Pena patteggiata

Un anno di reclusione all'automobilista dell'incidente mortale del tarantino Visone

Udienza preliminare conclusasi stamattina presso il Tribunale di Forlì riguardante la tragica morte del cameriere tarantino trasferitosi da diversi anni in Romagna per lavoro

Salento Puglia e mondo
Manduria giovedì 27 maggio 2021
di La Redazione
Gerardo Visone
Gerardo Visone © Google

Un anno di reclusione con pensa sospesa, questa la pena patteggiata da I.G., 24enne toscana residente nel forlivese, durante l’udienza preliminare conclusasi stamattina presso il Tribunale di Forlì e riguardante la tragica morte di Gerardo Visone, 59enne tarantino trasferitosi da diversi anni in Romagna per lavoro.

I familiari della vittima, assistiti da Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato in casi di omicidio stradale con sedi in tutta Italia, hanno visto ricostruire in aula quanto accadde quella tragica mattina.

Erano circa le 6.30 di sabato 1 agosto 2020 e Gerardo Visone stava percorrendo a velocità moderata la SP2 Cervese in sella alla sua Aprilia per recarsi puntuale, come ogni mattina, al lavoro.

Improvvisamente, però, all’uscita di una curva si vide piombare addosso la Ford Fiesta guidata da I.G., che perdendo il controllo del mezzo invase la corsia su cui si trovava la moto e finì per causare un terribile incidente frontale.

Drammatica la scena che si trovarono di fronte i soccorritori, con la moto e l’auto praticamente distrutte e il corpo di Gerardo Visone ormai senza vita. Solo lievemente ferita, invece, l’automobilista.

Immediati i rilievi delle forze dell’ordine, che hanno contribuito insieme alle indagini del pubblico ministero, dott.ssa Francesca Rago a ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’incidente.

I.G. tornava da una serata con gli amici e viaggiava in direzione Cervia-Forlì per rincasare quando, nonostante l’ottima visibilità, il bel tempo e le buone condizioni del manto stradale, perse il controllo del mezzo a causa della velocità di percorrenza superiore al consentito, finendo prima per sbandare sulla destra e poi per invadere la corsia opposta, causando il sinistro mortale, senza che il centauro potesse evitare in alcun modo l’impatto. Ad aggravare la situazione, poi, è arrivato anche l’esito dell’alcol test, che ha rilevato un tasso alcolemico di 0.61g/l, e quindi superiore al limite di legge. Una dinamica e responsabilità chiare, che oggi hanno trovato epilogo nella richiesta di patteggiamento.

“La scelta processuale del patteggiamento, la giovane età e l’essere incensurata hanno portato il giudice ad infliggere una pena davvero mite all’investitrice - sottolinea Andrea Matarrelli di Giesse Francavilla Fontana - e che sicuramente non rende giustizia a quanto subito dalla famiglia Visone. Avevamo sin da subito accertato con la compagnia di assicurazione la totale responsabilità dell’accaduto a carico dell’automobilista, facendo risarcire integralmente il danno ai familiari di Gerardo per la perdita del loro amato”.

In aula oggi era presente la sorella della vittima, Silvana Visone, che ha tristemente commentato: “Non c’era sicuramente desiderio di vendetta, ma si sperava che dal tribunale arrivasse un segnale forte. Non è più ammissibile vedere persone che si mettono alla guida con leggerezza, senza valutare le proprie condizioni psico-fisiche e mettendo così in pericolo la vita altrui: basta la minima distrazione per causare danni incalcolabili, come quelli subiti dalle nostre famiglie. Chi sbaglia deve pagare, quanto meno per dimostrare che certi comportamenti non possono essere più tollerati”.

 

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I commenti degli utenti
  • Giancarlo ha scritto il 29 maggio 2021 alle 14:54 :

    Condivido in pieno l'amara considerazione della signora Visone, sorella dello sfortunato Gerardo. Vorrei che si intervenisse con un deterrente legale anche sulle immissioni spericolate sugli svincoli e sulla mancata distanza di sicurezza, due comportamenti che riscontro sempre, dico sempre, quando mi metto alla guida. Se il legislatore ha fatto il passo di definire l'moicidio stradale, si faccia il passo ulteriore di definire anche il tentato omicidio stradale, laddove questi comportamenti (ed evntualmente altre pericolose idiozie da guida nevrotica), siano ben documentati e provati anche dal privato che le subisce, pure in assenza di conseguenze. Rispondi a Giancarlo

  • Marco ha scritto il 28 maggio 2021 alle 08:40 :

    Complimenti alla sorella per questi insegnamenti. 👍🏻 Difatti l' odio e/o la vendetta rovinano la salute. Rispondi a Marco

    Silvana Visone ha scritto il 28 maggio 2021 alle 16:10 :

    Dobbiamo chiedere giustizia allo Stato!occorrono deterrenti e pene esemplari ...non vendetta giustizia per tutti !! Rispondi a Silvana Visone