Operazione dei carabinieri del Nas

Vino "bio" adulterato, undici arresti e trenta indagati nel Salento - TUTTI I NOMI

Sistema di sofisticazione del vino, sia mediante zuccheraggio - pratica vietata - che attraverso l'importanza di vino spagnolo

Salento Puglia e mondo
Manduria giovedì 11 luglio 2019
di La Redazione
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E' di uncidi arresti - sei in carcere e cinque ai domiciliari - e sei aziende sequestrate il bilancio della maxi operazione "Ghost Wine" che, dalle prime ore di questa mattina, tiene impegnati oltre 200 carabinieri del gruppo per la Tutela della Salute di Napoli e, a Lecce - su ordine della Procura - i carabinieri del Nas, oltre a 90' ispettori dell'unità centrale investigativa dell'Icqrf. Secondo le risultanze investigative era stato messo su un sistema di sofisticazione del vino, sia mediante zuccheraggio - pratica vietata - che attraverso l'importanza di vino spagnolo. In entrambi i casi, la bevanda veniva smerciata poi come biologica a basso prezzo, Doc o Igt italiana, sia sul mercato italiano che su quello estero.

Il gip Michele Toriello ha disposto l'arresto in carcere per Antonello Calò, 64 anni di Copertino; Giuseppe Caragnulo, 58 anni di San Donaci; Vincenzo Laera, 38 anni di Mesagne; Rocco Antonio Chetta, 65enne di Lequile; Antonio Domenico Barletta, 56 anni di Lecce; Luigi Ricco, 55 anni di San Ferdinando di Puglia, nel Barese.

Per cinque degli indagati è stata disposta la misura coercitiva degli arresti domiciliari. Si tratta di Pietro Calò, 26 anni di Copertino; Giovanni Luca Calò, 50enne di Lecce; Cristina Calò, 55 anni di Copertino; Simone Caragnulo, 23 anni di San Donaci; Antonio Ilario De Pirro, 51 anni residente a Galatina.

Trenta sono gli indagati a vario titolo:
Tommaso Vantaggio, 40 anni di Racale;
Susanna Calò, 34 anni di Copertino;
Vincenzo Morrone, 31 anni di Sant'Antimo, provincia di Napoli;
Santo e Giovanni Aimone, 65 e 34 anni anni di Sant'Antimo, provincia di Napoli;
Vincenzo Bevilacqua, 40enne di Capaccio, provincia di Salerno;
Rosario Aurigemma, 58 di Pontecagnano Faiano, provincia di Salerno;
Giuseppe De Bari, 55 anni di Molfetta;
Nicola Suglia, 55 anni di Noicattaro;
Giovanni Tornese, 29 anni, di Copertino;
Stefano Troncone, 39 anni, di Novoli;
Daniela Gravili, 42 anni, di Cellino San Marco (si tratta di una omonima della stimata sommelier leccese, assolutamente estranea ai fatti oggetto dell'inchiesta, ndr);
Antonio Caragnulo, 56 anni di San Donaci;
Salvatore Mazzotta, 54 anni di Trepuzzi;
Renato D'Auria, 53 anni di Ortona, provincia di Chieti;
Cosimo Campanella, 36 anni, di San Pietro Vernotico;
Dario Bardi, 31 anni di Cellino San Marco;
Oronzo Pezzuto, 36 anni di Surbo;
Antonio De Iaco, 63 anni residente a Felline;
Michele Brattoli, 68 anni di Trinitapoli, provincia Bat;
Bruno Lucio Damiani, 62 anni di Trinitapoli, provincia Bat;
Fabio De Pirro, 55 anni, di Galatina;
Francesco Libertini, 55 anni di Lizzanello;
Roberta Elisabetta Trande, 50 anni, di Lecce;
Simone Nestola, 34 anni di Copertino;
Giacomina Tavani, 41 anni di Lizzanello;
Marta Abbracciavento, 38 anni di Lecce;
Francesco Ciotola, napoletano residente a Cutrofiano, classe 1957;
Antonio D'Oro, 49enne di Bonito, provincia di Avellino;
Giuseppe Dell'Aversana, 40 anni di Orta di Atella, provincia di Caserta.

Il giudice ha accolto la richiesta di sequestro preventivo presentata dalla Procura per sei aziende, per le quali il giudice ha nominato Massimo Bellantone quale amministratore giudiziario. Le aziende sono la Agrisalento srl di Copertino, la Enosystems srl sempre di Copertino, la Megale Hellas srl di San Pietro Vernotico e Ccib Food Industry srl di Roma.

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