L'impegno dei sindaci

Lettera al ministro per salvare il Giudice di Pace

Alla richiesta di chiusura dell’ufficio giudiziario manduriano formulata dal Presidente del Tribunale di Taranto al Ministero della Giustizia per constatate incongruenze e carenza di personale...

Politica
Manduria venerdì 11 gennaio 2019
di La Redazione
La riunione di ieri
La riunione di ieri © La Voce di Manduria

Si tenta il salvataggio in extremis dell’ufficio della Giudicatura di Pace di Manduria. Era questo il proposito della riunione di ieri pomeriggio tra i sindaci dei comuni consorziati tenutasi nell’aula consiliare del comune di Manduria. Erano presenti il commissario Luigi Scipioni per Manduria comune capofila, i sindaci Antonio Minò di Avetrana, Dario Iaia di Sava e Alfredo Longo di Maruggio. Presente anche una delegazione composta da associazioni di avvocati. Alla richiesta di chiusura dell’ufficio giudiziario manduriano formulata dal Presidente del Tribunale di Taranto al Ministero della Giustizia per constatate incongruenze e carenza di personale, si è contrapposta ieri la volontà dei presenti di continuare a garantire i propri impegni rispettando quanto stabilito al momento della costituzione del Consorzio.

E’ stato deciso inoltre di redigere un documento comune da inviare al Ministero per rispondere, smontandole, alle argomentazioni che secondo il presidente del Tribunale, nella sua missiva del 19 dicembre scorso, sarebbe inevitabile la soppressione dell’ufficio di giudicatura di Manduria. Intanto è stato chiarito ieri che l’impiegato del comune di Maruggio che ricopre il ruolo di cancelliere, Tonino Filomena, non è affatto già in pensione ma che lo sarà non prima del mese di agosto prossimo, quindi tutto il tempo per formare un altro impiegato che lo sostituirebbe. Confermata la disponibilità anche da parte degli altri comuni per ciò che riguarda la sede (il comune di Manduria) e la presenza di proprio personale atto a garantire il funzionamento dell’ufficio giudiziario. In sintesi, alla paventata chiusura voluta dal Presidente del Tribunale di Taranto, si contrappone ora il documento unitario che sarà inviato al Ministero.

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