Operazione della Guardia di Finanza

Il traffico di auto rubate passa da Manduria e Sava

L’operazione scattata all’alba di ieri è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Brindisi

Cronaca
Manduria venerdì 22 maggio 2020
di La Redazione
Guardia di Finanza Manduria
Guardia di Finanza Manduria © La Voce di Manduria

C’era anche un’autofficina manduriana al centro di un traffico di auto rubate su cui hanno indagato i militari della Guardia di Finanza che ieri hanno eseguito 12 arresti di altrettante persone residenti in diversi comuni nelle province di Brindisi, Foggia, Taranto e Milano. Il più vicino alla città Messapica è il savese Giovanni Fabiano, 78 anni, difeso dall’avvocato Franz pesare, titolare di officina meccanica.

L’operazione scattata all’alba di ieri è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Brindisi ed eseguita dalle fiamme gialle della compagnia di Ostuni e, per quanto riguarda le operazioni a Manduria e Sava, dai militari della Guardia di Finanza della compagnia di Manduria guidati dal capitano Giuseppe Lorenzo.

L’inchiesta si è conclusa con la reclusione in carcere di 6 persone ed altrettante ai domiciliari che devono rispondere a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata ai furti e riciclaggio di auto. Un'attività investigativa svolta da mesi da parte dei finanzieri di Ostuni che avrebbe fatto emergere una serie di indizi a carico degli indagati. Secondo la ricostruzione degli investigatori, gli indagati si recavano periodicamente in Germania o in Belgio al fine di procurarsi - da commercianti del posto - i documenti relativi a veicoli regolarmente immatricolati all’estero al fine di trasferirne l’identità formale su quelli che venivano rubati in Italia. Utilizzando “targhe prova”, gli autori del traffico trasferivano le auto in una carrozzeria in provincia di Foggia dove venivano modificati i codici telaio e in due autofficine, a Manduria e San Michele Salentino per la ricodifica delle centraline elettroniche. Gli indagati fabbricavano infine le nuove chiavi per poi re-immatricolare le auto oggetto di furto come veicoli usati di provenienza estera così da venderle in un autosalone di Ceglie Messapica gestito da uno degli arrestati. Venticinque autovetture così truccate e già vendute ad ignari acquirenti, sono state sequestrate e messe a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Nella stessa rete sono caduti anche due manduriani che a seguito del sequestro delle proprie auto presenteranno querela a chi le ha vendute nella speranza di recuperare il maltolto. 
I provvedimenti restrittivi sono scattati a carico dei titolari dell'autosalone di Ceglie, un intero nucleo famigliare: Rocco Argentiero, i figli Italo e Donato (tutti finiti in carcere), la moglie Rosa Nigro (ai domiciliari). Sempre a Ceglie Messapica arrestato il titolare di un'agenzia di pratiche automobilistiche, Rocco Biondi (ai domiciliari).
A San Michele Salentino, invece, è stato arresto Giuseppe Suma (anche lui finito in carcere) e il figlio Giovanni (ai domiciliari). Arrestati anche altri tre artigiani titolari di officine: Giovanni Fabiano, di Sava (ai domiciliari), Savino Bonavita, di Cerignola (finito in carcere) e Luigi Colio, di San Severo (ai domiciliari). Altri due arresti, infine, sono stati eseguiti a Milano. In manette i presunti autori di molti dei furti di veicoli utilizzati per il riciclaggio: Mauro D’Avanzo e Alberto Loiacono, quest’ultimo di origine barese ma domiciliato nel capoluogo lombardo.

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I commenti degli utenti
  • savino ha scritto il 24 maggio 2020 alle 09:40 :

    i nomi di manduria Rispondi a savino