Il più piccolo di dice innocente

Bullismo, due minori dal Pm: “pentimento tardivo”

Alla presenza dei genitori e dell’avvocato di fiducia, Dario Blandamura, il più grande ha ammesso di aver partecipato ad un solo episodio di violenza ma di essersi limitato a filmare

Attualità
Manduria giovedì 23 maggio 2019
di La Redazione
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Lungo interrogatorio ieri negli uffici della Procura per i minorenni di Taranto dei due due fratelli di 15 e 16 anni indagati con altri quattordici quasi tutti minorenni, nell’inchiesta sulle ripetute aggressioni nei confronti di Antonio Cosimo Stano, il disabile manduriano di 66 anni vittima di bullismo morto il 23 aprile scorso dopo 16 giorni di ricovero nell’ospedale di Manduria dove era stato ricoverato per un’ulcera gastrica perforata.

Alla presenza dei genitori e dell’avvocato di fiducia, Dario Blandamura, il più grande ha ammesso di aver partecipato ad un solo episodio di violenza ma di essersi limitato a filmare con il proprio telefonino le scene che ha poi cancellato dopo averle passate nelle chat di alcuni suoi contatti. Il fratello quindicenne si è invece detto estraneo ai fatti raccontando di essersi allontanato prima che iniziasse tutto.

L’interrogatorio che l’avvocato Blandamura ha definito «molto serrato», è stato condotto dalla procuratrice Pina Montanaro, capo della Procura dei minorenni con la presenza del dirigente della Mobile di Taranto, Carlo Pagano.

Al sedicenne è stato mostrato poi il video in questione riconoscendosi come autore delle riprese che mostrano il pensionato mentre viene strattonato e trascinato per una gamba al centro della strada. «I ragazzi hanno risposto puntualmente a tutte le domande e si sono mostrati collaborativi e tardivamente pentiti», ha dichiarato l’avvocato Blandamura che per la stessa vicenda difende un altro minorenne indagato. I due fratelli, ha precisato ancora il legale, «non facevano comunque parte del gruppo degli orfanelli».

Il terzo dei quattro nuovi indagati che era stato convocato nella stessa giornata di ieri, ha ottenuto un rinvio per l’indisponibilità del proprio legale di fiducia. Tutti devono rispondere di aggressione, violazione di domicilio e tortura.

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