Storia del gioco

Quando è nata la prima agenzia di scommesse?

Nell’immediato dopoguerra, l’Italia era devastata da una guerra mondiale e fratricida

Salento Puglia e mondo
Manduria venerdì 21 febbraio 2020
di La Redazione
Scommessa
Scommessa © Foto di Free-Photos da Pixabay

Giocare d’azzardo sempre e comunque, in qualunque luogo ed in qualunque orario. Questo, che molti chiamano “vizio” altri - invece - chiamano “passione”, ha un’origine molto antica. Addirittura gli antichi romani praticavano una forma primordiale di betting, tant’è vero che, anche nelle Sacre Scritture, vi è un riferimento al fatto che i soldati di Ponzio Pilato si sarebbero giocati a dadi le vesti di Gesù Cristo. In ogni caso, si conosce anche la famosa posizione che i casinò di Venezia hanno ricoperto in epoca moderna mentre, nell’immediata contemporaneità, è stata l’America a farla da padrone.

Ma quando nasce, ufficialmente, la prima agenzia di scommesse? Stabilirlo per quanto riguarda l’Europa è difficile, è molto più semplice per quanto riguarda il nostro Paese. In questo articolo si andrà a scoprire la magica storia che si cela dietro al mondo delle agenzie di scommesse nel Bel Paese.

Un Paese distrutto dalla guerra

Nell’immediato dopoguerra, l’Italia era devastata da una guerra mondiale e fratricida. I soldati della RSI avevano combattuto ad oltranza nel nord Italia e, per tutta risposta, gli Alleati e gli italiani liberati rasero al suolo moltissimi centri abitati. I morti si contavano a migliaia e c’era moltissimo lavoro da fare per risollevare un Paese totalmente distrutto. Occorreva, però, anche una specie di “distrazione”, di “passatempo” che potesse, in qualche modo, rassicurare gli italiani e distrarli dal lutto vissuto. La Federazione decise istantaneamente di attivare i maggiori campionati sportivi, in primis il calcio.

Ecco che, quindi, gli italiani cominciavano a trovare un po’ di conforto nello sport del calcio e, per tutta risposta, si tentò di creare un sistema di betting e di scommessa ben gestito ed autorizzato dallo Stato. Ecco che, quindi, nel 1946, nelle tabaccherie italiane compare il Totocalcio.

Che cos’è il Totocalcio

Si può dire che, al tempo, la modalità di gioco e di scommessa fosse radicalmente diversa da quella attuale. Il monopolio di Stato, infatti, stabiliva 12 partite sulle quali era possibile giocare scommettendo sui risultati che si sarebbero dovuti esaudire. L’agenzia stabilì che si sarebbe contrassegnato con il numero 1 la vittoria della squadra di casa, con il numero 2 la vittoria della squadra in trasferta. Solo in seguito si aggiunse anche la X che stava ad indicare i casi di pareggio tra le due squadre. In men che non si dica, il Totocalcio divenne un enorme fonte di guadagno.

Purtroppo, però, questo incredibile guadagno da parte dell’AAMS, l’attuale ADM, fece si che molti dirigenti si interessassero sempre di più a questo “passatempo”. Un passatempo che, tutto sommato, valeva milioni e miliardi delle vecchie lire.

Lo scandalo Totonero e la perdita di popolarità

Il 1980 è un anno molto triste per il mondo delle scommesse in Italia. Lo scandalo Totonero prende il nome da un titolo della Gazzetta dello Sport di quegli anni che, appunto, denunciava il comportamento di molti dirigenti. I presidenti delle squadre di Serie A e di Serie B, infatti, truccavano le partite ottenendo, in cambio, ingenti quantità di denaro. Lo scandalo venne reso noto solo qualche mese dopo l’inizio e, da quel momento in poi, il Totocalcio perse sempre più rapidamente popolarità fino quasi a scomparire all’inizio degli anni 2000.

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