formazione professionale

1503

Programma

03

Sostegno all'occupazione

1504

Programma

04

Politica regionale unitaria per il lavoro e la formazione professionale (solo per le Regioni)

MISSIONE

16

Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca

1601

Programma

01

Sviluppo del settore agricolo e del sistema agroalimentare

1602

Programma

02

Caccia e pesca

1603

Programma

03

Politica regionale unitaria per l'agricoltura, i sistemi agroalimentari, la caccia e la pesca (solo per le Regioni)

MISSIONE

17

Energia e diversificazione delle fonti energetiche

1701

Programma

01

Fonti energetiche

1702

Programma

02

Politica regionale unitaria per l'energia e la diversificazione delle fonti energetiche (solo per le Regioni)

MISSIONE

18

Relazioni con le altre autonomie territoriali e locali

1801

Programma

01

Relazioni finanziarie con le altre autonomie territoriali

1802

Programma

02

Politica regionale unitaria per le relazioni finanziarie con le altre autonomie territoriali (solo per le Regioni)

MISSIONE

19

Relazioni internazionali

1901

Programma

01

Relazioni internazionali e Cooperazione allo sviluppo

1902

Programma

02

Cooperazione territoriale (solo per le Regioni)

MISSIONE

20

Fondi e accantonamenti

2001

Programma

01

Fondo di riserva

2002

Programma

02

Fondo crediti di dubbia esigibilità i

2003

Programma

03

Altri fondi

MISSIONE

50

Debito pubblico

5001

Programma

01

Quota interessi ammortamento mutui e prestiti obbligazionari

5002

Programma

02

Quota capitale ammortamento mutui e prestiti obbligazionari

MISSIONE

60

Anticipazioni finanziarie

6001

Programma

01

Restituzione anticipazioni di tesoreria i

MISSIONE

99

Servizi per conto terzi

9901

Programma

01

Servizi per conto terzi - Partite di giro i

9902

Programma

02

Anticipazioni per il finanziamento del sistema sanitario nazionale i

CLASSIFICAZIONE DELLA SPESA PER TITOLI E MACROAGGREGATI

Il prospetto sotto descritto riguarda la Classificazione della spesa distinta per Titoli e Macroaggregati con indicazione delle relative descrizioni nonché dei rispettivi codici di riferimento, coerenti con le classificazioni del Piano dei conti finanziario.

Classificazione economica della spesa: Titoli e Macroaggregati

TITOLI MACROAGGREGATI

TITOLO 1 Spese correnti

1.1 Redditi da lavoro dipendEnte

1.2 Imposte e tasse a carico dell'Ente

1.3 Acquisto di beni e servizi

1.4 Trasferimenti correnti

1.5 Trasferimenti di tributi (solo per le Regioni) i

1.6 Fondi perequativi (solo per le Regioni) i

1.7 Interessi passivi

1.8 Altre spese per redditi da capitale

1.9 Rimborsi e poste correttive delle entrate

1.10 Altre spese correnti

TITOLO 2 Spese in conto capitale

2.1 Tributi in conto capitale a carico dell'Ente

2.2 Investimenti fissi lordi e acquisto di terreni

2.3 Contributi agli investimenti

2.4 Altri trasferimenti in conto capitale

2.5 Altre spese in conto capitale

TITOLO 3 Spese per incremento attività finanziarie

3.1 Acquisizioni di attività finanziarie

3.2 Concessione crediti di breve termine

3.3 Concessione crediti di medio-lungo termine

3.4 Altre spese per incremento di attività finanziarie

TITOLO 4 Rimborso Prestiti

4.1 Rimborso di titoli obbligazionari

4.2 Rimborso prestiti a breve termine

4.3 i Rimborso mutui e altri finanziamenti a medio lungo termine

4.4 i Rimborso di altre forme di indebitamento

4.5 Fondi per rimborso prestiti (solo per le regioni) [ii]

TITOLO 5 Chiusura Anticipazioni ricevute da istituto tesoriere/cassiere

5.1 Chiusura Anticipazioni ricevute da istituto tesoriere/cassiere

TITOLO 7 Uscite per conto terzi e partite di giro

7.1 Uscite per partite di giro

7.2 Uscite per conto terzi

Allegato 4/Normativa al Capitolo 5° - Il Bilancio

Allegato 1 Allegato al D.Lgs 118/2011 (previsto dall’articolo 3, comma 1)

Principi generali o postulati

1. Principio dell'annualità

2. Principio dell'unità

3. Principio dell'universalità

4. Principio dell'integrità

5. Principio della veridicità, attendibilità, correttezza, e comprensibilità

6. Principio della significatività e rilevanza

7. Principio della flessibilità

8. Principio della congruità

9. Principio della prudenza

10. Principio della coerenza

11. Principio della continuità e della costanza

12. Principio della comparabilità e della verificabilità

13. Principio della neutralità

14. Principio della pubblicità

15. Principio dell'equilibrio di Bilancio

16. Principio della competenza finanziaria

17. Principio della competenza economica

18. Principio della prevalenza della sostanza sulla forma

1. Principio della annualità

I documenti del sistema di Bilancio, sia di previsione sia di rendicontazione, sono predisposti con cadenza annuale e si riferiscono a distinti periodi di gestione coincidenti con l'anno solare. Nella predisposizione dei documenti di Bilancio, le previsioni di ciascun esercizio sono elaborate sulla base di una programmazione di medio periodo, con un orizzonte temporale almeno triennale.

2. Principio dell’unità

La singola amministrazione pubblica è una entità giuridica unica e unitaria, pertanto, deve essere unico e unitario sia il suo Bilancio di previsione, sia il suo rendiconto e Bilancio d’esercizio.

E’ il complesso unitario delle entrate che finanzia l’amministrazione pubblica e quindi sostiene così la totalità delle sue spese durante la gestione. Le entrate in conto capitale sono destinate esclusivamEnte al finanziamento di spese di investimento.

I documenti contabili non possono essere articolati in maniera tale da destinare alcune fonti di entrata a copertura solo di determinate e specifiche spese, salvo diversa disposizione normativa di disciplina delle entrate vincolate.

3. Principio della universalità

Il sistema di Bilancio ricomprende tutte le finalità e gli obiettivi di gestione, nonché i relativi valori finanziari, economici e patrimoniali riconducibili alla singola amministrazione pubblica, al fine di fornire una rappresentazione veritiera e corretta della complessa attività amministrativa svolta nell’esercizio e degli andamenti dell’amministrazione, anche nell’ottica degli equilibri economico – finanziari del sistema di Bilancio.

Sono incompatibili con il principio dell’universalità le gestioni fuori Bilancio, consistenti in gestioni poste in essere dalla singola amministrazione o da sue articolazioni organizzative – che non abbiano autonomia gestionale – che non transitano nel Bilancio. Le contabilità separate, ove ammesse dalla normativa, devono essere ricondotte al sistema di Bilancio dell’amministrazione entro i termini dell’esercizio.

4. Principio della integrità

Nel Bilancio di previsione e nei documenti di rendicontazione le entrate devono essere iscritte al lordo delle spese sostenute per la riscossione e di altre eventuali spese ad esse connesse e, parimenti, le spese devono essere iscritte al lordo delle correlate entrate, senza compensazioni di partite.

Lo stesso principio si applica a tutti i valori del sistema di Bilancio, quindi anche ai valori economici ed alle grandezze patrimoniali che si ritrovano nel conto economico e nel conto del patrimonio.

5. Principio della veridicità attendibilità, correttezza, e comprensibilità

Il principio della «veridicità» fa esplicito riferimento al principio del true and fair viewche ricerca nei dati contabili di Bilancio la rappresentazione delle reali condizioni delle operazioni di gestione di natura economica, patrimoniale e finanziaria di esercizio.

Il principio della veridicità non si applica solo ai documenti di rendicontazione e alla gestione, ma anche ai documenti di previsione nei quali è da intendersi come rigorosa valutazione dei flussi finanziari (e nel caso anche economici) generati dalle operazioni che si svolgeranno nel futuro periodo di riferimento. Si devono quindi evitare le sottovalutazioni e le sopravalutazioni delle singole poste che invece devono essere valutate secondo una rigorosa analisi di controllo.

Una corretta interpretazione del principio della veridicità richiede anche l’enunciazione degli altri postulati di Bilancio (attendibilità, correttezza e comprensibilità). Il principio di veridicità è quindi da considerarsi un obiettivo a cui tendono i postulati e i principi contabili generali.

Le previsioni e in generale tutte le valutazioni a contenuto economico – finanziario e patrimoniale, devono essere, inoltre, sostenute da accurate analisi di tipo storico e programmatico o, in mancanza, da altri idonei ed obiettivi parametri di riferimento, nonché da fondate aspettative di acquisizione e di

utilizzo delle risorse al fine di rendere attendibili i documenti predisposti (principio dell’attendibilità). Tale principio non è applicabile solo ai documenti contabili di programmazione e previsione, ma anche al rendiconto e al Bilancio d’esercizio, per la redazione dei quali occorre un processo di valutazione. Il principio in argomento di estende ai documenti descrittivi ed accompagnatori. Un’informazione contabile è attendibile se è scevra da errori e distorsioni rilevanti e se gli utilizzatori possono fare affidamento su di essa. L’oggettività degli andamenti storici e dei suddetti parametri di riferimento, ad integrazione di quelli eventualmEnte previsti dalle norme, consEnte di effettuare razionali e significative comparazioni nel tempo e nello spazio e, a parità di altre condizioni, di avvicinarsi alla realtà con un maggior grado di approssimazione.

Il rispetto formale e sostanziale delle norme che disciplinano la redazione dei documenti contabili di programmazione e previsione, di gestione e controllo e di rendicontazione deve, inoltre, caratterizzare la formazione dei citati documenti (principio della correttezza). Infatti, il principio della correttezza si estende anche ai principi contabili generali e applicati che costituiscono i fondamenti e le regole di carattere generale cui deve informarsi l’intero sistema di Bilancio, anche non previste da norme giuridiche, ma che ispirano il buon andamento dei sistemi contabili adottati da ogni specifica amministrazione pubblica. Il principio della correttezza si applica anche alle comunicazioni e ai dati oggetto del monitoraggio da parte delle Istituzioni preposte al governo della finanza pubblica.

Infine, il sistema di Bilancio deve essere comprensibile e deve perciò presentare una chiara classificazione delle voci finanziarie, economiche e patrimoniali (principio della chiarezza o comprensibilità). Il principio della chiarezza o comprensibilità è rafforzativo del principio base della veridicità .Al fine di consentire una rappresentazione chiara dell’attività svolta, le registrazioni contabili ed i documenti di Bilancio adottano il sistema di classificazione previsto dall’ordinamento contabile e finanziario, uniformandosi alle istruzioni dei relativi glossari. L’articolazione del sistema di Bilancio deve essere tale da facilitarne – tra l’altro – la comprensione e permetterne la consultazione rendendo evidenti le informazioni previsionali, gestionali e di rendicontazione in esso contenute. . Il sistema di Bilancio deve essere corredato da una informativa supplementare che faciliti la comprensione e l'intelligibilità dei documenti. L’adozione di una corretta classificazione dei documenti contabili costituisce una condizione necessaria per garantire il corretto monitoraggio e consolidamento dei conti pubblici da parte delle Istituzioni preposte al coordinamento e controllo della finanza pubblica.

Una qualità essenziale delle informazioni contenute nel sistema di Bilancio è che esse siano prontamEnte comprensibili dagli utilizzatori e che abbiano la capacità di garantire sinteticità ed al tempo stesso analiticità delle conoscenze. A tale scopo, si assume che gli utilizzatori possano con la normale diligenza esaminare i dati contabili dei bilanci ed abbiano una ragionevole conoscenza dell’attività svolta dall’amministrazione pubblica considerata e dei sistemi contabili adottati, al fine di ottenere, dagli elementi quantitativi e qualitativi disponibili, chiare e trasparenti informazioni.

I documenti contabili che non rispettano il principio della veridicità e tutti gli altri principi allo stesso collegati, non possono acquisire il parere favorevole da parte degli organi preposti al controllo e alla revisione contabile.

6. Principio della significatività e rilevanza

Per essere utile, un'informazione deve essere significativa per le esigenze informative connesse al processo decisionale degli utilizzatori. L’informazione è qualitativamEnte significativa quando è in grado di influenzare le decisioni degli utilizzatori aiutandoli a valutare gli eventi passati, presenti o futuri, oppure confermando o correggendo valutazioni da loro effettuate precedEntemEnte.

Il procedimento di formazione del sistema di Bilancio implica delle stime o previsioni. Pertanto, la correttezza dei dati di Bilancio non si riferisce soltanto all'esattezza aritmetica, bensì alla ragionevolezza, ed all’applicazione oculata e corretta dei procedimenti di valutazione adottati nella stesura del Bilancio di previsione, del rendiconto e del Bilancio d’esercizio.

Errori, semplificazioni e arrotondamenti sono tecnicamEnte inevitabili e trovano il loro limite nel concetto di rilevanza; essi cioè non devono essere di portata tale da avere un effetto rilevante sui dati del sistema di Bilancio e sul loro significato per i destinatari.

L’effetto deve essere anche valutato ai fini degli equilibri finanziari ed economici del Bilancio di previsione, del rendiconto e del Bilancio d’esercizio.

L’informazione è rilevante se la sua omissione o errata presentazione può influenzare le decisioni degli utilizzatori prese sulla base del sistema di Bilancio. La rilevanza dipende dalla dimensione quantitativa della posta, valutata comparativamEnte con i valori complessivi del sistema di Bilancio, e dall’errore giudicato nelle specifiche circostanze di omissione o errata presentazione.

7. Principio della Flessibilità

Nel sistema del Bilancio di previsione i documenti non debbono essere interpretati come immodificabili, perché questo comporterebbe una rigidità nella gestione che può rivelarsi controproducEnte.

Il principio di flessibilità è volto a trovare all’interno dei documenti contabili di programmazione e previsione di Bilancio la possibilità di fronteggiare gli effetti derivanti dalle circostanze imprevedibili e straordinarie che si possono manifestare durante la gestione, modificando i valori a suo tempo approvati dagli organi di governo.

Per tale finalità la legge disciplina l’utilizzo di strumenti ordinari, come il fondo di riserva, destinati a garantire le risorse da impiegare a copertura delle spese relative a eventi prevedibili e straordinari.

Un eccessivo ricorso agli altri strumenti di flessibilità, quali le variazioni di Bilancio, va visto come fatto negativo, in quanto inficia l’attendibilità del processo di programmazione e rende non credibile il complesso del sistema di Bilancio.

DifferEnte funzione ha la flessibilità dei bilanci in sede gestionale, volta a consentire variazioni compensative tra le missioni e tra programmi conseguenti a provvedimenti di trasferimenti del personale all’interno di ciascuna amministrazione e la rimodulazione delle dotazioni finanziarie interne a ogni programma. Non è consentito l’utilizzo degli stanziamenti in conto capitale per finanziare spese correnti.

Il principio di flessibilità si applica non solo ai valori finanziari contenuti nel Bilancio di previsione su cui transita la funzione autorizzatoria, ma anche ai documenti di programmazione sui quali si fonda la gestione ed il relativo controllo interno.

È necessario che nella relazione illustrativa delle risultanze di esercizio si dia adeguata informazione sul numero, sull’entità e sulle ragioni che hanno portato a variazioni di Bilancio in applicazione del principio e altresì sull’utilizzo degli strumenti ordinari di flessibilità previsti nel Bilancio di previsione.

8. Principio della congruità

La congruità consiste nella verifica dell’adeguatezza dei mezzi disponibili rispetto ai fini stabiliti. Il principio si collega a quello della coerenza, rafforzandone i contenuti di carattere finanziario, economico e patrimoniale, anche nel rispetto degli equilibri di Bilancio.

La congruità delle entrate e delle spese deve essere valutata in relazione agli obiettivi programmati, agli andamenti storici ed al riflesso nel periodo degli impegni pluriennali che sono coerEntemEnte rappresentati nel sistema di Bilancio nelle fasi di previsione e programmazione, di gestione e rendicontazione.

9. Principio della prudenza

Il principio della prudenza si applica sia nei documenti contabili di programmazione e del Bilancio di previsione, sia nel rendiconto e Bilancio d’esercizio.

Nel Bilancio di previsione, più precisamEnte nei documenti sia finanziari sia economici, devono essere iscritte solo le componenti positive che ragionevolmEnte saranno disponibili nel periodo amministrativo considerato, mentre le componenti negative saranno limitate alle sole voci degli impegni sostenibili e direttamEnte collegate alle risorse previste.

Nei documenti contabili di rendicontazione il principio della prudenza comporta che le componenti positive non realizzate non devono essere contabilizzate, mentre tutte le componenti negative devono essere contabilizzate e quindi rendicontate, anche se non sono definitivamente realizzate.

Il principio della prudenza così definito rappresenta uno degli elementi fondamentali del processo formativo delle valutazioni presenti nei documenti contabili del sistema di Bilancio. I suoi eccessi devono però essere evitati perché sono pregiudizievoli al rispetto della rappresentazione veritiera e corretta delle scelte programmatiche e degli andamenti effettivi della gestione e quindi rendono il sistema di Bilancio inattendibile.

Il principio della prudenza non deve condurre all’arbitraria e immotivata riduzione delle previsioni di entrata, proventi e valutazioni del patrimonio, bensì esprimere qualità di giudizi a cui deve informarsi un procedimento valutativo e di formazione dei documenti del sistema di Bilancio che risulti veritiero e corretto. Ciò soprattutto nella ponderazione dei rischi e delle incertezze connessi agli andamenti operativi degli enti e nella logica di assicurare ragionevoli stanziamenti per la continuità dell’ amministrazione.

10. Principio della coerenza

Occorre assicurare un nesso logico e conseguEnte fra la programmazione, la previsione, gli atti di gestione e la rendicontazione generale. La coerenza implica che queste stesse funzioni ed i documenti contabili e non, ad esse collegati, siano strumentali al perseguimento dei medesimi obiettivi. Il nesso logico infatti deve collegare tutti gli atti contabili preventivi, gestionali e consuntivi, siano essi di carattere strettamEnte finanziario, o anche economico e patrimoniale, siano essi descrittivi e quantitativi, di indirizzo politico ed amministrativo, di breve o di lungo termine.

La coerenza interna implica:

- in sede preventiva, che gli strumenti di programmazione pluriennale e annuale siano conseguenti alla pianificazione dell’Ente;

- in sede di gestione, che le decisioni e gli atti non siano in contrasto con gli indirizzi e gli obiettivi indicati negli strumenti di programmazione pluriennale e annuale e non pregiudichino gli equilibri finanziari ed economici;

- in sede di rendicontazione, che sia dimostrato e motivato lo scostamento fra risultati ottenuti e quelli attesi.

La coerenza interna del sistema di Bilancio riguarda anche i criteri particolari di valutazione delle singole poste in conformità ai postulati e principi generali e concerne le strutture e le classificazioni dei conti nel Bilancio di previsione, nel rendiconto e nel Bilancio d’esercizio. Le strutture dei conti devono essere tra loro comparabili non solo da un punto di vista formale ma anche di omogeneità e correttezza negli oggetti di analisi e negli aspetti di contenuto dei fenomeni esaminati.

La coerenza esterna comporta una connessione fra il processo di programmazione, previsione, gestione e rendicontazione dell’amministrazione pubblica, le direttive e le scelte strategiche di altri livelli di governo del sistema pubblico anche secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica.

11. Principio della continuità e della costanza

La valutazione delle poste contabili di Bilancio deve essere fatta nella prospettiva della continuazione delle attività istituzionali per le quali l’amministrazione pubblica è costituita. Il principio della continuità si fonda sulla considerazione che ogni sistema aziendale, sia pubblico sia privato, deve rispondere alla preliminare caratteristica di essere atto a perdurare nel tempo. Pertanto le valutazioni contabili finanziarie, economiche e patrimoniali del sistema di Bilancio devono rispondere al requisito di essere fondate su criteri tecnici e di stima che abbiano la possibilità di continuare ad essere validi nel tempo, se le condizioni gestionali non saranno tali da evidenziare chiari e significativi cambiamenti. Il principio si applica anche al fine di garantire equilibri economico – finanziari che siano salvaguardati e perdurino nel tempo. Il principio della continuità riguarda anche i dati contabili che nella successione del tempo devono essere rilevati e rappresentati con correttezza nelle situazioni contabili di chiusura e di riapertura dei conti e in tutti i documenti contabili.

Inoltre, la costanza di applicazione dei principi contabili generali e di quelli particolari di valutazione è uno dei cardini delle determinazioni finanziarie, economiche e patrimoniali dei bilanci di previsione, della gestione, del rendiconto e Bilancio d’esercizio (principio della costanza). Infatti, Il principio della continuità e quello della costanza dei criteri applicati introducono le condizioni essenziali per la comparabilità delle valutazioni tra i documenti contabili del Bilancio di previsione e della rendicontazione e delle singole e sintetiche valutazioni nel tempo, anche connesse con i processi gestionali. L’eventuale cambiamento dei criteri particolari di valutazione adottati, deve rappresentare un’ eccezione nel tempo che risulti opportunamEnte descritta e documentata in apposite relazioni nel contesto del sistema di Bilancio. Il principio della costanza, insieme agli altri postulati, risponde alla logica unitaria di rappresentare nel sistema di Bilancio, mediante i diversi valori contabili di tipo finanziario, economico e patrimoniale, la coerenza, la chiarezza e la significatività delle scelte di programmazione, della gestione e delle risultanze finali di esercizio.

12. Principio della comparabilità e verificabilità

Gli utilizzatori delle informazioni di Bilancio devono essere in grado di comparare nel tempo le informazioni, analitiche e sintetiche di singole o complessive poste economiche, finanziarie e patrimoniali del sistema di Bilancio, al fine di identificarne gli andamenti tendenziali. Gli utilizzatori, inoltre, devono poter comparare le informazioni di Bilancio anche tra enti pubblici diversi, e dello stesso settore, al fine di valutarne le diverse potenzialità gestionali, gli orientamenti strategici e le qualità di una sana e buona amministrazione. Deve essere consentita anche la valutazione delle situazioni patrimoniali, degli andamenti economici e finanziari, nonché delle relative modificazioni.

Il costante e continuo rispetto dei principi contabili è condizione necessaria per la comparabilità spazio-temporale dei documenti del sistema di Bilancio sia per gli organi di governance interna ed esterna alla stessa singola amministrazione pubblica a cui ci si riferisce, sia per ogni categoria di portatori di interesse che vuole ottenere informazioni sulla gestione pubblica.

Un’importante implicazione della caratteristica qualitativa della comparabilità è che gli utilizzatori siano informati dei principi contabili impiegati nella preparazione dei documenti e dei dati che compongono il sistema di Bilancio, di qualsiasi cambiamento nell’applicazione di tali principi e degli effetti di tali cambiamenti.

Il requisito di comparabilità non deve essere un impedimento all’introduzione dei principi contabili applicativi più adeguati alla specifica operazione. Non è appropriato che un’amministrazione pubblica continui a contabilizzare nel medesimo modo un’operazione od un evento se il criterio adottato non è conforme al disposto normativo ed ai principi contabili.

Nell'ambito della stessa amministrazione pubblica la comparabilità dei bilanci in periodi diversi è possibile se sussistono le seguenti condizioni:

- la forma di presentazione è costante, cioè il modo di esposizione delle voci deve essere uguale o almeno comparabile;

- i criteri di valutazione adottati sono mantenuti costanti. L'eventuale cambiamento deve essere giustificato da circostanza eccezionale per frequenza e natura. In ogni caso l'effetto del cambiamento dei criteri di valutazione sul risultato dell'esercizio e sul patrimonio netto deve essere adeguatamEnte illustrato e motivato;

- i mutamenti strutturali nell’organizzazione e gli eventi di natura straordinaria devono essere chiaramEnte evidenziati.

Inoltre, l'informazione patrimoniale, economica e finanziaria, e tutte le altre fornite dal sistema di Bilancio di ogni amministrazione pubblica, devono essere verificabili attraverso la ricostruzione del procedimento valutativo seguito. A tale scopo le amministrazioni pubbliche devono conservare la necessaria documentazione probatoria (principio della Verificabilità). La verificabilità delle informazioni non riguarda solo la gestione e la rendicontazione ma anche il processo di programmazione e di Bilancio per ricostruire adeguatamEnte e documentalmEnte il procedimento di valutazione che ha condotto alla formulazione delle previsioni e dei contenuti della programmazione e dei relativi obiettivi.

13. Principio di neutralità o imparzialità

La redazione dei documenti contabili deve fondarsi su principi contabili indipendenti ed imparziali verso tutti i destinatari, senza servire o favorire gli interessi o le esigenze di particolari gruppi. La neutralità o imparzialità deve essere presEnte in tutto il procedimento formativo del sistema di Bilancio, sia di programmazione e previsione, sia di gestione e di rendicontazione, soprattutto per quanto concerne gli elementi soggettivi. La presenza di elementi soggettivi di stima non è condizione per far venir meno l'imparzialità, la ragionevolezza e la verificabilità. Discernimento, oculatezza e giudizio sono alla base dei procedimenti e delle metodologie di ragioneria a cui la preparazione dei documenti contabili deve informarsi e richiedono due requisiti essenziali, la competenza e la correttezza tecnica. L'imparzialità contabile va intesa come l'applicazione competEnte e tecnicamEnte corretta del processo di formazione dei documenti contabili, del Bilancio di previsione, del rendiconto e del Bilancio d’esercizio, che richiede discernimento, oculatezza e giudizio per quanto concerne gli elementi soggettivi.

14. Principio della pubblicità

Il sistema di Bilancio assolve una funzione informativa nei confronti degli utilizzatori dei documenti contabili. È compito dell’amministrazione pubblica rendere effettiva tale funzione assicurando ai cittadini ed ai diversi organismi sociali e di partecipazione la conoscenza dei contenuti significativi e caratteristici del Bilancio di previsione, del rendiconto e del Bilancio d’esercizio, comprensivi dei rispettivi allegati, anche integrando le pubblicazioni obbligatorie.

Affinché i documenti contabili di previsione e di rendicontazione assumano a pieno la loro valenza politica, giuridica, economica e sociale devono essere resi pubblici secondo le norme vigenti.

Il rispetto del principio della pubblicità presuppone un ruolo attivo dell’amministrazione pubblica nel contesto della comunità amministrata, garantendo trasparenza e divulgazione alle scelte di programmazione contenute nei documenti previsionali ed ai risultati della gestione descritti in modo veritiero e corretto nei documenti di rendicontazione; ciò è fondamentale per la fruibilità delle informazioni finanziarie, economiche e patrimoniali del sistema di Bilancio.

15. Principio dell’equilibrio di Bilancio

Le norme di contabilità pubblica pongono come vincolo del Bilancio di previsione l’equilibrio di Bilancio.

L’osservanza di tale principio riguarda il pareggio complessivo di competenza e di cassa attraverso una rigorosa valutazione di tutti i flussi di entrata e di spesa.

Il rispetto del principio di pareggio finanziario invero non basta per soddisfare il principio generale dell’equilibrio del sistema di Bilancio di ogni pubblica amministrazione.

L’equilibrio di Bilancio infatti comporta anche la corretta applicazione di tutti gli altri equilibri finanziari, economici e patrimoniali che sono da verificare non solo in sede di previsione, ma anche durante la gestione in modo concomitante con lo svolgersi delle operazioni di esercizio, e quindi nei risultati complessivi dell’esercizio che si riflettono nei documenti contabili di rendicontazione.

Nel sistema di Bilancio di un’amministrazione pubblica, gli equilibri stabiliti in Bilancio devono essere rispettati considerando non solo la fase di previsione, ma anche la fase di rendicontazione come prima forma del controllo interno, concernEnte tutti i flussi finanziari generati dalla produzione, diretta o indiretta e quindi effettuata anche attraverso le altre forme di gestione dei servizi erogati e di altre attività svolte.

Il principio dell’equilibrio di Bilancio quindi è più ampio del normato principio del pareggio finanziario di competenza nel Bilancio di previsione autorizzatorio. Anche la realizzazione dell’equilibrio economico (sia nei documenti contabili di programmazione e previsione e quindi con riferimento al budget ed al preventivo economico sia nei documenti contabili di rendicontazione e quindi nel conto economico di fine esercizio) è garanzia della capacità di perseguire le finalità istituzionali ed innovative di un’amministrazione pubblica in un mercato dinamico.

L’equilibrio finanziario del Bilancio non comporta necessariamEnte una stabilità anche di carattere economico e patrimoniale.

Il principio dell’equilibrio di Bilancio quindi deve essere inteso in una versione complessiva ed analitica del pareggio economico, finanziario e patrimoniale che ogni amministrazione pubblica pone strategicamEnte da dover realizzare nel suo continuo operare nella comunità amministrata.

16. Principio della competenza finanziaria

Il principio della competenza finanziaria costituisce il criterio di imputazione agli esercizi finanziari delle obbligazioni giuridicamEnte perfezionate attive e passive (accertamenti e impegni).

Il principio è applicato solo a quei documenti di natura finanziaria che compongono il sistema di Bilancio di ogni pubblica amministrazione che adotta la contabilità finanziaria, e attua il contenuto autorizzatorio degli stanziamenti del Bilancio di previsione.

Le previsioni del Bilancio di previsione finanziario hanno carattere autorizzatorio per ciascuno degli esercizi cui il Bilancio si riferisce, costituendo limite agli impegni e ai pagamenti, fatta eccezione per le partite di giro/servizi per conto di terzi e per i rimborsi delle anticipazioni di cassa. La funzione autorizzatoria fa riferimento anche alle entrate, di competenza e di cassa per accensione di prestiti.

Gli stanziamenti del Bilancio di previsione sono aggiornati annualmEnte in occasione della sua approvazione.

Tutte le obbligazioni giuridicamEnte perfezionate attive e passive, che danno luogo a entrate e spese per l’Ente, devono essere registrate nelle scritture contabili quando l’obbligazione è perfezionata, con imputazione all’esercizio in cui l’obbligazione viene a scadenza. E’ in ogni caso, fatta salva la piena copertura finanziaria degli impegni di spesa giuridicamEnte assunti a prescindere dall’esercizio finanziario in cui gli stessi sono imputati.

L’accertamento costituisce la fase dell’entrata con la quale si perfeziona un diritto di credito relativo ad una riscossione da realizzare e si imputa contabilmEnte all’esercizio finanziario nel quale il diritto di credito viene a scadenza.

L’accertamento presuppone idonea documentazione, attraverso la quale sono verificati e attestati dal soggetto cui è affidata la gestione della relativa entrata, i seguenti requisiti:

(a) la ragione del credito che da luogo a obbligazione attiva;

(b) il titolo giuridico che supporta il credito;

(c) l’individuazione del soggetto debitore;

(d) l’ammontare del credito;

(e) la relativa scadenza.

Non possono essere riferite ad un determinato esercizio finanziario le entrate per le quali non sia venuto a scadere nello stesso esercizio finanziario il diritto di credito. E’ esclusa categoricamEnte la possibilità di accertamento attuale di entrate future in quanto ciò darebbe luogo ad un’anticipazione di impieghi (ed ai relativi oneri) in attesa dell’effettivo maturare della scadenza del titolo giuridico dell’entrata futura, con la conseguenza di alterare gli equilibri finanziari dell’esercizio finanziario.

L’impegno costituisce la fase della spesa con la quale viene registrata nelle scritture contabili la spesa conseguEnte ad una obbligazione giuridicamEnte perfezionata e relativa ad un pagamento da effettuare, con imputazione all’esercizio finanziario in cui l’obbligazione passiva viene a scadenza.

Gli elementi costitutivi dell’impegno sono:

(a) la ragione del debito;

(b) la determinazione della somma da pagare;

(c) il soggetto creditore;

(d) la specificazione del vincolo costituito sullo stanziamento di Bilancio

(e) la relativa scadenza.

Non possono essere riferite ad un determinato esercizio finanziario le spese per le quali non sia venuta a scadere nello stesso esercizio finanziario la relativa obbligazione giuridica.

In ogni caso, per l’attività di investimento che comporta impegni di spesa che vengono a scadenza in più esercizi finanziari, deve essere dato specificamEnte atto - al momento dell’attivazione del primo impegno - di aver predisposto la copertura finanziaria per l’effettuazione della complessiva spesa dell’investimento, anche se la forma di copertura è stata già indicata nell’elenco annuale del piano delle opere pubbliche di cui all’articolo 128 del decreto legislativo n. 163 del 2006.

La copertura finanziaria delle spese di investimento è costituita da risorse accertate esigibili nell’esercizio in corso di gestione o la cui esigibilità è nella piena discrezionalità dell’Ente o di altra pubblica amministrazione, dall’utilizzo dell’avanzo di amministrazione o, fino all’esercizio 2015, di una legge di autorizzazione all’indebitamento.

Inoltre, in sede di provvedimento di salvaguardia degli equilibri di Bilancio e anche di provvedimento di assestamento generale di Bilancio, è necessario dare atto del rispetto degli equilibri di Bilancio per la gestione di competenza e la gestione di cassa, per ciascuna delle annualità contemplate dal Bilancio.

La necessità di garantire e verificare l’equivalenza tra gli accertamenti e gli impegni riguardanti le partite di giro o le operazioni per conto terzi, attraverso l’accertamento di entrate cui deve conseguire, automaticamEnte, comporta che, in deroga al principio generale, le obbligazioni giuridicamEnte perfezionate attive e passive, che danno luogo a entrate e spese riguardanti le partite di giro e le operazioni per conto terzi, devono essere registrate e imputate all’esercizio in cui l’obbligazione è perfezionata.

Gli incassi ed i pagamenti sono imputati allo stesso esercizio in cui il cassiere/tesoriere li ha effettuati.

Gli incassi ed i pagamenti risultanti dai mandati versati all’entrata del Bilancio dell’ amministrazione pubblica stessa a seguito di regolazioni contabili (che non danno luogo ad effettivi incassi e pagamenti) sono imputati all’esercizio cui fanno riferimento i titoli di entrata e di spesa.

E’ prevista la coesistenza di documenti contabili finanziari ed economici, in quanto una rappresentazione veritiera della gestione non può prescindere dall’esame di entrambi gli aspetti.

17. Principio della competenza economica

Il principio della competenza economica rappresenta il criterio con il quale sono imputati gli effetti delle diverse operazioni ed attività amministrative che la singola amministrazione pubblica svolge durante ogni esercizio e mediante le quali si evidenziano “utilità economiche” cedute e/o acquisite anche se non direttamEnte collegate ai relativi movimenti finanziari. Per il principio della competenza economica l'effetto delle operazioni e degli altri eventi deve essere rilevato contabilmEnte ed attribuito all'esercizio al quale tali operazioni ed eventi si riferiscono e non a quello in cui si concretizzano i relativi movimenti finanziari.

La determinazione dei risultati di esercizio di ogni pubblica amministrazione implica un procedimento contabile di identificazione, di misurazione e di correlazione tra le entrate e le uscite dei documenti finanziari e tra i proventi ed i costi e le spese dei documenti economici del Bilancio di previsione e di rendicontazione. Il risultato economico d'esercizio implica un procedimento di analisi della competenza economica e delle componenti economiche positive e negative relative all’esercizio cui il rendiconto si riferisce.

Il presEnte principio della competenza economica è riferibile ai soli prospetti di natura economica e patrimoniale facenti parte di ogni sistema di Bilancio; in particolare si fa riferimento al budget economico e/o preventivo economico, al conto economico ed al conto del patrimonio nel rendiconto della gestione.

La rilevazione contabile dell’aspetto economico della gestione è necessaria in considerazione degli obiettivi che l’ordinamento assegna al sistema informativo obbligatorio.

I documenti di programmazione e di previsione esprimono la dimensione finanziaria di fatti economici complessivamEnte valutati in via preventiva.

Il rendiconto deve rappresentare la dimensione finanziaria, economica e patrimoniale dei fatti amministrativi che la singola amministrazione pubblica ha realizzato nell’esercizio.

L’analisi economica dei fatti amministrativi di una singola amministrazione pubblica richiede una distinzione tra fatti gestionali direttamEnte collegati ad un processo di scambio sul mercato (acquisizione, trasformazione e vendita) che danno luogo a costi o ricavi, e fatti gestionali non caratterizzati da questo processo in quanto finalizzati ad altre attività istituzionali e/o erogative (tributi, contribuzioni, trasferimenti di risorse, prestazioni, servizi, altro), che danno luogo a oneri e proventi.

Nel primo caso la competenza economica dei costi e dei ricavi è riconducibile al principio contabile n. 11 dei Dottori Commercialisti, mentre nel secondo caso, e quindi per la maggior parte delle attività amministrative pubbliche, è necessario fare riferimento alla competenza economica delle componenti positive e negative della gestione direttamEnte collegate al processo erogativo delle prestazioni e servizi offerti alla comunità amministrata e quindi alle diverse categorie di portatori di interesse.

Nel secondo caso quindi, i ricavi, come regola generale, devono essere imputati all’esercizio nel quale si verificano le seguenti due condizioni:

il processo produttivo dei beni o dei servizi è stato completato;

l’erogazione è già avvenuta, si è cioè verificato il passaggio sostanziale e non formale del titolo di proprietà o i servizi sono stati resi.

Le risorse finanziarie rese disponibili per le attività istituzionali dell’amministrazione, come i diversi proventi o trasferimenti correnti di natura tributaria o non, si imputano all’esercizio nel quale si è verificata la manifestazione finanziaria e se tali risorse sono risultate impiegate per la copertura dei costi sostenuti per le attività istituzionali programmate. Fanno eccezione i trasferimenti a destinazione vincolata, siano questi correnti o in conto capitale, che vengono imputati in ragione del costo o dell’onere di competenza economica alla copertura del quale sono destinati.

I componenti economici negativi devono essere correlati con i ricavi dell'esercizio o con le altre risorse rese disponibili per il regolare svolgimento delle attività istituzionali. Detta correlazione costituisce un corollario fondamentale del principio della competenza economica ed intende esprimere la necessità di contrapporre ai componenti economici positivi dell'esercizio i relativi componenti economici negativi ed oneri, siano essi certi che presunti. Tale correlazione si realizza:

per associazione di causa ad effetto tra costi ed erogazione o cessione del prodotto o servizio realizzato. L'associazione può essere effettuata analiticamEnte e direttamEnte o sulla base di assunzioni del flusso dei costi;

per ripartizione dell'utilità o funzionalità pluriennale su base razionale e sistematica, in mancanza di una più diretta associazione. Tipico esempio è rappresentato dall'ammortamento;

per imputazione diretta di costi al conto economico dell'esercizio o perché associati a funzioni istituzionali, o perché associati al tempo, o perché sia venuta meno l'utilità o la funzionalità del costo. In particolare quando:

a) i costi sostenuti in un esercizio esauriscono la loro utilità già nell'esercizio stesso, o non sia identificabile o valutabile la futura utilità;

b) viene meno o non sia più identificabile o valutabile la futura utilità o la funzionalità dei fattori produttivi i cui costi erano stati sospesi in esercizi precedenti;

c) L’associazione al processo produttivo o la ripartizione delle utilità del costo a cui ci si riferisce su base razionale e sistematica non risulti più di sostanziale rilevanza.

I componenti economici positivi quindi devono essere correlati ai componenti economici negativi o costi o spese dell’esercizio. Tale correlazione costituisce il corollario fondamentale del principio della competenza economica dei fatti gestionali caratterizzanti l’attività amministrativa di ogni amministrazione pubblica.

18. Principio della prevalenza della sostanza sulla forma

Se l’informazione contabile deve rappresentare fedelmEnte ed in modo veritiero le operazioni ed i fatti che sono accaduti durante l’esercizio, è necessario che essi siano rilevati contabilmEnte secondo la loro natura finanziaria, economica e patrimoniale in conformità alla loro sostanza effettiva e quindi alla realtà economica che li ha generati e ai contenuti della stessa, e non solamEnte secondo le regole e le norme vigenti che ne disciplinano la contabilizzazione formale.

La sostanza economica, finanziaria e patrimoniale delle operazioni pubbliche della gestione di ogni amministrazione rappresenta l’elemento prevalEnte per la contabilizzazione, valutazione ed esposizione nella rappresentazione dei fatti amministrativi nei documenti del sistema di Bilancio.

Allegato 5/Normativa al Capitolo 8° - Il PEG

Allegato 4.1 al D. Lgs. 118/2011 punti 10.1 e seguenti

10.Il piano esecutivo di gestione (enti locali)

10.1 Finalità e caratteristiche

Il piano esecutivo di gestione (PEG) è il documento che permette di declinare in maggior dettaglio la programmazione operativa contenuta nell’apposita Sezione del Documento Unico di Programmazione (DUP).

I contenuti del PEG, fermi restando i vincoli posti con l’approvazione del Bilancio di previsione, sono la risultante di un processo iterativo e partecipato che coinvolge la Giunta e la dirigenza dell’Ente.

Il PEG rappresenta lo strumento attraverso il quale si guida la relazione tra organo esecutivo e responsabili dei servizi. Tale relazione è finalizzata alla definizione degli obiettivi di gestione, alla assegnazione delle risorse necessarie al loro raggiungimento e alla successiva valutazione.

Il piano esecutivo di gestione:

è redatto per competenza e per cassa con riferimento al primo esercizio considerato nel Bilancio di previsione;

è redatto per competenza con riferimento a tutti gli esercizi considerati nel Bilancio di previsione successivi al primo;

ha natura previsionale e finanziaria;

ha contenuto programmatico e contabile;

può contenere dati di natura extracontabile;

ha carattere autorizzatorio, poiché definisce le linee guida espresse dagli Amministratori rispetto all’attività di gestione dei responsabili dei servizi e poiché le previsioni finanziarie in esso contenute costituiscono limite agli impegni di spesa assunti dai responsabili dei servizi;

ha un’estensione temporale pari a quella del Bilancio di previsione;

ha rilevanza organizzativa, in quanto distingue le responsabilità di indirizzo, gestione e controllo ad esso connesse.

Il piano dettagliato degli obiettivi di cui all'articolo 108, comma 1, del TUEL e il piano della performance di cui all'articolo 10 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, sono unificati organicamEnte nel piano esecutivo di gestione.

Il PEG facilita la valutazione della fattibilità tecnica degli obiettivi definiti a livello politico orientando e guidando la gestione, grazie alla definizione degli indirizzi da parte dell’organo esecutivo, e responsabilizza sull’utilizzo delle risorse e sul raggiungimento dei risultati.

Inoltre costituisce un presupposto del controllo di gestione e un elemento portante dei sistemi di valutazione.

Il PEG chiarisce e integra le responsabilità tra servizi di supporto (personale, servizi finanziari, manutenzioni ordinarie e straordinarie, provveditorato-economato, sistemi informativi, ecc.) e servizi la cui azione è rivolta agli utenti finali. Favorendo l’assegnazione degli obiettivi e delle relative dotazioni all’interno di un dato centro di responsabilità favorisce, di conseguenza, il controllo e la valutazione dei risultati del personale dipendEnte.

10.2 Struttura e contenuto

Il PEG assicura un collegamento con:

la struttura organizzativa dell’Ente, tramite l’individuazione dei responsabili della realizzazione degli obiettivi di gestione;

gli obiettivi di gestione, attraverso la definizione degli stessi e degli indicatori per il monitoraggio del loro raggiungimento;

le entrate e le uscite del Bilancio attraverso l’articolazione delle stesse al quarto livello del piano finanziario;

le dotazioni di risorse umane e strumentali, mediante l’assegnazione del personale e delle risorse strumentali.

Nel PEG devono essere specificatamEnte individuati gli obiettivi esecutivi dei quali occorre dare rappresentazione in termini di processo e in termini di risultati attesi al fine di permettere:

a)la puntuale programmazione operativa;

b)l’efficace governo delle attività gestionali e dei relativi tempi di esecuzione;

c)la chiara responsabilizzazione per i risultati effettivamEnte conseguiti.

Le risorse finanziarie assegnate per ogni programma definito nel SeO del DUP sono destinate, insieme a quelle umane e materiali, ai singoli Dirigenti per la realizzazione degli specifici obiettivi di ciascun programma.

Nel PEG le risorse finanziarie devono essere destinate agli specifici obiettivi facendo riferimento al quarto livello di classificazione del piano dei conti finanziario.

Gli “obiettivi di gestione” costituiscono il risultato atteso verso il quale indirizzare le attività e coordinare le risorse nella gestione dei processi di erogazione di un determinato servizio.

Le attività devono necessariamEnte essere poste in termini di obiettivo e contenere una precisa ed esplicita indicazione circa il risultato da raggiungere.

La struttura del PEG deve essere predisposta in modo tale da rappresentare la struttura organizzativa dell’Ente per centri di responsabilità individuando per ogni obiettivo o insieme di obiettivi appartenenti allo stesso programma un unico dirigEnte responsabile.

In ogni caso la definizione degli obiettivi comporta un collegamento con il periodo triennale considerato dal Bilancio finanziario. In tale ambito, il PEG riflette anche la gestione dei residui attivi e passivi.

Gli obiettivi gestionali, per essere definiti, necessitano di un idoneo strumento di misurazione individuabile negli indicatori. Essi consistono in parametri gestionali considerati e definiti a preventivo, ma che poi dovranno trovare confronto con i dati desunti, a consuntivo, dall’attività svolta.

Il PEG contribuisce alla veridicità e attendibilità della parte previsionale del sistema di Bilancio, poiché ne chiarisce e dettaglia i contenuti programmatici e contabili.

10.3 Approvazione del PEG

Il direttore generale ed il Segretario Comunale nelle ipotesi di cui all’articolo 108, comma 4, del testo unico degli enti locali, avvalendosi della collaborazione dei Dirigenti e dei responsabili dei servizi, propongono all’organo esecutivo il PEG per la sua definizione ed approvazione.

Il PEG deve essere approvato dalla Giunta contestualmEnte all’approvazione del Bilancio di previsione. Per contestualmEnte si intende la prima seduta di Giunta successiva all’approvazione del Bilancio da parte del Consiglio.

10.4 Obbligatorietà del PEG

Il PEG è uno strumento obbligatorio per le Province e per i Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti. Per i restanti Comuni è facoltativo ma se ne auspica l’adozione anche in forma semplificata.

11.ll Piano degli indicatori di Bilancio

E’ lo strumento per il monitoraggio degli obiettivi e dei risultati di Bilancio ed integra i documenti di programmazione.

Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze per le regioni e gli enti regionali e con decreto del Ministero dell’interno per gli enti locali e i loro enti strumentali, è definito un sistema di indicatori di Bilancio semplici, misurabili e riferibili ai programmi di Bilancio, costruiti secondo criteri e metodologie comuni, diretto a consentire l’analisi e la comparazione del bilanci delle amministrazioni territoriali.

Gli enti locali allegato il piano degli indicatori al Bilancio di previsione, mentre le regioni lo trasmettono al Consiglio.

Il piano è divulgato attraverso pubblicazione sul sito internet istituzionale dell’amministrazione stessa nella sezione “Trasparenza, valutazione e merito”, accessibile dalla pagina principale (home page).

In riferimento a ciascun programma il piano degli indicatori attesi indica gli obiettivi che l’Ente si propone di realizzare per il triennio della programmazione finanziaria, individuati secondo la medesima definizione tecnica, unità di misura di riferimento e formula di calcolo per tutti gli enti.

E’ facoltà di ogni Ente introdurre nel proprio Piano ulteriori indicatori rispetto a quelli comuni previsti dai decreti ministeriali.

Gli indicatori appartenenti al set minimo individuato per le Regioni, gli Enti Locali e per gli Enti e Organismi Strumentali avranno uguale definizione tecnica, unità di misura di riferimento e formula di calcolo.

Alla fine di ciascun esercizio finanziario al Bilancio consuntivo è allegato il Piano dei risultati. L’analisi dei risultati conseguiti e le motivazioni degli scostamenti è svolta nella relazione sulla gestione allegata al rendiconto per gli enti locali e in un’apposita relazione allegata al piano dei risultati da parte delle regioni..

AnnualmEnte il Piano è aggiornato tramite la specificazione di nuovi obiettivi e indicatori e per scorrimento, in relazione agli obiettivi già raggiunti o oggetto di ripianificazione.

Nelle more dell’emanazione dei decreti di cui all’articolo 18, comma 4, non è obbligatoria la predisposizione del piano degli indicatori.

L'AUTORE

Raimondo Turco, Ragioniere, ha svolto le seguenti attività lavorative:

- dipendEnte del Comune di Torricella (TA) dal 14 marzo 1968 al 31 marzo 1998 con la qualifica di Ragioniere Comunale, svolgendo le funzioni di Responsabile dell'Ufficio Finanziario, dell'Ufficio Tributi e dell'Ufficio Personale;

- consulEnte dal 1983 al 1996 presso il Comune di San Marzano di San Giuseppe (TA) dove ha svolto le medesime funzioni che svolgeva presso il Comune di Torricella;

- consulEnte presso il Comune di Manduria (TA) -Dipartimento Affari Finanziari- dal 2 agosto 1991 al 28 febbraio 1992 e dal 16 giugno 1994 al 31 dicembre 1994;

- consulEnte presso il Comune di Grottaglie (TA)- Responsabile Ufficio Ragioneria dal 10 gennaio 1994 al 30 giugno 1995;

- consulEnte presso il Comune di Avetrana (TA) dove ha svolto le medesime funzioni che svolgeva presso il Comune di Torricella dal 19 luglio al 31 dicembre 1992;

- Ha curato il dissesto finanziario del Comune di Torricella, del Comune di Leporano (TA) e del Comune di Monteparano (TA);

- è stato Giudice Tributario e ne ha svolto le funzioni dal mese di febbraio dell'anno 1974 al mese di giugno 2000 presso la Commissione Tributaria Provinciale di Taranto;

- consulEnte presso il Comune di Brindisi dal 25 settembre 1998 al mese di agosto 2009, Ripartizione Affari Finanziari;

- è stato componEnte del Nucleo di Valutazione del Comune di Brindisi dal 25 settembre 1999 al 26 giugno 2002 e dal 1° febbraio 2003 al mese di agosto 2009;

- è stato consulEnte finanziario e amministrativo con compiti anche di addestramento del personale, presso l'1stituzione per l'emarginazione ed il disagio sociale e minorile di Brindisi dal mese di aprile 1999 al mese di marzo 2001;

- è stato Assessore presso il Comune di Avetrana (TA) nel 1993 per circa sette mesi;

- è stato Assessore presso il Comune di Manduria (TA) dal 23 luglio 2014 al 31 dicembre 2015.

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